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Edgar 74

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Discussioni che ho iniziato

Notts County: La Juventus E Un Favore Da Ricambiare

26 luglio 2019 - 17:45

https://www.ilpostic...tus-nottscounty

 

26 luglio 2019 - 12:14
La Juventus, il Notts County e un favore…di 116 anni fa da ricambiare: “Aiutateci ad avere maglie nuove!”

 

Il debito della Juventus nei confronti del Notts County non ha eguali. Se i bianconeri sono… bianconeri lo devono proprio alla squadra inglese. E ora che il club di Nottingham è in crisi e non ha maglie nuove, potrebbe essere arrivato il momento di contraccambiare! Ecco la proposta di una parlamentare inglese.

 
di Redazione Il Posticipo
 

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Un favore è pur sempre un favore. E anche a distanza di anni, è sempre buona norma contraccambiare chi ha fatto qualcosa di buono per noi. Pazienza se è passato più di un secolo, il debito della Juventus nei confronti del Notts County non ha comunque eguali. Se i bianconeri sono…bianconeri lo devono proprio alla squadra inglese. La storia è celebre: nel 1903 la Juventus è alla ricerca di una maglia che non scolorisca, come succedeva invece alle divise rosa dell’epoca. John Savage, inglese membro del club, chiede aiuto a un suo amico in Inghilterra. E visto che l’amico è di Nottingham e tifa Notts County, spedisce a Torino le divise delle Magpies. Il resto, come si suol dire…è negli albi d’oro.

 

CRISI – Ora però potrebbe essere il momento di restituire il favore. Il Notts County non se la passa bene dal punto di vista economico. con un possibile cambio di proprietà che non si è materializzato. E le maglie per la nuova stagione sono ancora in magazzino. Finchè il club non le paga, non usciranno da lì. Una situazione scomoda, ma che ha avuto un’evoluzione a dir poco imprevista. Merito di Lilian Greenwood, membro del Parlamento, che ha deciso…di scrivere alla Juventus. Come 116 anni fa il Notts County ha fornito le maglie ai bianconeri, ora potrebbe essere il turno dei campioni d’Italia di spedire un bel pacco di divise…black and white alla squadra che nel 2011, proprio per il legame storico tra i club, ha inaugurato lo Stadium.

 

AFFINITÁ – La parlamentare inglese lo spiega al Nottinghamshire Live: “Da quando il Notts County ha dato alla Juventus le strisce bianconere nel 1903, c’è sempre stata un’affinità storica tra i due club. Con la crisi che sta colpendo il Notts County, e visto che i giocatori sono costretti a indossare le maglie vecchie, scrivere alla Juventus per vedere se possono darci una mano è sembrata una buona idea. Sarebbe un gesto splendido se, 116 anni dopo, i bianconeri potessero restituire il favore e aiutare il Notts County ad avere maglie nuove per la prossima stagione. E chiedere non costa nulla”. Chissà se alla fine i campioni d’Italia saranno in grado di aiutare i loro…colleghi bianconeri. Sarebbe una bellissima storia da raccontare…per i prossimi 116 anni!

Ciao Gianfranco

08 aprile 2019 - 08:44

E' morto Gianfranco Leoncini

 

https://www.torinoto...i-Chivasso.html

 

 

Addio a Gianfranco Leoncini, campione d'Italia con la Juventus

 

Aveva 79 anni

 

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Il calcio italiano e la Juventus piangono la morte di Gianfranco Leoncini, difensore e centrocampista a cavallo tra la fine degli anni ’50 e la prima metà degli anni ’70.

Aveva 79 anni e da tempo era ricoverato all’ospedale di Chivasso, dove è morto nel pomeriggio di ieri, venerdì 5 aprile 2019.

Originario di Piani Poggio Fidoni, a Rieti, Leoncini aveva iniziato la sua carriera proprio nella Juventus, nel 1958, vincendo tre Coppe Italia (1958-59, 1959-60, 1964-64) e altrettanti scudetti (1959-60, 1960-61, 1966-67) e segnando 21 reti in 289 presenze.

 

Dopo dodici anni in bianconero, il passaggio all’Atalanta, dove ha giocato nel biennio 1970-72 e poi nella stagione 1973-74, per un totale di 94 presenze e una rete. In mezzo, una parentesi di un anno al Mantova, con 28 presenze e nessuna rete messa a segno.

 

Leoncini vanta anche due presenze in Nazionale maggiore: una in amichevole con l’Argentina, vinta 3-0 al Comunale di Torino; l’altra ai Mondiali di Inghilterra del 1966, nella sfida persa 1-0 con l’allora Urss.

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, aveva intrapreso la carriera di allenatore, prima come vice e poi come “numero uno”, all’Atalanta, tra il 1975 e il 1976, riuscendo a salvare la “Dea” da una retrocessione in serie C. 

Negli anni Ottanta aveva contratto una forma di leucemia dalla quale era riuscito a guarire.

 

Anche la Juventus, sul proprio sito, lo ricorda: “Mediano instancabile e duttile, tanto da venire più volte schierato come difensore esterno, sapeva anche colpire in avanti. La sua maglia è esposta allo Juventus Museum a ricordare le sue 12 stagioni a Torino. La Juventus ricorda con infinito affetto il grande “Leo” e si stringe al dolore della sua famiglia, cui vanno le più sentite condoglianze da parte della società e di tutti i tifosi”.

Ciao Gigi, Avversario Vero E Leale

07 dicembre 2018 - 18:54

Se n'è andato Gigi Radice

 

https://sport.virgil...a-la-juve-97903

 

Addio Radice, cuore Toro e Milan che non odiava la Juve

 

Era malato di Alzheimer da tempo, in carriera è stato un rivoluzionario

 

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La notizia è diventata pubblica da poco ma già tutto il mondo del calcio è in lutto per la scomparsa di Gigi Radice, morto a 83 anni dopo una vita dedicata al calcio. Sui social già ci sono fiumi di tweet dedicati a lui, da parte di addetti ai lavori, sportivi e addetti ai lavori. Da circa 13 anni combatteva contro l’Alzheimer che nell’ultimo lustro lo aveva divorato: a stento riconosceva i familiari. La sua mente era andata in tilt ma l’amarezza più grande era stata quella di essere stato troppo precocemente dimenticato dal mondo del calcio. Lo rivelò il figlio Ruggero quando 3 anni fa rese pubblica la malattia del padre: “Il mondo del calcio ci aveva lasciato nell’indifferenza totale. Sino al 2010 avremmo gradito le visite, ora papà riconosce a fatica solo i familiari. In fondo era uscito di scena nel ’98… Eravamo abbastanza delusi per il comportamento di chi ci stava intorno. Gli sono rimasti solo alcuni amici intimi, per il resto sono pochi: qualche ex giocatore granata si fa sempre vivo, assieme ad amici di Torino. Purtroppo papà non è più quel che era, anche per questo era dimenticato”. Una vita prima col Milan e poi col Torino: 375 partite di campionato, più della metà vinte e solo 80 perse: 10 stagioni, dal ’75 all’80 (scudetto subito, l’unico dopo la tragedia di Superga, poi secondo posto a un punto dalla Juve) e dall’84 (secondo, dietro al Verona) all’89.

 

IL CALCIO TOTALE – Fu un rivoluzionario del calcio, Radice. Pressing e fuorigioco li portò lui in Italia (assieme a Vinicio col Napoli). Il suo calcio totale era assimilabile a quello della grande Olanda. Un uomo da campo, tutto d’un pezzo, con gli occhi di ghiaccio. Lo chiamavano il tedesco per i suoi modi burberi ma sapeva come farsi amare e non solo rispettare dai suoi ragazzi. La Brianza era la terra di cui era imbevuta ogni cellula di Gigi Radice: figlio di operai, cresciuto al Villaggio Snia di Cesano Maderno prima di metter su casa a Monza con la sua Nerina, conosciuta all’asilo. Brianza nel sangue, come il suo bomber Paolino “Pupi” Pulici, pure lui da Roncello, 172 reti solo in con la maglia granata: “Fra noi c’era un rapporto da brianzoli – ebbe a dire Pulici in una delle feste organizzate per il Mister – prima delle partite ci davamo una testata, diceva che così quello che pensava mi sarebbe entrato in testa più facilmente. Tante volte con Gigi si discuteva in allenamento, ma poi mi diceva: ‘Fa’ quello che ti pare, basta che poi la butti dentro'”.

 

I RICORDI – Da giocatore, Radice era una promessa: corretto, combattivo, leale, al Milan vinse scudetto e Coppa dei Campioni, ma un infortunio gli spezzò menisco e carriera. Filippo Galli da Villasanta, grande difensore del Milan di Sacchi, lo incrociò quando era ancora un ragazzino della Primavera: “Radice allenava il Milan e con lui feci il primo ritiro della mia vita con la prima squadra. E mi fece esordire in Germania in un’amichevole. Mi ha trasmesso la meritocrazia… e poi mio papà era tifoso del Toro”. Quel Toro che è stata la sua vita. Eppure non odiava la Juve, nonostante la grande rivalità nei derby. Dei cugini diceva: ”La Juve vince tutto e qualcuno non capisce perché. Vada a prendere un caffé insieme con Scirea o Cabrini e parli loro cinque minuti. Bastano per scoprire che sono uomini veri, cos’hanno dentro. Con questi campioni si vince, con i campioni del mondo, d’Europa, di tutto, che non si stancano di migliorare, che sono fuoriclasse e guadagnano meno di tanti altri loro colleghi inferiori come bravura, però restano dove sono perché vivono bene e trasmettono a chiunque questi valori. E la Juve vince. Capito?“ Radice si era ritirato a 63 anni, dopo avere autografato l’ultima promozione del Monza in B, ai playoff contro il Carpi.

 

SPORTEVAI | 07-12-2018 17:01