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1281 risposte a questa discussione

#1 igol3

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  • Luogo:Dalla banda del sogno interrotto

Inviato 30 agosto 2008 - 17:27

Che ne pensate, di raccogliere in questo topic le notizie di attualità, senza ogni qualvolta aprire un topic così questa sezione diventa più ordinata. wink.gif

#2 igol3

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  • Luogo:Dalla banda del sogno interrotto

Inviato 30 agosto 2008 - 20:20

Questa notizia l'avevo postata nel topic sbagliato, adesso la metto qua.

P. Thomas Pandippallyil, 38 anni, è stato assassinato la notte del 16 agosto mentre si recava in un villaggio Indiano per celebrare la messa domenicale. Il cadavere presentava diverse ferite al volto, mani e gambe spezzate e gli occhi strappati dalle orbite. L’arcivescovo di Hyderabad denuncia un crescente clima di “violenze contro i cattolici nel Paese”.
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#3 nadir

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Inviato 31 agosto 2008 - 00:55

Indiani-schiavi al circo, in cella proprietario
VIBO VALENTIA - Favoreggiamento della permanenza di immigrati clandestini sul territorio nazionale ed assunzione di lavoratori in nero: con queste accuse, i carabinieri hanno arrestato a Vibo Valentia Laerte Mavilla, 53 anni, residente a Reggio Calabria, proprietario di un circo. L'uomo, per sfuggire all'arresto si è nascosto sotto il letto della roulotte in cui si sposta con il suo circo, e ha fatto dire alla moglie che si era recato fuori regione.

All'interno del circo i militari hanno trovato sei cittadini indiani clandestini costretti a dividersi spazi angusti. Uno, in particolare, era costretto a dormire su un materasso divorato dagli insetti, coperto di spazzatura ed accantonato nel cassone di un camion per il trasporto del cibo per gli animali. Gli indiani hanno raccontato di lavorare nel circo da due anni con turni che iniziavano alle 6 e si concludevano oltre la mezzanotte.

Si occupavano dello smontaggio e del montaggio della struttura, della cura degli animali e della predisposizione dei posti per gli spettatori. Il tutto per soli 150 euro al mese, senza assicurazione e misure di sicurezza, tanto che, hanno riferito, un loro connazionale, alcuni mesi fa, è morto in un incidente sul lavoro mentre il circo si trovava nel Lazio. I carabinieri, poi, insieme agli uomini del Corpo forestale dello Stato, hanno accertato che il circo non aveva l'autorizzazione sanitaria per il trasporto degli animali esotici e per lo smaltimento delle tonnellate di rifiuti che producevano.

PADRONE CIRCO SCHERZA CON CC
"Sono timido, mi vergogno a parlare con gli sconosciuti": così Mavilla Laerte, il proprietario del circo arrestato per avere fatto lavorare in nero sei immigrati indiani tenuti in condizioni igieniche precarie, ha tentato di giustificarsi davanti ai carabinieri per essersi nascosto sotto il letto della sua roulotte. Un tentativo di fare lo spiritoso che è stato poco gradito dai carabinieri. Quando i militari sono andati a cercarlo dopo avere constatato in che condizioni vivevano i sei immigrati, la moglie ha riferito che il marito era partito e che sarebbe rientrato dopo alcuni giorni. I carabinieri, però, ispezionando la roulotte hanno scovato Laerte sotto il letto. Il senso dell'humor di Laerte, hanno riferito gli investigatori, è spartito quando i militari lo hanno fatto salire sulla loro auto per portarlo in caserma. L'uomo, già noto alle forze dell'ordine, è stato portato nel carcere di Vibo Valentia in attesa dell'udienza di convalida. Per i clandestini, invece, sono state avviate le procedure di espulsione e rimpatrio in India.
ansa

#4 igol3

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  • Luogo:Dalla banda del sogno interrotto

Inviato 13 settembre 2008 - 21:07

NUOVA DELHI (Reuters) - Almeno cinque bombe sono esplose oggi in rapida successione in alcuni affollati mercati e strade di Nuova Delhi, capitale dell'India, provocando la morte di almeno 18 persone e il ferimento di alcune decine, secondo quanto riferito dalla polizia.
Il gruppo militante dei Mujaheddin Indiani, che dice di avere compiuto diversi importanti attentati negli ultimi mesi, ha inviato una e-mail alle emittenti televisive locali rivendicando gli attentati.

La polizia e testimoni dicono che due bombe sono esplose in cassonetti nella zona commerciale e ricreativa di Connaught, famosa tra gli abitanti e i turisti, nel centro della città. Altri ordigni sono esplosi in affollati mercati a pochi minuti di distanza.

"Finora sono morte 18 persone", ha detto il commissario di polizia di Delhi Y.S. Dadwal ai giornalisti.

"(Le bombe) non sembrano essere molto potenti", ha aggiunto, precisando che sono stati disinnescati altri due ordigni oltre a quelli esplosi.

Centinaia di persone hanno perso la vita in India negli ultimi anni in un'ondata di attentati che hanno preso di mira moschee, templi indù e treni.

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#5 NeoGTO

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Inviato 13 settembre 2008 - 21:11

Fanno male notizie come queste...

#6 SARO.JUVENTINO.DOCG

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Inviato 13 settembre 2008 - 21:51

permettetemi di aggiungere che prese di mira non sono le moschee,luogo ove i Mujaheddin hanno i loro soldati,ma le chiese e tutti quei luoghi in cui non si é MUSSULMANI,insomma,stanno cercando di islamizzare l´INDIA.......spero un giorno di non dover difendermi dai cani in casa mia.

#7 igol3

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Inviato 15 settembre 2008 - 14:10

QUOTE(SARO.JUVENTINO.DOCG @ 13 September 2008, 22:51) Visualizza Messaggio

permettetemi di aggiungere che prese di mira non sono le moschee,luogo ove i Mujaheddin hanno i loro soldati,ma le chiese e tutti quei luoghi in cui non si é MUSSULMANI,insomma,stanno cercando di islamizzare l´INDIA.......spero un giorno di non dover difendermi dai cani in casa mia.

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#8 igol3

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Inviato 15 settembre 2008 - 15:45

Ansa - Lun 15 Set - 12.57

ROMA - E' Sos Artico: non c'e' mai stato cosi' poco ghiaccio. Lo spessore di quello che copre l'area e' sempre piu' sottile e l'estensione della calotta sembra essere la seconda inferiore mai registrata. Questo l'allarme lanciato dal Wwf, secondo cui nonostante non ci siano ancora i dati definitivi per l'anno 2008, quelli a disposizione sono pericolosamente vicini al record negativo dell'anno scorso, quando la calotta artica si ridusse a soli 4,13 milioni di km2.

''Se prendiamo in considerazione i dati riguardanti l'assottigliamento dello strato di ghiaccio, molto probabilmente quest'anno in Artico c'e' meno ghiaccio di quanto ce ne sia mai stato da quando sono cominciati i rilevamenti'' afferma Martin Sommerkorn, del programma Artico del Wwf. Uno scioglimento cosi' massiccio si e' realizzato quindi con 30 anni di anticipo rispetto al previsto.

I modelli piu' recenti ci dicono che tra il 2013 e il 2040 ci saranno delle estati in cui l'Artico sara' libero dai ghiacci, come non succedeva da piu' di un milione di anni. Secondo Sommerkorn il continuo scioglimento dei ghiacci piu' antichi e spessi significa che la calotta artica sta seguendo un trend che la sta portando a essere sempre piu' 'giovane' e sempre piu' sottile. La parte di ghiaccio che ha almeno 5 anni e' diminuita del 56% tra il 1985 e il 2007, mentre il ghiaccio piu' vecchio e' pressoche' sparito.(ANSA)
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#9 igol3

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Inviato 15 settembre 2008 - 19:28

BAGHDAD (Reuters) - Un'attentatrice suicida si è fatta esplodere oggi nella provincia di Diyala, nel nord dell'Iraq, uccidendo 20 persone e ferendone 30 durante una celebrazione.


Ne ha dato notizia la polizia, spiegando che l'attacco ha avuto luogo a Balad Ruz, 90 km a nordest di Baghdad, mentre un gruppo di persone -- prevalentemente poliziotti -- stavano cenando, interrompendo il digiuno previsto dal Ramadan.

Negli ultimi giorni in Iraq le bombe hanno mietuto decine di vittime, un'inversione di tendenza rispetto al calo della violenza dell'ultimo periodo.

Gli attentati effettuati da donne quest'anno sono stati più di 20.

#10 igol3

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Inviato 21 settembre 2008 - 11:58

ROMA (Reuters) - "Avvenire", il quotidiano dei vescovi cattolici italiani, ha chiesto oggi all'Unione europea di applicare il "diritto di ingerenza umanitaria" contro la "cristianofobia", per difendere i cristiani nei paesi in cui sono perseguitati, a cominciare dall'India, dove nelle scorse settimane si sono verificati attacchi e omicidi da parte di estremisti indù.

"Le persecuzioni s'allargano a macchia d'olio, il numero dei martiri continua a crescere in Medio Oriente, in Asia e in Africa, la caccia al cristiano è una folle e sanguinaria idea che trova sempre più seguaci", dice l'editoriale di prima pagina del giornale della Cei, firmato da Luigi Geninazzi.

''Le cronache di questi giorni ci rimandano ai saccheggi, alle distruzioni e alle violenze contro le comunità cristiane in varie regioni dell'India", dice ancora il quotidiano, sottolineando però che le persecuzioni anti-cristiane avvengono dalla Turchia ai Territori palestinesi, dall'Iraq all'Indonesia, e nel Nordafrica.

"C'è un nuovo anti-semitismo, oggi, ed è l'odio anti-cristiano", dice l'editoriale, affermando che se è giusto combattere "i rigurgiti anti-ebraici" e la "islamofobia", bisogna preoccuparsi anche della "cristianofobia".

"Chi si prende a cuore la sorte di milioni di cristiani indifesi?".

Plaudendo all'iniziativa degli Usa per l'appello rivolto a fermare le violenze anti-cristiane, "Avvenire" scrive che "è urgente che anche la vecchia Europa applichi il diritto d'ingerenza umanitaria nei confronti delle nuove e delle vecchie democrazie".

E il giornale indica il prossimo vertice bilaterale Ue-India, dicendo di "sperare che in agenda ci sia anche la questione delle violenze contro i cristiani".

#11 igol3

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Inviato 21 settembre 2008 - 18:17

MADRID (Reuters) - Dieci persone sono rimaste leggermente ferite oggi a causa dell'esplosione di un'autobomba davanti a un commissariato di polizia a Ondarroa, nei Paesi Baschi spagnoli. Lo ha reso noto la polizia.

Tra i feriti, tre sono agenti, gli altri sette passanti. Nessuno è in gravi condizioni, ha detto un portavoce della polizia di Bilbao.

L'esplosione, di forte intensità, è avvenuta alle 4.30 di questa mattina. Gli attentatori avevano parcheggiato l'auto, con a bordo 100 chili di esplosivo, vicino all'ingresso del commissariato. Poi hanno lanciato una bomba molotov per attirare all'esterno gli agenti, ha detto un responsabile dell'amministrazione locale, Javier Balza.

"Non c'è alcun dubbio sul fatto che l'obiettivo era quello di ammazzare più gente possibile", ha detto Balza.

Due ore prima, un'altra autobomba era esplosa nei pressi degli uffici della banca Caja Vital, a Vitoria, capoluogo amministrativo dei Paesi Baschi. In questo caso non si è registrato alcun ferito.

La polizia di Vitoria aveva circondato la zona prima dell'esplosione, avvertita da una telefonata a nome dell'Eta, l'organizzazione armata basca che lotta per la secessione dal governo centrale di Madrid.

Nel caso dell'autobomba di Ondarroa, invece, non c'è stato alcun avvertimento

#12 nadir

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Inviato 21 settembre 2008 - 18:19

QUOTE(igol3 @ 21 September 2008, 19:17) Visualizza Messaggio

MADRID (Reuters) - Dieci persone sono rimaste leggermente ferite oggi a causa dell'esplosione di un'autobomba davanti a un commissariato di polizia a Ondarroa, nei Paesi Baschi spagnoli. Lo ha reso noto la polizia.

Tra i feriti, tre sono agenti, gli altri sette passanti. Nessuno è in gravi condizioni, ha detto un portavoce della polizia di Bilbao.

L'esplosione, di forte intensità, è avvenuta alle 4.30 di questa mattina. Gli attentatori avevano parcheggiato l'auto, con a bordo 100 chili di esplosivo, vicino all'ingresso del commissariato. Poi hanno lanciato una bomba molotov per attirare all'esterno gli agenti, ha detto un responsabile dell'amministrazione locale, Javier Balza.

"Non c'è alcun dubbio sul fatto che l'obiettivo era quello di ammazzare più gente possibile", ha detto Balza.

Due ore prima, un'altra autobomba era esplosa nei pressi degli uffici della banca Caja Vital, a Vitoria, capoluogo amministrativo dei Paesi Baschi. In questo caso non si è registrato alcun ferito.

La polizia di Vitoria aveva circondato la zona prima dell'esplosione, avvertita da una telefonata a nome dell'Eta, l'organizzazione armata basca che lotta per la secessione dal governo centrale di Madrid.

Nel caso dell'autobomba di Ondarroa, invece, non c'è stato alcun avvertimento

ormai viviamo in un mondo di autobombe e kamikaze Colere_7.gif

#13 igol3

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Inviato 21 settembre 2008 - 19:32

03/09/2008 11:57
INDIA
La Via crucis di p. Thomas in Orissa: Sono pronto a tornare e servire chi mi ha colpito
di Thomas Chellan
È stato fra i primi ad essere colpito dalla furia dei radicali indù nei giorni scorsi. Per la prima volta parla del suo calvario. Catturato, picchiato, ferito, denudato, ha rischiato di essere arso vivo. Solo dopo due giorni la polizia lo ha liberato. Il suo racconto è stato raccolto da Nirmala Carvalho, corrispondente di AsiaNews a Mumbai.


Mumbai (AsiaNews) - Padre Thomas Chellan, 57 anni, è una delle prime vittime del pogrom contro i cristiani lanciato dal Vishva Hindu Parishad dopo l’assassinio di Swami Laxamananda Saraswati, il 23 agosto scorso. Picchiato, malmenato, ferito, denudato egli è stato soccorso dalla polizia solo alla fine della sua Via crucis. Con lui, anche una suora ha subito le stesse violenze, forse anche più brutali. Il loro Centro pastorale a Kandhamal è stato fra le prime costruzioni cristiane ad essere distrutte e bruciate. P. Thomas, ora ricoverato in ospedale ha accettato per la prima volta di raccontare quanto gli è successo. Mentre si fa forza a parlare, annaspa nel definire “selvaggia” la furia che lo ha colpito. “Selvaggia è troppo poco” dice. “Il modo con cui ci hanno picchiato con bastoni, piedi di po*co, asce, lance, mostra che non ci consideravano neppure degli esseri umani… Erano come dei sicari, pagati da qualcuno per torturarci e picchiarci”.

P. Thomas ha ora un’unica preoccupazione: quella per le migliaia (forse 50 mila) di fuggitivi nascosti nella foresta. “A tutt’oggi non c’è nemmeno un prete o una suora a Kadhamal. Tutti sono fuggiti, mentre dilagano le razzie e la caccia all’uomo. Nella mia agonia prego per i cristiani nella foresta. Nemmeno quello è un rifugio sicuro”. E aggiunge: "Se il mio vescovo mi manda, sono pronto a ritornare in Orissa. Insieme alle mie ferite, Cristo sta guarendo anche i miei sentimenti: non ho odio o amarezza. Sono pronto a servire anche coloro che mi hanno colpito… Sono felice di essere parte della ricca storia di persecuzione della Chiesa cattolica qui in India”. (NC).



Da sette anni sono il direttore del Centro pastorale Divyajyoti [della diocesi di Cuttack- Bhubaneshwar]. La polizia (Orissa state armed police, Osap) era accampata davanti al nostro Centro da oltre un mese, da quando, a causa dell’uccisione di una mucca, vi sono stati alcuni incidenti a Tumbudhibandth. Quando, guardando la televisione, ho saputo della crudele uccisione di Swami Laxamananda Saraswati, ho contattato subito l’Osap chiedendo la loro protezione. Mi hanno risposto: “Nessuna preoccupazione, noi siamo qui”. Allora mi sono calmato.

Il 24 agosto, verso le 4.30 del pomeriggio, una folla enorme è giunta al nostro cancello gridando slogan. Temendo per la nostra vita, io, un altro mio confratello prete e una suora abbiamo cominciato a scappare oltre il recinto del centro, dal retro dell’edificio. Sentivamo urla, rumori di porte e finestre infrante, ecc. Poi, dopo pochissimo tempo, abbiamo visto le fiamme e il fumo. Non sentendoci al sicuro, siamo fuggiti oltre, nella foresta e siamo rimasti là alcune ore, fino alle 8 di sera. Abbiamo raggiunto la casa di Prahlad Pradhan del villaggio di K. Nuagaon e lui è stato così buono da ospitarci e darci da mangiare.

Il 25 agosto, verso le 9 di mattina, dall’interno della mia stanza ho potuto vedere ancora una folla distruggere una piccola chiesetta. Intuendo il pericolo, Prahlad mi ha nascosto in una stanza fuori dell’edificio principale e ha chiuso la serratura dall’esterno. Alle 13.30 un gruppo di 40-50 persone è arrivato e ha rotto la porta tirandomi fuori. In mezzo al gruppo vi era la suora, catturata prima di me. Hanno cominciato a picchiarmi da tutte le parti e mi hanno strappato a forza la camicia e il banyan [una giacca da camera – ndr]. Domandavano: “Perché avete ucciso lo Swamiji? Quanti soldi avete dato agli uccisori? Perché fate sempre così tante riunioni e incontri nel centro pastorale?”.

Poi, spingendoci e tirando da tutte le parti ci hanno condotto fino al Janavikas building, dall’altro lato della strada. In mano avevano lathi [bastoni con punta di ferro, usati nelle arti marziali – ndr] asce, lance, piedi di po*co, bastoni di ferro, falci, …Hanno continuato a picchiarci anche dentro l’edificio. Poi hanno strappato la camicia alla suora e l’hanno assalita. Ho detto qualcosa per fermarli, e con una mazza di ferro mi hanno colpito alla spalla destra. Poi mi hanno versato addosso del kerosene, mi hanno portato fuori e hanno preso dei fiammiferi per bruciarci. Uno ha suggerito di portarmi in strada e bruciarmi là. Mi hanno trascinato in strada mi hanno messo in ginocchio per 10 minuti, mentre portavano all’esterno anche la suora. Qualcuno intanto cercava una corda per legarci insieme e arderci vivi. Quindi hanno deciso di esporci mezzi nudi a Nuagaon, a mezzo chilometro da dove eravamo. Ci hanno legato le mani e ci hanno trascinato. Hanno anche cercato di strapparci via i resti dei nostri indumenti, ma abbiamo resistito. Mentre camminavamo piovevano colpi all’impazzata sui nostri corpi. Qualcuno nella folla gridava offese in Malayalam.
Alle 14.30 abbiamo raggiunto Nuagaon, dove vi erano una dozzina di poliziotti dell’Osap, in piedi ai lati della strada. Domando a uno di loro: “Signore, la prego, ci aiuti!”. Ma per questa domanda uno della folla mi ha colpito. La polizia stava solo a guardare; nessun poliziotto nella sede di Nuagaon. La folla ci ha costretto a sederci sul bordo della strada e uno mi ha colpito in faccia. Intanto, uno che conoscevo bene – un venditore di Nuagaon – stava raccogliendo pneumatici usati perché volevano usarli per bruciarci.
A un certo punto la folla ci ha detto di andare a K. Nuagaon, insieme a uno degli ufficiali, che ci ha accompagnato alla sede della polizia. Lì mi hanno messo qualche punto alle ferite, fasce e unguenti. Alle 9 di sera, l’ispettore di Balliguda, con un gruppo di poliziotti, ci ha portato a Balliguda. Uno della folla che ci aveva attaccato è rimasto a guardare tutti i nostri movimenti fino al nostro partire per Balliguda. Lì la polizia ci ha dato ospitalità e tutti ci hanno aiutato molto. Il 26 agosto alle 9 di mattina, ci hanno ancora portato alla stazione di polizia di Balliguda, dove l’ispettore capo ci ha chiesto se eravamo interessati ad esporre denuncia. Al nostro sì, ci ha detto di farlo subito, perché stava preparando il nostro trasferimento a Bhubaneshwar (280 km da Nuagaon). Abbiamo depositato 3 denunce: una per l’attacco contro il Centro pastorale; una per l’attacco contro di me; una per l’attacco contro la suora.

Alle 16 siamo stati messi su un autobus molto confortevole, insieme ad alcuni altri passeggeri e ci hanno portato a Bhubaneshwar. Siamo scesi pochi km dopo Nayagarh, un po’ dopo la mezzanotte, il 27 agosto. Alcuni miei amici mi aspettavano per accogliermi e caricarmi nella loro auto. Alle 2 di notte siamo arrivati in uno dei nostri centri di Bhubaneshwar.

La cosa più vergognoso che nessun giornale, tranne l'avvenire, ne ha parlato.

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Inviato 24 settembre 2008 - 17:03

La vergogna dell’India e quella dell’Europa e del mondo
di Bernardo Cervellera
La "vergogna" è che i cristiani dell'India, una forza importante per lo sviluppo sociale ed economico del Paese, vengono massacrati, mentre governi mondiali e associazioni umanitarie tacciono. Un altro esempio di "cristianofobia". L'invito dei vescovi italiani per la Giornata di preghiera e digiuno, domani, memoria della beata Teresa di Calcutta.


Roma (AsiaNews) - L’India del Mahatma Gandhi, della tolleranza, della democrazia è scivolata nella vergogna. “Una vergogna per la nostra Patria”: così il premier Manmohan Singh e il card. Oswald Gracias, arcivescovo di Mumbai, hanno definito il pogrom contro i cristiani scatenatosi dal 23 agosto in poi nello stato dell’Orissa. Il bilancio è gravissimo e destinato a crescere: decine di morti (alcune fonti dicono 100); almeno 52 chiese (fra cattoliche e protestanti) distrutte; centinaia di case danneggiate; quattro conventi, cinque fra ostelli e alloggi per giovani, sei istituti cattolici dediti al volontariato e al sociale devastati, centinaia di auto e altri oggetti personali incendiati. Ancora oggi migliaia di cristiani, fuggiti al massacro vivono nelle foreste vicine, nel terrore, senza abiti, né cibo.

L’Orissa, uno stato del nord-est indiano, non è nuovo a queste ondate di persecuzione. Lo scorso dicembre, alla vigilia di Natale, l’organizzazione fondamentalista indù (Vishwa Hindu Parishad, Vhp) ha ucciso 3 persone, attaccato e distrutto 13 chiese e cappelle, ferendo e lasciando senza tetto un gran numero di cristiani sempre nel distretto di Kadhamal. A spingere le folle indù contro i cristiani vi era Swami Laxmanananda Saraswati, uno dei capi del Vhp.

Quest’ultimo sussulto di persecuzione è avvenuto proprio dopo la morte dello Swami ad opera di un gruppo terrorista maoista la sera del 23 agosto. Sebbene anche alla polizia fossero chiari gli autori dell’assassinio dello Swami, alcuni capi del Vhp hanno subito dato la colpa ai cristiani e durante le cerimonie funebri del guru migliaia di radicali indù hanno dato inizio al pogrom col grido “uccidete i cristiani! Distruggete le loro istituzioni!”.

L’accanirsi contro persone e strutture serve ad eliminare la missione dei cristiani. Tribali - spesso utilizzati come schiavi per i lavori agricoli – e Dalit, gli emarginati dalle caste, vedono nel cristianesimo una strada per migliorare la loro situazione, vedere affermati i loro diritti, trovare finalmente una dignità al loro essere uomini. In un certo senso, la persecuzione è la misura dell’efficacia della missione cristiana.

Nell’opporsi all’impegno dei cristiani, i fondamentalisti indù si oppongono anche all’induismo di Gandhi, che voleva per l’India un Paese laico, aperto a tutte le religioni, l’eliminazione delle caste e la dignità dei Dalit, da lui definiti “figli di Dio” (harijian).

Il Vhp, nel suo nazionalismo esclusivo, molto vicino al nazismo, vuole invece eliminare dall’India cristiani, musulmani, parsi. Insomma: distruggere la storia dell’India, da sempre luogo d’incontro e di integrazione fra culture e religioni.
Oltre alla “vergogna” dell’India, vi è anche una “vergogna” per l’Europa e per il mondo. Al di là di qualche sparuta voce – come quella del ministro italiano Frattini - nessun governo ha osato dire qualcosa sui massacri dell’Orissa, domandandone la fine. Molte associazioni così pronte a difendere gruppi, minoranze, specie in estinzione, impegnati pacifisti hanno preferito tacere e anzi sospettare che dietro le accuse di proselitismo fatte dai radicali indù ci sia una qualche verità. Come hanno giustamente additato alcune personalità vaticane, vi è in Europa e nel mondo una specie di “cristianofobia” che cerca di scrollarsi di dosso, anche con la menzogna, l’eredità cristiana. Per questo, le notizie di persecuzione dei fedeli in Orissa, come in Cina o in Medio oriente, non interessano, anzi sono magari giustificate.

Questo rende ancora più importante il nostro servizio di informazione, la nostre preghiera e la nostra testimonianza, in India come in Europa. Anche l’invito dei vescovi italiani a una giornata di preghiera e digiuno per i cristiani dell’India - domani 5 settembre, memoria della beata Teresa di Calcutta – è parte di questo impegno per la verità e l’amore.

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Inviato 26 settembre 2008 - 16:22

ROMA (Reuters) - Un caso di "mucca pazza" -- il primo dopo due anni in Italia -- è stato riscontrato in un bovino di un'azienda lattifera in Lombardia.


Lo riferisce il Centro di referenza nazionale della Bse (Encefalopatia spongiforme bovina) dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino.

"Il nuovo caso di Bse è stato riscontrato in un bovino di razza frisona nato nel '95 e dunque legato ancora all'utilizzo di mangimi contaminati da farine di carne ed ossa", ha spiegato a Reuters Maria Caramelli, responsabile del Centro di referenza.

Dal 2001 a oggi si sono registrati in Italia 142 casi di Bse in animali, l'ultimo nel 2006.




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