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CICLISMO


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462 risposte a questa discussione

#1 gustavo

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Inviato 05 maggio 2009 - 14:13

Filippo Simeoni,campione italiano di ciclismo ha restituito per protesta il tricolore.
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Se qualche filantropo vuol avvertire "quelli del 5 maggio",la maglia è depositata al CONI.
Grazie.

#2 paola

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Inviato 05 maggio 2009 - 14:20

Simeoni escluso dal Giro d'Italia: "Tenetevi la mia maglia tricolore"
Squadra del campione d’Italia non invitata: «Criteri poco chiari»

Clamorosa protesta di Filippo Simeoni, capitano del team Flaminia, escluso dal Giro del Centenario che partirà sabato da Venezia. Ieri il 37enne corridore nato a Desio, ma residente a Latina, si è recato presso la sede romana della Federciclismo dove ha restituito la maglia tricolore di campione d’Italia che aveva vinto nel 2008 a Bergamo grazie a una fuga nel finale.
«E’ assurdo che come campione italiano non possa partecipare alla corsa più importante del mio Paese - ha precisato Simeoni -, anche perché la mia Flaminia ha tutti i requisiti per rientrare fra le 22 squadre al via. Invece le sono state preferite altre formazioni che non rispondono ai criteri di scelta della Rcs improntati a eticità, qualità, internazionalità e storicità dei rapporti col Giro».

Per esempio? «La Barloworld è stata coinvolta in casi di doping, la Galicia ha una classifica peggiore della Flaminia e la Isd è nata solo un anno fa». E allora perché la Flaminia è stata esclusa? «Per interessi economici diversi. E la Federazione non ha fatto nulla». Qualcuno però sussurra che, fra le cause del mancato invito della Flaminia, ci sia anche la presenza in corsa di Lance Armstrong, che ebbe con Simeoni un aspro contrasto in tema di doping, finito addirittura in tribunale. «Armstrong è osannato come un messia, ha enorme potere, può ottenere deroghe e cambiare regolamenti: sarebbe bastato un suo intervento e sarei stato invitato al Giro. Invece non l’ha fatto. Mi chiedo se il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che domani (oggi per chi legge, ndr) incontrerà Armstrong alla Farnesina, sia a conoscenza che Lance può condizionare gli inviti e dunque la partecipazione delle varie squadre al Giro. In Italia dovrebbero essere tutelati i ciclisti, i team e anche gli sponsor nazionali, invece non è così». Un caso sportivo che potrebbe diventare politico. «Vorrei sapere che cosa ne pensa il presidente Napolitano, al quale sta molto a cuore tutto ciò che riguarda l’identità nazionale, sia soltanto una maglia azzurra o tricolore».

Angelo Zomegnan, responsabile della Rcs per il Giro d’Italia, ha replicato duramente a Simeoni: «La sua è soltanto una speculazione mediatica. Simeoni aveva la Milano-Sanremo e la Tirreno-Adriatico per dimostrare di meritare un invito, ma si è ritirato in entrambe le corse. Il riferimento ad Armstrong, poi, è soltanto pretestuoso. Simeoni la smetta una volta per tutte con questa storia». Il corridore della Flaminia, invece, è intenzionato a correre il resto della stagione senza maglia tricolore, anche a costo di pagare ogni volta la multa salata (5 mila franchi svizzeri, circa 3300 euro) prevista in tal caso dalle norme Uci.

http://www.lastampa....20310girata.asp

#3 Masonmerton

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Inviato 05 maggio 2009 - 15:11

Il 5 maggio per i Simeoni è sempre una data un po' particolare... hehehmn.gif

ps: al tour vanno sempre squadracce francesi senza nerbo escludendo senza pietà il Cipollini di turno, che magari indossa la maglia iridata. 45921562.coffee.gif

#4 NeoGTO

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Inviato 05 maggio 2009 - 15:38

QUOTE(gustavo @ 5 May 2009, 15:13) Visualizza Messaggio

Filippo Simeoni,campione italiano di ciclismo ha restituito per protesta il tricolore.
---------------------------------------------------------------
Se qualche filantropo vuol avvertire "quelli del 5 maggio",la maglia è depositata al CONI.
Grazie.

Ha fatto benissimo!!!

#5 Masonmerton

Masonmerton

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Inviato 22 luglio 2009 - 09:18

"Il cancro si può sconfiggere"
Il due volte vincitore el Tour parla della malattia: "Lotto ogni giorno, ho incontrato Armstrong e mi ha spiegato che cosa ha fatto per guarire"


VERBIER (Svizzera), 21 luglio 2009 - "Appena l'ho saputo, ho pensato: "Ok, Laurent, questa è solo una battaglia, un'altra battaglia. E devi lottare, lottare, lottare". Chi ha fatto sport, sa già com'è, di che cosa si tratta, che cosa lo aspetta. Come una corsa, come una gara, come una montagna. E come tutto l'allenamento che ti porta a quella corsa, a quella gara, a quella montagna. Una battaglia in più. Con tutti i momenti di difficoltà, debolezza, dubbi, crisi. Ma chi ha fatto sport sa che deve resistere, fino in fondo, fino alla meta, fino al traguardo".

L'ISTINTO DEL RIFIUTO — Laurent Fignon ha un cancro allo stomaco con metastasi al pancreas. E un mese fa ha deciso di dirlo. "Per aiutare le persone. Dirlo, parlarne, raccontarne può aiutare. Il cancro è una malattia complicata. Alcune volte l'istinto ti porta a rifiutarla, non si riesce ad accettarla. E' una malattia complicata non solo per te, ma anche per chi ti sta vicino. Ci sono giorni buoni, altri cattivi. Io lotto contro questi giorni cattivi. Quando sto male, quando soffro, quando vedo tutto nero, mi dico: "No, Laurent, non hai male". E, come per miracolo, ogni tanto il male scompare".

chemio il lunedi' — Quarantotto anni, parigino, 15 anni da professionista, due Tour de France (il primo a neanche 23 anni) e un Giro d'Italia, più due Sanremo e una Freccia Vallone. Adesso, qui, al Tour, Fignon corre due corse: la prima, tutti i giorni tranne il lunedì (quando fa la chemioterapia), in una postazione all'arrivo, davanti allo schermo, commentatore tv per France 2; la seconda, davanti alla vita, da solo, con la famiglia e gli amici, comunque da solo, per farcela. A volte stanco e sofferente. Ma quando parla del Tour, è sempre brillante e puntuale.

incontro con lance — "Lo so, il cancro è una malattia mortale. E non lo dimentico. Non so quanto mi resti da vivere. Però sono ottimista. Si può vincere il cancro, è successo, succederà. Pochi giorni fa, qui al Tour, ho incontrato Lance Armstrong. MI ha spiegato che cosa ha fatto per sconfiggere la malattia. Mi ha dato dei consigli sull'alimentazione. Mi ha fatto piacere".

DOPING E CANCRO — Ma se del cancro di una persona qualsiasi spesso non si conosce la causa, del cancro di un corridore troppo spesso se ne suppone. "Molti si chiedono se esista un legame fra doping e cancro. Ai medici si dice tutto, e io gliel'ho detto. Eredità famigliari, abitudini, alimentazione, e quando si è o si è stati atleti di alto livello, tutto quello che si è fatto. Doping compreso. Gliel'ho detto: amfetamine. Prima hanno sorriso, perché forse si aspettavano mostruosità. Poi mi hanno detto che, a priori, non esiste alcun legame".

io e la morte — Fignon è aperto, attento, disponibile: "Faccio tutto quello che si deve fare. Innanzitutto i cicli di chemio. Poi ho cambiato alimentazione, stile di vita, modo di pensare. Ho scoperto che non ho paura di morire. E' stata una grande sorpresa. Prima di sapere che puoi morire, non ne hai idea. Puoi solo fare delle supposizioni. Non credo di essere più coraggioso o pauroso di un altro. La verità è che la morte non mi fa paura. Sarà perché ho vissuto, e ho vissuto bene, e faccio una bella vita. Mi dispiacerebbe morire così presto, è chiaro. Ma dalla vita ho già avuto tanto".

UN LIBRO — Anche le attenzioni verso Fignon si sono moltiplicate: "La gente, gli sportivi, i tifosi, i giornalisti. E-mail, sms, telefonate. Non posso rispondere a tutti, ma ringrazio tutti". Quasi contemporaneamente è uscito il suo libro, "Nous étions jeunes et insouciants" ("Eravamo giovani e spensierati", Editions Grasset, 398 pagine, 19 euro). "Ho finito il libro quando non sapevo ancora di avere questa malattia. Così, sul libro, non c'è una sola parola sul cancro. Il libro è la mia testimonianza di vita nel ciclismo. E' un inno alla gioia, al piacere, anche al dolore che ti dà arrivare secondo in un Tour a soli 8". Anzi, comincia proprio con quello. Racconto corse e corridori, amici e rivali, atmosfera e epoca. "Racconto anche di doping: a quell'epoca era più occasionale, meno scientifico. C'era meno pressione, giravano meno soldi, quindi si era meno obbligati a fare risultato. Da fuori è più facile giudicare, e prendere le distanze. Ma da dentro, a volte non ci si rende neanche conto. Oggi le cose sono cambiate. E molto".

http://www.gazzetta....821770459.shtml

#6 Cirdan

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Inviato 09 luglio 2010 - 10:56

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#7 ONORE ALLA TRIADE

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Inviato 31 agosto 2010 - 13:31

Francia, è morto Fignon. Vinse due Tour de France
L'ex ciclista, 50 anni, aveva annunciato nel giugno 2009, in un libro, che era malato di un cancro dell'apparato digerente ad uno stadio avanzato

PARIGI, 31 agosto - È morto l'ex ciclista francese Laurent Fignon, due volte vincitore del Tour de France (1983, 1984). Lo ha annunciato la tv France 2, per la quale Fignon - malato di cancro - faceva il commentatore.

IL CAMPIONE - Fignon, 50 anni, aveva annunciato nel giugno 2009, in un libro, che era malato di un cancro dell'apparato digerente ad uno stadio avanzato. Nonostante la malattia aveva mantenuto il suo posto di commentatore nelle ultime due edizioni del Tour de France. Nel libro 'Eravamo giovani e incoscienti', Fignon aveva anche ammesso di aver preso anfetamine e cortisone durante la carriera, ma non stabiliva nessun collegamento diretto fra l'assunzione di tali sostanze e l'insorgere della malattia. Oltre alle due vittorie nel Tour, di Fignon - professionista dal 1982 al 1993 - si ricordano soprattutto la vittoria al Giro d'Italia (1989) e diverse edizioni di grandi classiche, a cominciare dalla Milano-Sanremo (1988 e 1989)

cds

#8 Edgar 74

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Inviato 31 agosto 2010 - 15:32

Addio Laurent.

Come non ricordare le battaglie al Giro con Moser e al Tour con Lemond...

#9 marcolanc

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Inviato 31 agosto 2010 - 17:05

QUOTE(Edgar 74 @ 31 August 2010, 16:32) Visualizza Messaggio

Addio Laurent.

Come non ricordare le battaglie al Giro con Moser e al Tour con Lemond...

E ricordo bene anche lo scherzetto che gli fece nel '90, quando favorì la fuga di Chiappucci, per poi ritirarsi a fine tappa!

Grande Laurent... adieu!

#10 Cirdan

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Inviato 31 agosto 2010 - 17:49

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#11 SARO.JUVENTINO.DOCG

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Inviato 01 settembre 2010 - 00:45

QUOTE(marcolanc @ 31 August 2010, 18:05) Visualizza Messaggio

E ricordo bene anche lo scherzetto che gli fece nel '90, quando favorì la fuga di Chiappucci, per poi ritirarsi a fine tappa!

Grande Laurent... adieu!

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#12 vittorio1992

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Inviato 11 settembre 2010 - 11:36

Casarotto, situazione "stabile e gravissima"

Vittima di una caduta nel Giro del Friuli-Venezia Giulia

TRIESTE, 11 settembre - È "stabile e gravissima" la situazione di Thomas Casarotto, 19 anni, il giovane ciclista di Schio (Vicenza) vittima di una caduta ieri nel corso del Giro del Friuli-Venezia Giulia. Lo ha riferito il portavoce della società Uc Arcobaleno Generali di Mestre, di cui Casarotto fa parte. In mattinata i medici del reparto di terapia intensiva dell'Ospedale di Udine - dove da ieri il ciclista è ricoverato - faranno il punto della situazione con i genitori. Casarotto era caduto rovinosamente ieri lungo una discesa, a Pesariis (Udine), dopo aver urtato una vettura parcheggiata a lato della strada. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e per questo era stato trasportato in elicottero al nosocomio friulano. In un primo tempo il presidente del gruppo sportivo, Mauro Flora, aveva diffuso la notizia della sua morte, che aveva smentito in seguito, sottolineando che Casarotto "è tenuto in vita dalle macchine". La Arcobaleno Generali ha comunque ritirato la propria squadra dalla gara a tappe, mentre in mattinata è prevista una riunione tra le altre formazioni per decidere se proseguire o meno la competizione.

TAPPA ANNULLATA - È stata annullata l'ultima tappa del Giro ciclistico del Friuli Venezia Giulia categoria elite-under 23, in programma oggi, dopo il grave incidente che ha coinvolto ieri il giovane Thomas Casarotto, 19 anni, della Uc Arcobaleno Generali. La decisione è stata presa stamani ad Arta Terme (Udine) al termine della riunione tecnica tra direzione della gara e direttori sportivi delle squadre rimaste in competizione. Ieri la Arcobaleno Generali si era ritirata dopo l'incidente. La decisione - spiegano gli organizzatori - è stata presa in segno di solidarietà con il diciannovenne ricoverato in gravissime condizioni a Udine, e per richiamare l'attenzione della Federciclismo sulle difficoltà organizzative delle competizioni "minori". La carovana del Giro del Friuli Venezia Giulia si trasferirà ad andatura ridotta fino a Udine, luogo previsto per la conclusione della tappa e della gara.
http://www.tuttospor.....e gravissima"

#13 nadir

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Inviato 11 settembre 2010 - 12:58

QUOTE(vittorio1992 @ 11 September 2010, 12:36) Visualizza Messaggio

Casarotto, situazione "stabile e gravissima"

Vittima di una caduta nel Giro del Friuli-Venezia Giulia

TRIESTE, 11 settembre - È "stabile e gravissima" la situazione di Thomas Casarotto, 19 anni, il giovane ciclista di Schio (Vicenza) vittima di una caduta ieri nel corso del Giro del Friuli-Venezia Giulia. Lo ha riferito il portavoce della società Uc Arcobaleno Generali di Mestre, di cui Casarotto fa parte. In mattinata i medici del reparto di terapia intensiva dell'Ospedale di Udine - dove da ieri il ciclista è ricoverato - faranno il punto della situazione con i genitori. Casarotto era caduto rovinosamente ieri lungo una discesa, a Pesariis (Udine), dopo aver urtato una vettura parcheggiata a lato della strada. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime e per questo era stato trasportato in elicottero al nosocomio friulano. In un primo tempo il presidente del gruppo sportivo, Mauro Flora, aveva diffuso la notizia della sua morte, che aveva smentito in seguito, sottolineando che Casarotto "è tenuto in vita dalle macchine". La Arcobaleno Generali ha comunque ritirato la propria squadra dalla gara a tappe, mentre in mattinata è prevista una riunione tra le altre formazioni per decidere se proseguire o meno la competizione.

TAPPA ANNULLATA - È stata annullata l'ultima tappa del Giro ciclistico del Friuli Venezia Giulia categoria elite-under 23, in programma oggi, dopo il grave incidente che ha coinvolto ieri il giovane Thomas Casarotto, 19 anni, della Uc Arcobaleno Generali. La decisione è stata presa stamani ad Arta Terme (Udine) al termine della riunione tecnica tra direzione della gara e direttori sportivi delle squadre rimaste in competizione. Ieri la Arcobaleno Generali si era ritirata dopo l'incidente. La decisione - spiegano gli organizzatori - è stata presa in segno di solidarietà con il diciannovenne ricoverato in gravissime condizioni a Udine, e per richiamare l'attenzione della Federciclismo sulle difficoltà organizzative delle competizioni "minori". La carovana del Giro del Friuli Venezia Giulia si trasferirà ad andatura ridotta fino a Udine, luogo previsto per la conclusione della tappa e della gara.
http://www.tuttospor.....e gravissima"

ieri lo davano morto su sportmediaset metal2.gif

#14 vittorio1992

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Inviato 11 settembre 2010 - 13:55

QUOTE(nadir @ 11 September 2010, 13:58) Visualizza Messaggio

ieri lo davano morto su sportmediaset metal2.gif

è in coma farmacologico 45921562.coffee.gif

#15 vittorio1992

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Inviato 11 settembre 2010 - 14:56

Sono giudicati ormai irreparabili i danni al cervello subiti da Thomas Casarotto, il giovane ciclista di Schio (Vicenza) a causa della caduta di ieri nel corso del Giro del Friuli Venezia Giulia. Lo ha stabilito una Tac effettuata nel pomeriggio all'ospedale di Udine, dove Casarotto si trova ricoverato in terapia intensiva I medici - secondo quanto ha riferito il portavoce della squadra per cui gareggiava il giovane - hanno comunicato ai genitori di Casarotto che non è possibile effettuare alcun intervento chirurgico per ridurre i danni cerebrali e che la situazione è ormai senza speranza. Secondo quanto si è appreso, il fisico del giovane non presenterebbe danni gravi, ma la situazione cerebrale rende compromessa la possibilità di sopravvivenza. Attualmente Casarotto viene tenuto in vita con il ricorso a strumenti artificiali, in attesa di ulteriori evoluzioni cliniche
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