Vai al contenuto

Benvenuti sul nostro Forum!

Accedi o Registrati per avere pieno accesso alla nostra community bianconera.

Foto
- - - - -

Lo Stop Del J-Project Di Agnelli - Articolo A Puntate Di Crazeology


  • Per cortesia connettiti per rispondere
38 risposte a questa discussione

#31 iena

iena

    Prima Squadra

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 12656 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 14 giugno 2021 - 18:11

 

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 3

 

ElkannAgnelli1600(0).jpg

 

Di Crazeology

“Oh, it never came, how could it have, baby”

“Oh, non è mai arrivata, e come avrebbe potuto, baby?"

- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -



- I RISULTATI SPORTIVI -

Grazie ad alcune scelte iniziali azzeccate, Conte allenatore della rinascita su tutte, è iniziata una lunga fase di successi nazionali che è durata 10 anni, e un numero importante di trofei sollevati al cielo. Forse per molti tifosi annoiati e bastian contrari per definizione, questo dato non è molto chiaro e focalizzato nella propria zucca; calcisticamente parlando 10 anni sono un’eternità. Un tempo lunghissimo invidiabile per qualunque sportivo in qualunque sport. In molti darebbero un braccio per poter vincere trofei importanti per 10 anni di fila. Nonostante tutto ciò, non bisogna dimenticare che il club è anche arrivato due volte in finale di Champions League con Max Allegri, e che ha perso molto malamente tutte e due le volte. Gli avversari erano, sì, formidabili, ma prendere 7 gol in due sole partite con una difesa di altissimo livello come la nostra, è un fatto gravissimo e umiliante, che sminuisce anche un po’ i risultati nazionali ottenuti. Anche perché in risposta a quei 7 di gol la Juve ne ha realizzati solo 2. Si è trattato in entrambe le occasioni di una disfatta. E in altre annate la Juve è uscita dal torneo continentale giocando partite sbagliate contro squadre mediocri o nettamente inferiori. Con Conte sostanzialmente nemmeno si è vista la Juve in Europa.
Mentre sempre con Allegri sulla panca, la Juve in CL ha anche buttato alle ortiche, nonostante ottime prestazioni della squadra, un ottavo di finale col Bayern e un quarto di finale col Real, per il solito atteggiamento sparagnino sul più bello, la mania di fare calcoli insomma.
Questi ultimi due anni in particolare poi, hanno visto tutta la parte sportiva nettamente calante, con scelte di mercato un bel po’ tecnicamente e tatticamente pasticciate, e con risultati sempre più scadenti e scarni. Si sono visti molti cambiamenti e divisioni dirigenziali riguardo alle singole scelte. E da quello che è dato capire da fuori, tutti hanno delle responsabilità, anche moltissime lo stesso Presidente, che evidentemente si è forse ubriacato dei successi nazionali e ha cominciato a considerarsi la vera anima vincente del club. Lo spirito guida. Guida spirituale e guida gestionale, a tratti conformista alle regole consolidate dei dettami dell’economia d’impresa (da buon Bocconiano), a tratti una sorta di manager istintivo un po’ hipster capace di improvvisare decisioni alternative, fantasiose e inaspettate, ma vincenti. Una sorta di decisionista, tipico della famiglia Agnelli se vogliamo, ma anche manager più proiettato nella modernità e fornito di grandi intuizioni. Un Agnelli 2.0 insomma. Ma si è sbagliato, evidentemente. Per esempio proprio il suo mancato appoggio diretto a Sarri lo scorso anno, ha permesso ai “senatori” di giocare la seconda parte di campionato in autonomia totale, e rischiando anche di perderlo nonostante il vantaggio in classifica. In questa stagione invece la scelta di Pirlo, alla prima esperienza in panchina. Esperienza non fallimentare in senso stretto, visti i due trofei ottenuti e la qualificazione in Champions, ma che rapportata al monte ingaggi e alla qualità degli avversari diventa deludente per forza di cose. Probabilmente gli serve un bel bagno di umiltà al Presidente, perché deve entrare nella dimensione che è solo un uomo, come tutti, e può sbagliare anche lui, basta solo ammetterlo a se stessi. Non sempre essere snob e gonfiare il petto paga.
Inoltre, ricordiamo che il nepotismo, le simpatie e le amicizie personali, non devono mai entrare nella gestione di una qualunque attività che debba funzionare. Questo è un vizio di famiglia peraltro, che spesso nella sua lunghissima storia d’impresa ha preso decisioni non del tutto ragionate, favorendo singole persone per motivi che stanno a cavallo tra le esigenze reali, lo snobismo, l’eccentrico, l’egocentrico, le simpatie, le amicizie, il fascino, ecc. Vecchio vizio anche italico bisogna ammettere, paese che molto spesso trasforma, a volte addirittura spudoratamente, la utilissima e fisiologica “segnalazione” nella rischiosa, brutta e iniqua “raccomandazione”. Nel calcio poi spesso questo aspetto è l’elemento che fa la differenza tra una grande squadra e una provinciale.
Detto tutto ciò, il saldo, innumerevoli trofei e innumerevoli record alla mano, è molto positivo per forza di cose, ma in effetti rimane la sensazione di un lungo ciclo che finisce con un coitus interruptus. Grandi vittorie, meritatissime, ma solo in Italia e con avversari non sempre fenomenali e costanti nel loro rendimento, e tanti scivoloni di vario genere lungo il percorso. Più alcune occasioni mancate, come la finale di Europa League a Torino, la Supercoppa di Doha, e alcuni campionati sofferti sul finale molto più del necessario. In questa stagione poi, sul rettilineo finale di questa corsa lunga 10 anni, lo schianto contro squadre di piccolo cabotaggio e donazione dello scudetto all’Inter del duo di grandi ex Marotta-Conte. Tanto per non farci mancare nulla…
E per onestà intellettuale va ricordato anche che, al di là delle tante vittorie e delle poche sconfitte, in tutti questi anni si sono viste una quantità enorme di partite noiosissime, senza una vera idea di gioco (dando comunque per scontato che ogni tifoso legittimamente ha i suoi gusti e le sue priorità, sentimentalmente e sportivamente parlando). Eppure anche questo dato ha la sua piccola importanza.
A latere va anche ricordato il giovane progetto di calcio femminile, con molti trofei alzati al cielo, anche se la Juventus femminile a Torino esisteva già dalla fine degli anni 70, e la nuova Juventus femminile voluta da Agnelli non ha lo stesso fascino di quella vera.
Insomma, complessivamente molto bene, ma con diverse ampie incrinature.

http://www.giulemani...lio.asp?id=6302

 

 

ARTICOLI CORRELATI
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 1
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 2

 

la frase posta in neretto è come una fotografia: manca di prospettiva e sullo sfondo rimangono nascosti alcuni dettagli.

Si dovrebbe rendere l'immagine un pò più dinamica. Nel mentre gli anni si accumulavano poco, o niente, si faceva per consolidarsi. Probabilmente nella convinzione, anche fondata, che per vincere qualcosa, anche di conserva, poteva bastare.

Per il resto condivisibile soprattutto nel sottolineare le due disfatte chè tali sono. Accettabile la prima ( l'ultimo grande Barcellona, il primo tempo poteva essere tranquillamente 4-0) la seconda inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Il dopo Cardiff è persino stato più miope: nessuna lezione tratta. Anzi.



#32 gustavo

gustavo

    Prima Squadra

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 32453 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 14 giugno 2021 - 18:26

Infatti i tifosi (come molti di noi) di Real e Barca dicono :

" Le due vittorie ottenute ultimamente  in C.L. sono dovute

più che altro a asd: demeriti altrui : in questo caso della Juventus " .  



PS - anche qui non se e esce .



#33 aguidot

aguidot

    Prima Squadra

  • Utenti
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 5723 messaggi
  • Sesso:Maschio
  • Luogo:Nowhere

Inviato 14 giugno 2021 - 18:51

la frase posta in neretto è come una fotografia: manca di prospettiva e sullo sfondo rimangono nascosti alcuni dettagli.

Si dovrebbe rendere l'immagine un pò più dinamica. Nel mentre gli anni si accumulavano poco, o niente, si faceva per consolidarsi. Probabilmente nella convinzione, anche fondata, che per vincere qualcosa, anche di conserva, poteva bastare.

Per il resto condivisibile soprattutto nel sottolineare le due disfatte chè tali sono. Accettabile la prima ( l'ultimo grande Barcellona, il primo tempo poteva essere tranquillamente 4-0) la seconda inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Il dopo Cardiff è persino stato più miope: nessuna lezione tratta. Anzi.

Sarà sicuramente materia dei prossimi capitoli.

Ma mi sento di dire che ti sbagli in merito al neretto, molto si è fatto per consolidarsi, e non parlo di calciomercato.

 

Urgono i prossimi capitoli, Craze!  :D



#34 CRAZEOLOGY

CRAZEOLOGY

    * * * *

  • Redattori
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 5248 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 14 giugno 2021 - 20:00

Articolo ottimo e sottoscrivibile da tutti i punti di vista: solo un appunto mi sento di fare, la finale di champins con il Barcellona non è stata affatto una disfatta, si è perso, ma con molto onore, contro una squadra fortissima, ma potevamo tranquillamente vincere ( ricordiamo sull'1-1 cosa è successo, se avessimo concretizzato l'occasione clamorosa avuta avremmo, con ogni probabilità vinto). A cardiff invece una vera disfatta ed il punto più basso di Allegri sicuramente ( poi ci metto il ritorno con l'Ajax). Comunque applausi a Craezology. Per le Woman...le ragazze comunque non hanno colpe e vanno solo applaudite, sono state magnifiche.



A proposito di finali di Champions la cosa che mi fa riflettere è che in ben nove partite non abbiamo mai segnato più di un gol...questo dato è davvero incredibile.

 

Anche il primo tempo di Cardiff è stato combattuto ed equilibrato.. E' che poi ad un certo punto caliamo sempre le braghe. E gli altri ci rifilano 2/3 pere e chiudono il match. 

Riguardo alla tua ultima frase, è un dato molto interessante. Intanto perché noi non solo non segniamo più di un gol, ma non è neppure detto che lo segniamo.

Ma poi perché uno potrebbe dire che nei vari decenni il calcio italiano in fondo è stato storicamente concentrato sulla difesa. Ed è vero, quanto meno in linea di massima. Però se fai un conto di quanti gol abbiamo preso in totale la cosa diventa strana. 10 in tre finali, e 1 a partita in altre 3 o 4.   9 partite e quasi 15 gol subiti. Sempre con delle grandi difese. 



#35 ONORE ALLA TRIADE

ONORE ALLA TRIADE

    GIŁ LE MANI DALLA JUVE!

  • Moderatori
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 68569 messaggi
  • Sesso:Maschio
  • Luogo:Giulemani City
  • Interessi:JUVENTUS
    GIUleMANIdallaJUVE

Inviato 15 giugno 2021 - 07:03

Ottimo lavoro Craze :D

#36 gildo75

gildo75

    Prima Squadra

  • Coordinatore
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 31879 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 17 giugno 2021 - 07:34

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 4
AgnelliElkann2.jpg

 

di Crazeology
“Take another! Take another!”
 
Prendine un altro! Prendine un altro!”
 
- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -
 
 
- IL CALCIOMERCATO -
 
Qualcuno potrebbe pensare istintivamente che contano solo i risultati sportivi in fondo, e che in questa lunghissima analisi rateizzata in tanti capitoli, non sia granché necessario un segmento di commento al calciomercato degli ultimi 10 anni. E dei risultati sportivi ne abbiamo già parlato nel volume numero 3.
 
 
Non è proprio così, e lo vedremo meglio nei prossimi capitoli. Perché in realtà i nomi e il valore economico e sportivo di coloro che indossano la maglia della Juventus, è un dato molto importante, per una serie innumerevole di ragioni che stanno a cavallo tra i risultati sportivi che potenzialmente si possono ottenere, i costi vivi degli ingaggi, e lo sviluppo economico equilibrato dell’azienda Juventus nel complesso. Quindi è bene dedicargli qualche parola, dando comunque per buono quanto scritto nella precedente sezione dedicata ai trofei e ai record.
 
Nell’arco del decennio la qualità della rosa e del relativo monte ingaggi è cresciuta gradualmente. In alcuni momenti la squadra è stata anche molto forte, e abbiamo avuto la soddisfazione di vedere alcuni grandi campioni in bianconero. Tuttavia, spesso sono state necessarie cessioni importanti per rimpinguare la cassa e aggiustare il bilancio. Spesso infatti si è avuta la sensazione di dover ricominciare daccapo, anche solo dal punto di vista strettamente tattico, perché chi è arrivato non era simile o all’altezza di chi se n’era andato. Insomma, tutte le volte che veniva trovato un bel pezzo del puzzle, se ne perdeva un altro. Per fare quadrare i conti spesso si sono rincorsi parametri zero, che però non sempre sono stati all’altezza della situazione. Inoltre è stato concesso loro un ingaggio più alto del previsto per accaparrarseli, e per questa ragione spesso sono successivamente diventate palle al piede. Zavorre di cui è stato molto difficile liberarsi. Ci sono state infatti troppe operazioni di cessione quasi in perdita. Qualcosa va rivisto in questo ambito, perché le acquisizioni per la Juventus sono sempre più costose del normale, ma le cessioni sono sempre sottocosto, e ancora non si è capito il perché. Tra le altre cose, questo specifico aspetto è stato una costante degli ultimi 15 anni (Secco, Marotta, Paratici). Il monte ingaggi troppo spesso non è stato proporzionato rispetto al valore tecnico della rosa e ai risultati ottenuti.
 
Il momento più importante del decennio riguardo al mercato è stato senza dubbio la coraggiosa acquisizione di Cristiano Ronaldo, il quale però è stato portato a Torino innanzitutto per alzare spaventosamente il fatturato e l’appetibilità del club per gli sponsor. Non è stata infatti costruita attorno a lui una squadra forte abbastanza da giocarsela seriamente sui palcoscenici internazionali. Non a caso nonostante lui abbia segnato moltissimi gol nelle ultime 3 stagioni, circa un centinaio, i risultati sportivi del club sono addirittura inferiori agli anni che hanno preceduto il suo arrivo.
 
Inoltre mi sa che si è anche un bel po’ stufato di questo pressappochismo dirigenziale. Nell’ultima stagione è sembrato molto più svogliato/demotivato delle precedenti. E' arrivato a Torino sicuramente con l’idea di prendere molti soldi in più rispetto al passato per ogni stagione, ma anche di raccogliere una nuova sfida sportiva. Ha abbracciato un progetto che avrebbe dovuto, secondo lui, portarlo di nuovo sul tetto d’Europa o del mondo in breve tempo. O quasi. Invece la situazione sportiva complessiva attorno a lui è di anno in anno peggiorata sensibilmente. E nel frattempo per lui, non più tanto giovane, sono passati altri 3 anni. Le batoste inaspettate contro Ajax, Lione e Porto non le ha digerite evidentemente, come il recente scudetto ai nerazzurri. Che si potesse uscire dal torneo continentale è sempre stato nell’ordine delle cose, ma uscire presto e con squadre non imbattibili, ha il suo peso in negativo. Così come arrivare a 13 punti dall’Inter in campionato, e vedere molti compagni di squadra che in molte partite della stagione hanno giocato senza nessun tipo di grinta o motivazione.

 

Presto vedremo se deciderà di togliere le tende. E’ stato comunque un onore enorme averlo con noi, ma ad oggi come tifosi viviamo anche una certa amarezza.
 
Insomma, dati complessivi alla mano, su questo filone benino, se non altro perché i trofei sollevati al cielo sono arrivati grazie ai tanti giocatori che hanno vestito la nostra maglia. Benino, ma con tante, tante cose da rivedere.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=6305



#37 paola

paola

    Kapa

  • Amministratore
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 152635 messaggi
  • Sesso:Femmina

Inviato 17 giugno 2021 - 08:13

il lavoro fatto da Antonio è veramente importante

e anche con il giusto distacco

 

grazie!



#38 CRAZEOLOGY

CRAZEOLOGY

    * * * *

  • Redattori
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 5248 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 20 giugno 2021 - 17:34

Proprio mentre presto verrà pubblicato il volume più corposo dei 7 totali, che riguarda gli aspetti economici (questo lo si può già anticipare) cominciano a circolare voci di un mega aumento di capitale. 

Non so se sia vero. Le cifre mi sembrano spropositate. 

Comunque io ci andrei cauto a buttare soldazzi esagerati a muzzo senza un'idea precisa di cosa si sta facendo, e di come sarà il prossimo futuro per tutta l'economia mondiale. Tappare i buchi più grandi ok. Di più non so. A meno che la situazione non sia totalmente disastrosa più di quanto viene diffuso dai media. 

(già stiamo alla variante della variante, speriamo in autunno di non trovarci di nuovo nella cacca)

Comunque i soldi non sono miei, quindi facciano un po' come gli pare. 



#39 gildo75

gildo75

    Prima Squadra

  • Coordinatore
  • StellettaStellettaStellettaStellettaStelletta
  • 31879 messaggi
  • Sesso:Maschio

Inviato 21 giugno 2021 - 11:57

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 5
AgnelliElkann2(0).jpg

 

di Crazeology
“I guess we always,
guess we always knew,
that it would be stormy weather”
 
“Forse abbiamo sempre,
forse abbiamo sempre saputo,
che sarebbe stata una tempesta”

 
- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -
 
 
- LO SVILUPPO ECONOMICO -
 
Di anno in anno il fatturato è cresciuto, non ci sono dubbi. E gli elementi che hanno contribuito a questi risultati sono tanti. L’elenco è lungo. In primis bisogna ricordare che il prezzo dei biglietti allo stadio nel corso degli anni è costantemente aumentato, e che molti servizi ai club della tifoseria che prima venivano forniti esternamente, sono stati ora inglobati all’interno del ventaglio dei servizi generali che offre lo Stadium. Questo significa che, per esempio, se un club di tifosi di Canicattì vuole fare la sua festa annuale per gli iscritti e chiede alla Juve la presenza di un paio di giocatori tanto per avere un po’ di appeal per i partecipanti, deve fare tutto allo Stadium e non a Canicattì (pranzo, festa, evento, ecc). E questo comporta dei costi più alti, e non solo per via del viaggio da intraprendere. In alcuni casi, conseguentemente, l’evento salta per ovvi motivi di costo e per mancanza fisiologica di partecipanti. Infatti ci sono molti presidenti di club di tifosi imbufaliti... Morale della favola è che l’aumento del fatturato della Juventus degli ultimi anni, tra i tanti elementi, vede anche la sempre maggiore spremitura del solito tifoso bianconero in generale. L’Atlas di cui si parlava nel vol. 1 di questa lunga analisi. Quello che lavora tutta la settimana, molto spesso senza necessariamente guadagnare cifre esorbitanti, e che per pura passione con enormi sacrifici sostiene economicamente una bella fetta di tutto il baraccone sport italiano nel complesso.
Un altro elemento è stata la costante presenza del club in Champions League, torneo che porta sempre molti introiti ad ogni partita e ad ogni passaggio del turno. Partecipazione scontata ma strameritata sul campo, va ricordato.
Ovviamente vanno messi nel conto anche i diritti tv con annessi e connessi.
Inoltre, per essere equi nelle valutazioni che stiamo facendo, bisogna dare atto ad Agnelli di aver lavorato su tutti i molti fronti. Moltissimi fronti. Ricordiamo ai lettori che c’era uno stadio da costruire, inaugurare, poi gestire e far fruttare, da tutti i punti di vista (calcio, servizi, pubblicità, naming rights, visite guidate, ecc). E’ stato poi realizzato il museo del club, e il J-Medical, sempre in loco. Poi si è contemporaneamente anche partiti col progetto Continassa, non ancora del tutto concluso, che ha visto una nuova bellissima sede sociale con recupero totale di un immobile di valore storico culturale, nuovo centro allenamenti, J-Hotel e anche alcuni J-Store sparsi sullo stivale e sul web. La società Juventus con Agnelli ha dunque aperto dei nuovi filoni imprenditoriali su cui lavorare in futuro (alcuni di questi ad oggi sono ancora solo partecipazioni con gestione di gruppi del settore).
Insomma, non si può certo dire che in Juventus qualcuno abbia battuto la fiacca.
Veniamo ora ai lati meno positivi. Riguardo al marketing è stato lanciato il nuovo logo, molto facile da riprodurre su qualunque tipologia di prodotto (anche dai falsari però!), ma che molti nostalgici e tradizionalisti trovano freddo, mediamente brutto, e privo di personalità. Il tifoso si sa, è fieramente battagliero, e vuole un logo che rappresenti l’identità e la storia del proprio club, non un segno che ricorda l’insegna di un ristorante giapponese. Vuole riconoscersi nel suo credo calcistico, non gli frega nulla se una bambina di Shangai potrebbe, forse, molto forse, comprare un prodotto griffato Juventus. E non solo perché ci sono discrete probabilità che lo comprerebbe falso.
Alla Continassa hanno confuso l’idea che sta dietro un logo, e l’idea che sta dietro uno stemma. Gli sponsor tecnici hanno il logo, le squadre hanno lo stemma. Moderno quanto si vuole, ma stemma, non ideogramma stilizzato.
Questa scelta è stata accompagnata anche dall’idea di blindare e registrare come marchio la lettera J affiancata ad una serie praticamente infinita di parole (Hotel, Bar, Cafè, Restaurant, Planet, Radio, Tv, Medical, Media, Center, World, ecc, ecc). La lista è talmente lunga da essere ridicola, perché a quanto pare comprende anche termini molto distanti da reali eventuali potenzialità imprenditoriali future. Anche qui forse si è esagerato. Qualcuno ricorderà che ad un certo punto in questi anni si era parlato anche di ipotetiche catene di Bar e ristoranti griffati Juventus, distribuiti in giro per il mondo. Di tutto questo non si è saputo più niente. E comunque non è detto che sarebbe stata un’idea riuscita, vista la concorrenza e il dna “partigiano” insito nell’iniziativa stessa.
Tuttavia bisogna ammettere che il nuovo logo è stato sicuramente un coraggioso cambio totale di mentalità, volto a poter ingolosire a 360°, in ogni parte del globo, anche una eventuale clientela non necessariamente legata alla passione del calcio, o comunque alla Juventus tout court, ma di “estrazione” più variegata, più multiculturale, e più transnazionale.
Non sembra aver funzionato granché.    
I prodotti proposti poi, pur avendo portato dei risultati se non altro nel pre-covid, non hanno soddisfatto le aspettative. A questo si è aggiunto il fatto che con il cambio dello sponsor tecnico (Nike -> Adidas), si sono viste per tre anni di fila delle prime maglie raccapriccianti.  
L’arrivo di Ronaldo in particolare, evidentemente portato a termine proprio per muovere verso l’alto anche tutto il comparto marketing e sponsor, è stato uno dei pochi motivi per cui inizialmente si erano ottenuti dei buoni risultati. A fronte di questi però, bisogna affiancare il fatto che la tifoseria storica è risultata molto più pallida, e nel complesso meno disposta a spendere proprio per queste ragioni. Ora, la Juve è la Juve e dei prodotti ufficiali li vende e li venderà sempre, ci mancherebbe altro ma, tanto per capirci, non a caso dal prossimo anno si ritornerà ad una maglia bianconera più classica (niente Udinese anni 80 all’inverso, niente Palio di Siena, niente pigiamone a strisce). Se ci sarà ancora CR7, finalmente potrà indossare una vera maglia della Juve (fatto salvo l’antipasto di questo finale di campionato).
Parliamoci chiaro, che il marketing si faccia anche molto coi campioni è assolutamente vero. Sono i campioni a solleticare le fantasie dei tifosi, sono loro che fanno vendere, le maglie in particolare. Agnelli dunque non l’ha pensata male, anzi, Però acquisire un campionissimo come CR7 comporta delle responsabilità su cosa si sta facendo nel complesso. Le scorciatoie funzionano solo per un po’, ossia fino a quando c’è l’entusiasmo e la novità, poi servono i gradi traguardi e un certo approccio mentale allo sport. Altrimenti la soglia di crescita raggiunto un certo livello si ferma. In buona sostanza servono trofei internazionali e un gioco propositivo, affascinante e riconoscibile, soprattutto all’occhio del non tifoso Juventino semplice osservatore appassionato di calcio, o tifoso di altro club disposto a fare uno strappo alla regola (all’estero è possibile, in Italia no). Inoltre, laddove questi due elementi per motivi di contingenza storica manchino per qualche anno (può capitare evidentemente), serve molto saper vendere la propria storia, la propria tradizione, la propria immagine in generale. Servono idee e iniziative promozionali innovative. Tutte cose queste, che al marketing Juve in generale mancano, praticamente da sempre.
Va detto che si tratta anche di una lacuna filosofica insita proprio in seno alla famiglia Agnelli in generale, sempre molto pragmatica e concentrata sulle cose concrete, e poco incline a generare simpatie. Non a caso ancora in tanti hanno nostalgia di Gianni Agnelli, perché ne era l’unico membro che in oltre cento anni di storia d’impresa, nonostante gli innumerevoli difetti e pasticci combinati in prima persona, ha saputo “vendere” bene il suo fascino e il suo charme altolocato in tutto il mondo.
Caso però del tutto isolato. Infatti il resto della famiglia risulta mediamente più distaccato dalle cose “terrene” che occupano e preoccupano le persone comuni. Il calcio però non è solo un pallone che entra o non entra in una porta. Il calcio è anche passione, sorpresa, fantasia, sogno, colore, evento, immaginazione, gioia, delusione, e tanto altro ancora. Accompagna la storia personale delle persone che lo guardano. E’ anche immagine, molto molto sfaccettata, di tanti tanti aspetti, emotivi e non, e riuscire a far fruttare economicamente ognuna di queste sfaccettature non solo è difficilissimo, ma è doppiamente più difficile per qualunque membro della famiglia Agnelli/Elkann in generale, storicamente abituata più ai freddi calcoli (non solo nel senso economico del termine).
Andrea Agnelli ha dunque delle attenuanti “costituzionali” riguardo alla gestione di questo filone. Non avendo forse la mente giusta e la sensibilità giusta, ossia le “phisique du ròle” per portare avanti il progetto in modo più tradizionale, ha cercato un modo veloce, moderno ed efficiente per ottenere dei grandi risultati economici, non curandosi particolarmente di aspetti che probabilmente dal canto suo ha considerato secondari.
Del resto, il fatto stesso che l’efficienza mediatica riguardo all’onorabilità del club è pari a zero, la dice lunga sull’idea che anche solo un appassionato di sport all’estero può avere sul club e sulla sua storia. Non per voler riaprire a tutti i costi il discorso fatto nella premessa, ma quando un tifoso straniero apre un giornale sportivo o un sito italiano e legge dei nostri supposti, ipotetici e fantasiosi “ladrocini”, non avendo per motivi di distanza contezza di fatti reali e di persone, potrebbe decidere per esempio di non aggiungere alla sua collezione di maglie di grandi club quella della Juve. Tanto per dirne una a casaccio. All’estero ancora in tanti “calciofili” credono che la Juve nel 2006 è andata in serie B perché comprava gli arbitri, anche se questo non è mai stato provato, non è mai avvenuto, era praticamente e fisicamente impossibile, e ci sono anche molte prove del contrario di quelle accuse. Cosa può mai saperne un olandese o un danese dei pasticci legulei italioti? Sa solo che la Juve è andata in B per illeciti sportivi vari, gli è arrivato solo quel messaggio, e lo ha ingoiato. E’ normale. Non ha ricevuto imput in senso contrario nemmeno dal club stesso, quindi figuriamoci.
Andrea Agnelli dunque, metaforicamente parlando, si è mostrato particolarmente coraggioso nel volere accelerare e mettere la quinta per raggiungere velocemente un nuovo status economico per il club, ma lo ha fatto finendo fuoristrada, perché si è concentrato solo su alcuni aspetti; tralasciando o escludendo tutti gli altri, che erano molto più importanti per dare manovrabilità, sicurezza e stabilità al carrozzone. Invece di valorizzare la squadra, la storia, la tradizione, l’onorabilità, l’immagine, ecc ha messo tutto in un cassetto, creando una situazione nuova, molto difficile da gestire in futuro, anche in caso di eventuali clamorose retromarce. 
Un altro aspetto su cui ha lavorato Agnelli è l’appetibilità del calcio in generale, sia Italiano che Europeo. Per ciò che riguarda il primo, non tanto per sue colpe, la situazione è drammatica. In Italia si gioca un calcio vecchio, le infrastrutture fanno pietà, molti presidenti ci stanno dentro per poter trafficare col denaro che gira in nero sottobanco, e il sistema nel suo complesso, diviso in mille parrocchiette di tifo e di convenienze e connivenze di vario genere, non è assolutamente in grado di fare “sistema”, per l’appunto. E’ un tutti contro tutti e tutti contro la Juve. Decisioni arbitrarie, sia di gestione che di giustizia sportiva, figli e figliastri, pasticci su qualunque aspetto legato a questo mondo e non solo. Dal governo (qualunque colore esso sia), al ministro dello sport, al CONI, alla Federazione e a tutti i suoi organi, alla Lega, ai singoli club, è un totale kaos. Il fascino del campionato italiano è minore di tutti gli altri grandi campionati, e la situazione, se la strada resta questa, peggiorerà ancora.
Negli altri paesi si continua a costruire e a guardare al futuro, mentre in Italia si continua a bere la stessa acqua putrida di palude di sempre, e il distacco nonostante il covid nel tempo aumenterà. Visto che i diritti tv sono tra le principali voci di introito del fatturato di qualunque club, c’è poco da stare sereni. Agnelli ci ha provato a dialogare, ma non può farci molto se quasi nessuno ha un atteggiamento costruttivo.
A queste condizioni si è arrivati sostanzialmente ad una sorta di livello di saturazione che è quasi impossibile scavallare senza cambiamenti epocali di sistema. E comunque ricordiamoci che in qualunque sistema economico il mercato a disposizione non è infinito, così come l’aumento del fatturato di una azienda. Prima o poi, per quanto si sia bravi e veloci a correre, si arriva sempre ad uno stop o ad una stagnazione. E a quel punto generalmente nasce una crisi.
Resta però, per noi tifosi, in sospeso qualche grande quesito. Perché il gruppo Exor capeggiato da Elkann, che vede al suo interno anche grandi testate giornalistiche, non oppone almeno resistenza a questo stato di cose? Perché addirittura, il marchio Fiat è sponsor della nazionale da tempo immemore? Che senso ha affiancare il grosso nome di uno dei rami aziendali del gruppo di famiglia alla Federazione, e così finanziare un baraccone sgangherato come quello del calcio nostrano?  Misteri del teatro dell’assurdo.
Per ciò che riguarda invece il calcio Europeo, Agnelli ha portato a casa la poltrona di Presidente dell’ECA (esperienza terminata di recente). Carica di prestigio, senza dubbio, ma che promuovendo discutibili cambiamenti epocali riguardo ai tornei continentali, che vedrebbero la UEFA un po’ in secondo piano, o morta addirittura, gradualmente è diventata anche un po’ un boomerang. Partecipare a tornei UEFA quando si è invisi alla UEFA non è propriamente sano. Del resto anche l’UEFA, anche se molto meno del baraccone italiano, negli scorsi anni ha visto diverse falle nel proprio sistema, in particolare sul fair play finanziario dove si sono fatti figli e figliastri. Le squadre italiane indebitate non hanno certo ricevuto lo stesso trattamento di squadre come PSG, City, Barca, Real, ecc. Insomma, anche in questo ambito internazionale Agnelli ha lavorato molto ma non ha portato a casa granché. Basti vedere gli arbitraggi subiti dalla Juve in Europa negli ultimi anni. Con il maldestro missile della Superlega poi tutto è degenerato, e la Juve rischia di pagarne le conseguenze non appena si affaccerà nuovamente ad un torneo europeo. A latere però va detto che l'UEFA, e Ceferin in particolare, non solo continuano a non vedere i problemi reali che ci sono nel sistema, ma nel difendere il malloppone che gestiscono, di cui redistribuiscono solo le briciole, stanno continuando ad usare termini e modi di una arroganza imbarazzante, con argomentazioni inesistenti. Costoro sarebbero da cacciare tutti a pedate nel deretano.   
Riassumendo, saldo alla mano, la parte economica della gestione Agnelli almeno fino al pre-covid è stata positiva, anche se con alcune grosse problematiche irrisolte, perché l’aumento del fatturato è stato costante anno dopo anno. Dal covid in poi si è creato un burrone che sarà difficile da riempire senza grossi sacrifici o interventi dall’alto. Oltre al covid però, va ribadito ancora una volta, che pure il calciomercato parecchio pasticciato degli ultimi tre anni almeno, ha generato una situazione finanziariamente molto preoccupante. Ci sarà da lavorare parecchio, tra cessioni e plusvalenze. Vedremo presto cosa accadrà e come alla Continassa decideranno di procedere per aggiustare un po' la situazione. 
 
http://www.giulemani...lio.asp?id=6308






0 utente(i) stanno leggendo questa discussione

0 utenti, 0 visitatori, 0 utenti anonimi