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Lo Stop Del J-Project Di Agnelli - Articolo A Puntate Di Crazeology


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64 risposte a questa discussione

#31 iena

iena

    Prima Squadra

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Inviato 14 giugno 2021 - 18:11

 

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 3

 

ElkannAgnelli1600(0).jpg

 

Di Crazeology

“Oh, it never came, how could it have, baby”

“Oh, non è mai arrivata, e come avrebbe potuto, baby?"

- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -



- I RISULTATI SPORTIVI -

Grazie ad alcune scelte iniziali azzeccate, Conte allenatore della rinascita su tutte, è iniziata una lunga fase di successi nazionali che è durata 10 anni, e un numero importante di trofei sollevati al cielo. Forse per molti tifosi annoiati e bastian contrari per definizione, questo dato non è molto chiaro e focalizzato nella propria zucca; calcisticamente parlando 10 anni sono un’eternità. Un tempo lunghissimo invidiabile per qualunque sportivo in qualunque sport. In molti darebbero un braccio per poter vincere trofei importanti per 10 anni di fila. Nonostante tutto ciò, non bisogna dimenticare che il club è anche arrivato due volte in finale di Champions League con Max Allegri, e che ha perso molto malamente tutte e due le volte. Gli avversari erano, sì, formidabili, ma prendere 7 gol in due sole partite con una difesa di altissimo livello come la nostra, è un fatto gravissimo e umiliante, che sminuisce anche un po’ i risultati nazionali ottenuti. Anche perché in risposta a quei 7 di gol la Juve ne ha realizzati solo 2. Si è trattato in entrambe le occasioni di una disfatta. E in altre annate la Juve è uscita dal torneo continentale giocando partite sbagliate contro squadre mediocri o nettamente inferiori. Con Conte sostanzialmente nemmeno si è vista la Juve in Europa.
Mentre sempre con Allegri sulla panca, la Juve in CL ha anche buttato alle ortiche, nonostante ottime prestazioni della squadra, un ottavo di finale col Bayern e un quarto di finale col Real, per il solito atteggiamento sparagnino sul più bello, la mania di fare calcoli insomma.
Questi ultimi due anni in particolare poi, hanno visto tutta la parte sportiva nettamente calante, con scelte di mercato un bel po’ tecnicamente e tatticamente pasticciate, e con risultati sempre più scadenti e scarni. Si sono visti molti cambiamenti e divisioni dirigenziali riguardo alle singole scelte. E da quello che è dato capire da fuori, tutti hanno delle responsabilità, anche moltissime lo stesso Presidente, che evidentemente si è forse ubriacato dei successi nazionali e ha cominciato a considerarsi la vera anima vincente del club. Lo spirito guida. Guida spirituale e guida gestionale, a tratti conformista alle regole consolidate dei dettami dell’economia d’impresa (da buon Bocconiano), a tratti una sorta di manager istintivo un po’ hipster capace di improvvisare decisioni alternative, fantasiose e inaspettate, ma vincenti. Una sorta di decisionista, tipico della famiglia Agnelli se vogliamo, ma anche manager più proiettato nella modernità e fornito di grandi intuizioni. Un Agnelli 2.0 insomma. Ma si è sbagliato, evidentemente. Per esempio proprio il suo mancato appoggio diretto a Sarri lo scorso anno, ha permesso ai “senatori” di giocare la seconda parte di campionato in autonomia totale, e rischiando anche di perderlo nonostante il vantaggio in classifica. In questa stagione invece la scelta di Pirlo, alla prima esperienza in panchina. Esperienza non fallimentare in senso stretto, visti i due trofei ottenuti e la qualificazione in Champions, ma che rapportata al monte ingaggi e alla qualità degli avversari diventa deludente per forza di cose. Probabilmente gli serve un bel bagno di umiltà al Presidente, perché deve entrare nella dimensione che è solo un uomo, come tutti, e può sbagliare anche lui, basta solo ammetterlo a se stessi. Non sempre essere snob e gonfiare il petto paga.
Inoltre, ricordiamo che il nepotismo, le simpatie e le amicizie personali, non devono mai entrare nella gestione di una qualunque attività che debba funzionare. Questo è un vizio di famiglia peraltro, che spesso nella sua lunghissima storia d’impresa ha preso decisioni non del tutto ragionate, favorendo singole persone per motivi che stanno a cavallo tra le esigenze reali, lo snobismo, l’eccentrico, l’egocentrico, le simpatie, le amicizie, il fascino, ecc. Vecchio vizio anche italico bisogna ammettere, paese che molto spesso trasforma, a volte addirittura spudoratamente, la utilissima e fisiologica “segnalazione” nella rischiosa, brutta e iniqua “raccomandazione”. Nel calcio poi spesso questo aspetto è l’elemento che fa la differenza tra una grande squadra e una provinciale.
Detto tutto ciò, il saldo, innumerevoli trofei e innumerevoli record alla mano, è molto positivo per forza di cose, ma in effetti rimane la sensazione di un lungo ciclo che finisce con un coitus interruptus. Grandi vittorie, meritatissime, ma solo in Italia e con avversari non sempre fenomenali e costanti nel loro rendimento, e tanti scivoloni di vario genere lungo il percorso. Più alcune occasioni mancate, come la finale di Europa League a Torino, la Supercoppa di Doha, e alcuni campionati sofferti sul finale molto più del necessario. In questa stagione poi, sul rettilineo finale di questa corsa lunga 10 anni, lo schianto contro squadre di piccolo cabotaggio e donazione dello scudetto all’Inter del duo di grandi ex Marotta-Conte. Tanto per non farci mancare nulla…
E per onestà intellettuale va ricordato anche che, al di là delle tante vittorie e delle poche sconfitte, in tutti questi anni si sono viste una quantità enorme di partite noiosissime, senza una vera idea di gioco (dando comunque per scontato che ogni tifoso legittimamente ha i suoi gusti e le sue priorità, sentimentalmente e sportivamente parlando). Eppure anche questo dato ha la sua piccola importanza.
A latere va anche ricordato il giovane progetto di calcio femminile, con molti trofei alzati al cielo, anche se la Juventus femminile a Torino esisteva già dalla fine degli anni 70, e la nuova Juventus femminile voluta da Agnelli non ha lo stesso fascino di quella vera.
Insomma, complessivamente molto bene, ma con diverse ampie incrinature.

http://www.giulemani...lio.asp?id=6302

 

 

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Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 1
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 2

 

la frase posta in neretto è come una fotografia: manca di prospettiva e sullo sfondo rimangono nascosti alcuni dettagli.

Si dovrebbe rendere l'immagine un pò più dinamica. Nel mentre gli anni si accumulavano poco, o niente, si faceva per consolidarsi. Probabilmente nella convinzione, anche fondata, che per vincere qualcosa, anche di conserva, poteva bastare.

Per il resto condivisibile soprattutto nel sottolineare le due disfatte chè tali sono. Accettabile la prima ( l'ultimo grande Barcellona, il primo tempo poteva essere tranquillamente 4-0) la seconda inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Il dopo Cardiff è persino stato più miope: nessuna lezione tratta. Anzi.



#32 gustavo

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Inviato 14 giugno 2021 - 18:26

Infatti i tifosi (come molti di noi) di Real e Barca dicono :

" Le due vittorie ottenute ultimamente  in C.L. sono dovute

più che altro a asd: demeriti altrui : in questo caso della Juventus " .  



PS - anche qui non se e esce .



#33 aguidot

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Inviato 14 giugno 2021 - 18:51

la frase posta in neretto è come una fotografia: manca di prospettiva e sullo sfondo rimangono nascosti alcuni dettagli.

Si dovrebbe rendere l'immagine un pò più dinamica. Nel mentre gli anni si accumulavano poco, o niente, si faceva per consolidarsi. Probabilmente nella convinzione, anche fondata, che per vincere qualcosa, anche di conserva, poteva bastare.

Per il resto condivisibile soprattutto nel sottolineare le due disfatte chè tali sono. Accettabile la prima ( l'ultimo grande Barcellona, il primo tempo poteva essere tranquillamente 4-0) la seconda inaccettabile sotto tutti i punti di vista. Il dopo Cardiff è persino stato più miope: nessuna lezione tratta. Anzi.

Sarà sicuramente materia dei prossimi capitoli.

Ma mi sento di dire che ti sbagli in merito al neretto, molto si è fatto per consolidarsi, e non parlo di calciomercato.

 

Urgono i prossimi capitoli, Craze!  :D



#34 CRAZEOLOGY

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Inviato 14 giugno 2021 - 20:00

Articolo ottimo e sottoscrivibile da tutti i punti di vista: solo un appunto mi sento di fare, la finale di champins con il Barcellona non è stata affatto una disfatta, si è perso, ma con molto onore, contro una squadra fortissima, ma potevamo tranquillamente vincere ( ricordiamo sull'1-1 cosa è successo, se avessimo concretizzato l'occasione clamorosa avuta avremmo, con ogni probabilità vinto). A cardiff invece una vera disfatta ed il punto più basso di Allegri sicuramente ( poi ci metto il ritorno con l'Ajax). Comunque applausi a Craezology. Per le Woman...le ragazze comunque non hanno colpe e vanno solo applaudite, sono state magnifiche.



A proposito di finali di Champions la cosa che mi fa riflettere è che in ben nove partite non abbiamo mai segnato più di un gol...questo dato è davvero incredibile.

 

Anche il primo tempo di Cardiff è stato combattuto ed equilibrato.. E' che poi ad un certo punto caliamo sempre le braghe. E gli altri ci rifilano 2/3 pere e chiudono il match. 

Riguardo alla tua ultima frase, è un dato molto interessante. Intanto perché noi non solo non segniamo più di un gol, ma non è neppure detto che lo segniamo.

Ma poi perché uno potrebbe dire che nei vari decenni il calcio italiano in fondo è stato storicamente concentrato sulla difesa. Ed è vero, quanto meno in linea di massima. Però se fai un conto di quanti gol abbiamo preso in totale la cosa diventa strana. 10 in tre finali, e 1 a partita in altre 3 o 4.   9 partite e quasi 15 gol subiti. Sempre con delle grandi difese. 



#35 ONORE ALLA TRIADE

ONORE ALLA TRIADE

    GIŁ LE MANI DALLA JUVE!

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Inviato 15 giugno 2021 - 07:03

Ottimo lavoro Craze :D

#36 gildo75

gildo75

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Inviato 17 giugno 2021 - 07:34

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 4
AgnelliElkann2.jpg

 

di Crazeology
“Take another! Take another!”
 
Prendine un altro! Prendine un altro!”
 
- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -
 
 
- IL CALCIOMERCATO -
 
Qualcuno potrebbe pensare istintivamente che contano solo i risultati sportivi in fondo, e che in questa lunghissima analisi rateizzata in tanti capitoli, non sia granché necessario un segmento di commento al calciomercato degli ultimi 10 anni. E dei risultati sportivi ne abbiamo già parlato nel volume numero 3.
 
 
Non è proprio così, e lo vedremo meglio nei prossimi capitoli. Perché in realtà i nomi e il valore economico e sportivo di coloro che indossano la maglia della Juventus, è un dato molto importante, per una serie innumerevole di ragioni che stanno a cavallo tra i risultati sportivi che potenzialmente si possono ottenere, i costi vivi degli ingaggi, e lo sviluppo economico equilibrato dell’azienda Juventus nel complesso. Quindi è bene dedicargli qualche parola, dando comunque per buono quanto scritto nella precedente sezione dedicata ai trofei e ai record.
 
Nell’arco del decennio la qualità della rosa e del relativo monte ingaggi è cresciuta gradualmente. In alcuni momenti la squadra è stata anche molto forte, e abbiamo avuto la soddisfazione di vedere alcuni grandi campioni in bianconero. Tuttavia, spesso sono state necessarie cessioni importanti per rimpinguare la cassa e aggiustare il bilancio. Spesso infatti si è avuta la sensazione di dover ricominciare daccapo, anche solo dal punto di vista strettamente tattico, perché chi è arrivato non era simile o all’altezza di chi se n’era andato. Insomma, tutte le volte che veniva trovato un bel pezzo del puzzle, se ne perdeva un altro. Per fare quadrare i conti spesso si sono rincorsi parametri zero, che però non sempre sono stati all’altezza della situazione. Inoltre è stato concesso loro un ingaggio più alto del previsto per accaparrarseli, e per questa ragione spesso sono successivamente diventate palle al piede. Zavorre di cui è stato molto difficile liberarsi. Ci sono state infatti troppe operazioni di cessione quasi in perdita. Qualcosa va rivisto in questo ambito, perché le acquisizioni per la Juventus sono sempre più costose del normale, ma le cessioni sono sempre sottocosto, e ancora non si è capito il perché. Tra le altre cose, questo specifico aspetto è stato una costante degli ultimi 15 anni (Secco, Marotta, Paratici). Il monte ingaggi troppo spesso non è stato proporzionato rispetto al valore tecnico della rosa e ai risultati ottenuti.
 
Il momento più importante del decennio riguardo al mercato è stato senza dubbio la coraggiosa acquisizione di Cristiano Ronaldo, il quale però è stato portato a Torino innanzitutto per alzare spaventosamente il fatturato e l’appetibilità del club per gli sponsor. Non è stata infatti costruita attorno a lui una squadra forte abbastanza da giocarsela seriamente sui palcoscenici internazionali. Non a caso nonostante lui abbia segnato moltissimi gol nelle ultime 3 stagioni, circa un centinaio, i risultati sportivi del club sono addirittura inferiori agli anni che hanno preceduto il suo arrivo.
 
Inoltre mi sa che si è anche un bel po’ stufato di questo pressappochismo dirigenziale. Nell’ultima stagione è sembrato molto più svogliato/demotivato delle precedenti. E' arrivato a Torino sicuramente con l’idea di prendere molti soldi in più rispetto al passato per ogni stagione, ma anche di raccogliere una nuova sfida sportiva. Ha abbracciato un progetto che avrebbe dovuto, secondo lui, portarlo di nuovo sul tetto d’Europa o del mondo in breve tempo. O quasi. Invece la situazione sportiva complessiva attorno a lui è di anno in anno peggiorata sensibilmente. E nel frattempo per lui, non più tanto giovane, sono passati altri 3 anni. Le batoste inaspettate contro Ajax, Lione e Porto non le ha digerite evidentemente, come il recente scudetto ai nerazzurri. Che si potesse uscire dal torneo continentale è sempre stato nell’ordine delle cose, ma uscire presto e con squadre non imbattibili, ha il suo peso in negativo. Così come arrivare a 13 punti dall’Inter in campionato, e vedere molti compagni di squadra che in molte partite della stagione hanno giocato senza nessun tipo di grinta o motivazione.

 

Presto vedremo se deciderà di togliere le tende. E’ stato comunque un onore enorme averlo con noi, ma ad oggi come tifosi viviamo anche una certa amarezza.
 
Insomma, dati complessivi alla mano, su questo filone benino, se non altro perché i trofei sollevati al cielo sono arrivati grazie ai tanti giocatori che hanno vestito la nostra maglia. Benino, ma con tante, tante cose da rivedere.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=6305



#37 paola

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Inviato 17 giugno 2021 - 08:13

il lavoro fatto da Antonio è veramente importante

e anche con il giusto distacco

 

grazie!



#38 CRAZEOLOGY

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Inviato 20 giugno 2021 - 17:34

Proprio mentre presto verrà pubblicato il volume più corposo dei 7 totali, che riguarda gli aspetti economici (questo lo si può già anticipare) cominciano a circolare voci di un mega aumento di capitale. 

Non so se sia vero. Le cifre mi sembrano spropositate. 

Comunque io ci andrei cauto a buttare soldazzi esagerati a muzzo senza un'idea precisa di cosa si sta facendo, e di come sarà il prossimo futuro per tutta l'economia mondiale. Tappare i buchi più grandi ok. Di più non so. A meno che la situazione non sia totalmente disastrosa più di quanto viene diffuso dai media. 

(già stiamo alla variante della variante, speriamo in autunno di non trovarci di nuovo nella cacca)

Comunque i soldi non sono miei, quindi facciano un po' come gli pare. 



#39 gildo75

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Inviato 21 giugno 2021 - 11:57

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 5
AgnelliElkann2(0).jpg

 

di Crazeology
“I guess we always,
guess we always knew,
that it would be stormy weather”
 
“Forse abbiamo sempre,
forse abbiamo sempre saputo,
che sarebbe stata una tempesta”

 
- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -
 
 
- LO SVILUPPO ECONOMICO -
 
Di anno in anno il fatturato è cresciuto, non ci sono dubbi. E gli elementi che hanno contribuito a questi risultati sono tanti. L’elenco è lungo. In primis bisogna ricordare che il prezzo dei biglietti allo stadio nel corso degli anni è costantemente aumentato, e che molti servizi ai club della tifoseria che prima venivano forniti esternamente, sono stati ora inglobati all’interno del ventaglio dei servizi generali che offre lo Stadium. Questo significa che, per esempio, se un club di tifosi di Canicattì vuole fare la sua festa annuale per gli iscritti e chiede alla Juve la presenza di un paio di giocatori tanto per avere un po’ di appeal per i partecipanti, deve fare tutto allo Stadium e non a Canicattì (pranzo, festa, evento, ecc). E questo comporta dei costi più alti, e non solo per via del viaggio da intraprendere. In alcuni casi, conseguentemente, l’evento salta per ovvi motivi di costo e per mancanza fisiologica di partecipanti. Infatti ci sono molti presidenti di club di tifosi imbufaliti... Morale della favola è che l’aumento del fatturato della Juventus degli ultimi anni, tra i tanti elementi, vede anche la sempre maggiore spremitura del solito tifoso bianconero in generale. L’Atlas di cui si parlava nel vol. 1 di questa lunga analisi. Quello che lavora tutta la settimana, molto spesso senza necessariamente guadagnare cifre esorbitanti, e che per pura passione con enormi sacrifici sostiene economicamente una bella fetta di tutto il baraccone sport italiano nel complesso.
Un altro elemento è stata la costante presenza del club in Champions League, torneo che porta sempre molti introiti ad ogni partita e ad ogni passaggio del turno. Partecipazione scontata ma strameritata sul campo, va ricordato.
Ovviamente vanno messi nel conto anche i diritti tv con annessi e connessi.
Inoltre, per essere equi nelle valutazioni che stiamo facendo, bisogna dare atto ad Agnelli di aver lavorato su tutti i molti fronti. Moltissimi fronti. Ricordiamo ai lettori che c’era uno stadio da costruire, inaugurare, poi gestire e far fruttare, da tutti i punti di vista (calcio, servizi, pubblicità, naming rights, visite guidate, ecc). E’ stato poi realizzato il museo del club, e il J-Medical, sempre in loco. Poi si è contemporaneamente anche partiti col progetto Continassa, non ancora del tutto concluso, che ha visto una nuova bellissima sede sociale con recupero totale di un immobile di valore storico culturale, nuovo centro allenamenti, J-Hotel e anche alcuni J-Store sparsi sullo stivale e sul web. La società Juventus con Agnelli ha dunque aperto dei nuovi filoni imprenditoriali su cui lavorare in futuro (alcuni di questi ad oggi sono ancora solo partecipazioni con gestione di gruppi del settore).
Insomma, non si può certo dire che in Juventus qualcuno abbia battuto la fiacca.
Veniamo ora ai lati meno positivi. Riguardo al marketing è stato lanciato il nuovo logo, molto facile da riprodurre su qualunque tipologia di prodotto (anche dai falsari però!), ma che molti nostalgici e tradizionalisti trovano freddo, mediamente brutto, e privo di personalità. Il tifoso si sa, è fieramente battagliero, e vuole un logo che rappresenti l’identità e la storia del proprio club, non un segno che ricorda l’insegna di un ristorante giapponese. Vuole riconoscersi nel suo credo calcistico, non gli frega nulla se una bambina di Shangai potrebbe, forse, molto forse, comprare un prodotto griffato Juventus. E non solo perché ci sono discrete probabilità che lo comprerebbe falso.
Alla Continassa hanno confuso l’idea che sta dietro un logo, e l’idea che sta dietro uno stemma. Gli sponsor tecnici hanno il logo, le squadre hanno lo stemma. Moderno quanto si vuole, ma stemma, non ideogramma stilizzato.
Questa scelta è stata accompagnata anche dall’idea di blindare e registrare come marchio la lettera J affiancata ad una serie praticamente infinita di parole (Hotel, Bar, Cafè, Restaurant, Planet, Radio, Tv, Medical, Media, Center, World, ecc, ecc). La lista è talmente lunga da essere ridicola, perché a quanto pare comprende anche termini molto distanti da reali eventuali potenzialità imprenditoriali future. Anche qui forse si è esagerato. Qualcuno ricorderà che ad un certo punto in questi anni si era parlato anche di ipotetiche catene di Bar e ristoranti griffati Juventus, distribuiti in giro per il mondo. Di tutto questo non si è saputo più niente. E comunque non è detto che sarebbe stata un’idea riuscita, vista la concorrenza e il dna “partigiano” insito nell’iniziativa stessa.
Tuttavia bisogna ammettere che il nuovo logo è stato sicuramente un coraggioso cambio totale di mentalità, volto a poter ingolosire a 360°, in ogni parte del globo, anche una eventuale clientela non necessariamente legata alla passione del calcio, o comunque alla Juventus tout court, ma di “estrazione” più variegata, più multiculturale, e più transnazionale.
Non sembra aver funzionato granché.    
I prodotti proposti poi, pur avendo portato dei risultati se non altro nel pre-covid, non hanno soddisfatto le aspettative. A questo si è aggiunto il fatto che con il cambio dello sponsor tecnico (Nike -> Adidas), si sono viste per tre anni di fila delle prime maglie raccapriccianti.  
L’arrivo di Ronaldo in particolare, evidentemente portato a termine proprio per muovere verso l’alto anche tutto il comparto marketing e sponsor, è stato uno dei pochi motivi per cui inizialmente si erano ottenuti dei buoni risultati. A fronte di questi però, bisogna affiancare il fatto che la tifoseria storica è risultata molto più pallida, e nel complesso meno disposta a spendere proprio per queste ragioni. Ora, la Juve è la Juve e dei prodotti ufficiali li vende e li venderà sempre, ci mancherebbe altro ma, tanto per capirci, non a caso dal prossimo anno si ritornerà ad una maglia bianconera più classica (niente Udinese anni 80 all’inverso, niente Palio di Siena, niente pigiamone a strisce). Se ci sarà ancora CR7, finalmente potrà indossare una vera maglia della Juve (fatto salvo l’antipasto di questo finale di campionato).
Parliamoci chiaro, che il marketing si faccia anche molto coi campioni è assolutamente vero. Sono i campioni a solleticare le fantasie dei tifosi, sono loro che fanno vendere, le maglie in particolare. Agnelli dunque non l’ha pensata male, anzi, Però acquisire un campionissimo come CR7 comporta delle responsabilità su cosa si sta facendo nel complesso. Le scorciatoie funzionano solo per un po’, ossia fino a quando c’è l’entusiasmo e la novità, poi servono i gradi traguardi e un certo approccio mentale allo sport. Altrimenti la soglia di crescita raggiunto un certo livello si ferma. In buona sostanza servono trofei internazionali e un gioco propositivo, affascinante e riconoscibile, soprattutto all’occhio del non tifoso Juventino semplice osservatore appassionato di calcio, o tifoso di altro club disposto a fare uno strappo alla regola (all’estero è possibile, in Italia no). Inoltre, laddove questi due elementi per motivi di contingenza storica manchino per qualche anno (può capitare evidentemente), serve molto saper vendere la propria storia, la propria tradizione, la propria immagine in generale. Servono idee e iniziative promozionali innovative. Tutte cose queste, che al marketing Juve in generale mancano, praticamente da sempre.
Va detto che si tratta anche di una lacuna filosofica insita proprio in seno alla famiglia Agnelli in generale, sempre molto pragmatica e concentrata sulle cose concrete, e poco incline a generare simpatie. Non a caso ancora in tanti hanno nostalgia di Gianni Agnelli, perché ne era l’unico membro che in oltre cento anni di storia d’impresa, nonostante gli innumerevoli difetti e pasticci combinati in prima persona, ha saputo “vendere” bene il suo fascino e il suo charme altolocato in tutto il mondo.
Caso però del tutto isolato. Infatti il resto della famiglia risulta mediamente più distaccato dalle cose “terrene” che occupano e preoccupano le persone comuni. Il calcio però non è solo un pallone che entra o non entra in una porta. Il calcio è anche passione, sorpresa, fantasia, sogno, colore, evento, immaginazione, gioia, delusione, e tanto altro ancora. Accompagna la storia personale delle persone che lo guardano. E’ anche immagine, molto molto sfaccettata, di tanti tanti aspetti, emotivi e non, e riuscire a far fruttare economicamente ognuna di queste sfaccettature non solo è difficilissimo, ma è doppiamente più difficile per qualunque membro della famiglia Agnelli/Elkann in generale, storicamente abituata più ai freddi calcoli (non solo nel senso economico del termine).
Andrea Agnelli ha dunque delle attenuanti “costituzionali” riguardo alla gestione di questo filone. Non avendo forse la mente giusta e la sensibilità giusta, ossia le “phisique du ròle” per portare avanti il progetto in modo più tradizionale, ha cercato un modo veloce, moderno ed efficiente per ottenere dei grandi risultati economici, non curandosi particolarmente di aspetti che probabilmente dal canto suo ha considerato secondari.
Del resto, il fatto stesso che l’efficienza mediatica riguardo all’onorabilità del club è pari a zero, la dice lunga sull’idea che anche solo un appassionato di sport all’estero può avere sul club e sulla sua storia. Non per voler riaprire a tutti i costi il discorso fatto nella premessa, ma quando un tifoso straniero apre un giornale sportivo o un sito italiano e legge dei nostri supposti, ipotetici e fantasiosi “ladrocini”, non avendo per motivi di distanza contezza di fatti reali e di persone, potrebbe decidere per esempio di non aggiungere alla sua collezione di maglie di grandi club quella della Juve. Tanto per dirne una a casaccio. All’estero ancora in tanti “calciofili” credono che la Juve nel 2006 è andata in serie B perché comprava gli arbitri, anche se questo non è mai stato provato, non è mai avvenuto, era praticamente e fisicamente impossibile, e ci sono anche molte prove del contrario di quelle accuse. Cosa può mai saperne un olandese o un danese dei pasticci legulei italioti? Sa solo che la Juve è andata in B per illeciti sportivi vari, gli è arrivato solo quel messaggio, e lo ha ingoiato. E’ normale. Non ha ricevuto imput in senso contrario nemmeno dal club stesso, quindi figuriamoci.
Andrea Agnelli dunque, metaforicamente parlando, si è mostrato particolarmente coraggioso nel volere accelerare e mettere la quinta per raggiungere velocemente un nuovo status economico per il club, ma lo ha fatto finendo fuoristrada, perché si è concentrato solo su alcuni aspetti; tralasciando o escludendo tutti gli altri, che erano molto più importanti per dare manovrabilità, sicurezza e stabilità al carrozzone. Invece di valorizzare la squadra, la storia, la tradizione, l’onorabilità, l’immagine, ecc ha messo tutto in un cassetto, creando una situazione nuova, molto difficile da gestire in futuro, anche in caso di eventuali clamorose retromarce. 
Un altro aspetto su cui ha lavorato Agnelli è l’appetibilità del calcio in generale, sia Italiano che Europeo. Per ciò che riguarda il primo, non tanto per sue colpe, la situazione è drammatica. In Italia si gioca un calcio vecchio, le infrastrutture fanno pietà, molti presidenti ci stanno dentro per poter trafficare col denaro che gira in nero sottobanco, e il sistema nel suo complesso, diviso in mille parrocchiette di tifo e di convenienze e connivenze di vario genere, non è assolutamente in grado di fare “sistema”, per l’appunto. E’ un tutti contro tutti e tutti contro la Juve. Decisioni arbitrarie, sia di gestione che di giustizia sportiva, figli e figliastri, pasticci su qualunque aspetto legato a questo mondo e non solo. Dal governo (qualunque colore esso sia), al ministro dello sport, al CONI, alla Federazione e a tutti i suoi organi, alla Lega, ai singoli club, è un totale kaos. Il fascino del campionato italiano è minore di tutti gli altri grandi campionati, e la situazione, se la strada resta questa, peggiorerà ancora.
Negli altri paesi si continua a costruire e a guardare al futuro, mentre in Italia si continua a bere la stessa acqua putrida di palude di sempre, e il distacco nonostante il covid nel tempo aumenterà. Visto che i diritti tv sono tra le principali voci di introito del fatturato di qualunque club, c’è poco da stare sereni. Agnelli ci ha provato a dialogare, ma non può farci molto se quasi nessuno ha un atteggiamento costruttivo.
A queste condizioni si è arrivati sostanzialmente ad una sorta di livello di saturazione che è quasi impossibile scavallare senza cambiamenti epocali di sistema. E comunque ricordiamoci che in qualunque sistema economico il mercato a disposizione non è infinito, così come l’aumento del fatturato di una azienda. Prima o poi, per quanto si sia bravi e veloci a correre, si arriva sempre ad uno stop o ad una stagnazione. E a quel punto generalmente nasce una crisi.
Resta però, per noi tifosi, in sospeso qualche grande quesito. Perché il gruppo Exor capeggiato da Elkann, che vede al suo interno anche grandi testate giornalistiche, non oppone almeno resistenza a questo stato di cose? Perché addirittura, il marchio Fiat è sponsor della nazionale da tempo immemore? Che senso ha affiancare il grosso nome di uno dei rami aziendali del gruppo di famiglia alla Federazione, e così finanziare un baraccone sgangherato come quello del calcio nostrano?  Misteri del teatro dell’assurdo.
Per ciò che riguarda invece il calcio Europeo, Agnelli ha portato a casa la poltrona di Presidente dell’ECA (esperienza terminata di recente). Carica di prestigio, senza dubbio, ma che promuovendo discutibili cambiamenti epocali riguardo ai tornei continentali, che vedrebbero la UEFA un po’ in secondo piano, o morta addirittura, gradualmente è diventata anche un po’ un boomerang. Partecipare a tornei UEFA quando si è invisi alla UEFA non è propriamente sano. Del resto anche l’UEFA, anche se molto meno del baraccone italiano, negli scorsi anni ha visto diverse falle nel proprio sistema, in particolare sul fair play finanziario dove si sono fatti figli e figliastri. Le squadre italiane indebitate non hanno certo ricevuto lo stesso trattamento di squadre come PSG, City, Barca, Real, ecc. Insomma, anche in questo ambito internazionale Agnelli ha lavorato molto ma non ha portato a casa granché. Basti vedere gli arbitraggi subiti dalla Juve in Europa negli ultimi anni. Con il maldestro missile della Superlega poi tutto è degenerato, e la Juve rischia di pagarne le conseguenze non appena si affaccerà nuovamente ad un torneo europeo. A latere però va detto che l'UEFA, e Ceferin in particolare, non solo continuano a non vedere i problemi reali che ci sono nel sistema, ma nel difendere il malloppone che gestiscono, di cui redistribuiscono solo le briciole, stanno continuando ad usare termini e modi di una arroganza imbarazzante, con argomentazioni inesistenti. Costoro sarebbero da cacciare tutti a pedate nel deretano.   
Riassumendo, saldo alla mano, la parte economica della gestione Agnelli almeno fino al pre-covid è stata positiva, anche se con alcune grosse problematiche irrisolte, perché l’aumento del fatturato è stato costante anno dopo anno. Dal covid in poi si è creato un burrone che sarà difficile da riempire senza grossi sacrifici o interventi dall’alto. Oltre al covid però, va ribadito ancora una volta, che pure il calciomercato parecchio pasticciato degli ultimi tre anni almeno, ha generato una situazione finanziariamente molto preoccupante. Ci sarà da lavorare parecchio, tra cessioni e plusvalenze. Vedremo presto cosa accadrà e come alla Continassa decideranno di procedere per aggiustare un po' la situazione. 
 
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#40 paola

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    Kapa

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Inviato 25 giugno 2021 - 06:53

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 6

 

AgnelliElkann.jpg

 

Di Crazeology



“I guess we always,
guess we always knew,
that it would be stormy weather”

“Forse abbiamo sempre,
forse abbiamo sempre saputo,
che sarebbe stata una tempesta”


- This is how (We want to get high) - George Michael - 2019


- LA SITUAZIONE FINANZIARIA -

È bene ricordare che all’ingresso di Agnelli in Juventus, Exor fece una ricapitalizzazione di 100 milioni per permettergli di avere la liquidità necessaria per cominciare daccapo. Ricordiamo anche che la Juventus ha emesso un bond di alcune centinaia di milioni negli anni scorsi, per finanziarsi ancora meglio, e che quei soldi andranno restituiti. Vero è che il covid, fenomeno epocale, pseudo-naturale, del tutto imprevedibile, ha bombardato l’economia di tutto il mondo. Questo evento tristissimo, paragonabile ad una sorta di terza guerra mondiale, ha messo economicamente in ginocchio tutto lo sport mondiale, e per molto tempo sarà difficile tornare ai livelli economici pre-covid. Tra le altre cose, non dimentichiamoci che nonostante i vaccini in atto, di cui ormai si parla in qualunque sede (istituzioni, media, giornali, tv, web, ecc, ecc), e la breve durata degli annessi anticorpi (6 mesi circa), possiamo dire che la bufera è ancora in corso, pur con le migliorie già in atto. Ad oggi le prospettive non sono buone per nessuno, in quanto moltissimi club sono indebitati oltre le loro reali forze di solvibilità.
C’è il serio rischio che nel giro di un anno o due la situazione possa degenerare. Detto questo, nonostante la proprietà della Juventus sia un colosso finanziario potentissimo, e nonostante i media già siano proiettati al racconto di nuove incredibili e costose operazioni di mercato, la Juventus attualmente vede un rosso di bilancio di alcune centinaia di milioni. Non ci sarà da sorprendersi nel caso in cui, per esempio, le prossime operazioni di mercato possano essere volte a cessioni importanti e plusvalenze strategiche al fine di arginare la difficilissima situazione finanziaria. Potenzialmente ci si può aspettare un po’ di tutto, anche riguardo a eventuali cambi dirigenziali o interventi a piedi uniti della casa madre. Più di qualcosa in fondo è già avvenuto. Si sta cercando di tenere botta per ripartire.
Va doverosamente ricordato però che il pesante passivo è da leggersi anche con un contro bilanciamento immobiliare importante. Il passivo della Juventus non è paragonabile a quello di altri club che di fatto hanno come garanzia solo eventuali campioni. La Juventus mette a bilancio anche i suoi immobili, e questo conta parecchio.
Presto si capirà se basteranno plusvalenze e idee calcistiche nuove e promettenti, o se servirà qualcosa di più. Per adesso già si è visto qualche cambiamento per due/quasi tre delle figure di riferimento. Per il resto vedremo.
In questo ambito c’è tanto tanto tanto da rivedere.

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 1
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 2
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 3
Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 4

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 5

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=6312



#41 CRAZEOLOGY

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Inviato 25 giugno 2021 - 10:30

Nel pezzo qui sopra sulla finanza non l'ho scritto. Ma io da tempo l'ho scomposta analiticamente così.

Ora come ora hanno 2/3 possibilità. 

 

1- Ridimensionamento totale a abbattimento dei costi in attesa di tempi migliori. Via soprattutto quelli che valgono di più e che hanno più mercato e dentro giovani.

Ergo, per fare le cose che abbiano un senso, via CR7, Sciesni, Chiesa, e qualche altro Giù gli ingaggi, risparmio e dentro soldi freschi.  

 

2- Toppa tappa buchi momentanea. Tipo via solo qualcuno tanto per fare un minimo di cassa per le spese correnti. Qualche buona plusvalenza qua e là. E dentro solo giovani che costano prezzi degni (quindi non 40 per Locatelli, per capirci).

 

3- Fare all-in e puntare nuovamente un botto di sorrrdi per evitare di de-costruire ciò che già c'è. 

 

----------------------------------------------------------

 

Difficilmente possono trovare un'altra via, che magari sita in mezzo alle altre 3. Non penso che ci siano le competenze e l'l'intuito necessari dentro al club. 

Da come stiamo vedendo i primi movimenti, (Allegri, Locatelli, voci sui 300/400 miGlioni, ecc): Penso possa essere la 3 quella che hanno scelto.

E su come possono essere arrivati a questa scelta, ci si potrebbe scrivere un articolo.... Quando l'estate sarà finita e magari sarà così.  

Chissà. 



#42 aguidot

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Inviato 25 giugno 2021 - 10:38

Nel pezzo qui sopra sulla finanza non l'ho scritto. Ma io da tempo l'ho scomposta analiticamente così.

Ora come ora hanno 2/3 possibilità. 

 

1- Ridimensionamento totale a abbattimento dei costi in attesa di tempi migliori. Via soprattutto quelli che valgono di più e che hanno più mercato e dentro giovani.

Ergo, per fare le cose che abbiano un senso, via CR7, Sciesni, Chiesa, e qualche altro Giù gli ingaggi, risparmio e dentro soldi freschi.  

 

2- Toppa tappa buchi momentanea. Tipo via solo qualcuno tanto per fare un minimo di cassa per le spese correnti. Qualche buona plusvalenza qua e là. E dentro solo giovani che costano prezzi degni (quindi non 40 per Locatelli, per capirci).

 

3- Fare all-in e puntare nuovamente un botto di sorrrdi per evitare di de-costruire ciò che già c'è. 

 

----------------------------------------------------------

 

Difficilmente possono trovare un'altra via, che magari sita in mezzo alle altre 3. Non penso che ci siano le competenze e l'l'intuito necessari dentro al club. 

Da come stiamo vedendo i primi movimenti, (Allegri, Locatelli, voci sui 300/400 miGlioni, ecc): Penso possa essere la 3 quella che hanno scelto.

E su come possono essere arrivati a questa scelta, ci si potrebbe scrivere un articolo.... Quando l'estate sarà finita e magari sarà così.  

Chissà. 

Direi che abbiano senso solo la 1 e la 3, per come stanno le cose.

E la 1 è molto difficile da realizzare, visto il contesto economico mondiale: vendi a chi, oggi? Solo gli sceicchi...

Per cui resta percorribile la 3, ammesso di avere alle spalle una proprietà che ne abbia la possibilità (e ce l'hai) e la voglia (qui può sorgere il dubbio, ma la superlega e i possibili ricavi derivanti potrebbe fargliela venire).

 

Mi rimane la curiosità di sapere quale sia la motivazione dietro la scelta della 3 (eventuale) secondo te.  ;P



#43 CRAZEOLOGY

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Inviato 25 giugno 2021 - 13:17

Direi che abbiano senso solo la 1 e la 3, per come stanno le cose.

E la 1 è molto difficile da realizzare, visto il contesto economico mondiale: vendi a chi, oggi? Solo gli sceicchi...

Per cui resta percorribile la 3, ammesso di avere alle spalle una proprietà che ne abbia la possibilità (e ce l'hai) e la voglia (qui può sorgere il dubbio, ma la superlega e i possibili ricavi derivanti potrebbe fargliela venire).

 

Mi rimane la curiosità di sapere quale sia la motivazione dietro la scelta della 3 (eventuale) secondo te.  ;P

 

Sicuramente la 1 non è facile. Anche se secondo me alcuni pezzi pregiati, se nell'ambiente si viene a sapere che sono in vendita, qualcuno si presenta. Poi certo, bisognerebbe vedere le cifre ecc. Bisogna anche dire che gli sceicchi hanno i soldi, ma sono anche già strapieni di giocatori. Basta pensare a Icardi in panca solo perché in campo ci sono Mbappè, Neymar, ecc. Caso simile il City. Forse però nella Premier qualcuno disposto a purgarsi e cacciare grana potenzialmente può esserci, forse. Boh...  

Ma sono sostanzialmente d'accordo con te. Come ho scritto nel volume sul calcio mercato, noi siamo bravi ad acquistare a tanto e a vendere a poco. 

Quindi è meglio tenersi quello che abbiamo. 

 

Riguardo alla 3, le motivazioni che ho in testa sono ancora solo una bozza, quello che succederà da qui alla fine del calciomercato potrebbe aiutare a capirci qualcosa di più. 

In fondo noi osserviamo, apprezziamo, critichiamo, ci incazziamo, bestemmiamo, ma sempre da fuori. 

Da dentro forse le cose viste da noi hanno un'altra prospettiva. 

E c'è l'Europeo, che credo abbia la sua importanza sulla valutazione dei giocatori nostri e quelli altrui. 

E c'è il caso CR7, che in base a cosa deciderà, sposta molto l'asse delle possibilità.

Ci servono altri dati e fatti per capire. 



#44 gildo75

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Inviato 29 giugno 2021 - 07:44

Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 7

Agnelli4.jpg

 

di Crazeology

“Where the present meets the past
It’s hard to be more than we’ve seen”

 

"Là dove il presente incontra il passato,

 È difficile essere più di quello che abbiamo visto”

 

 - This is how (We want to get high) - George Michael - 2019 -

 

- CONCLUSIONI -

 

In queste settimane, anche in relazione alla questione Superlega, spesso si è parlato delle ipotetiche dimissioni del Presidente. Per chi come me, da Andrea Agnelli, fin dall’inizio del decennio prima di tutto si aspettava la ricostruzione dell’albo d’oro e dell’onorabilità del club riguardo al 2006 e non solo, la delusione è enorme. Da buon estremista infatti ho sempre considerato le sue dimissioni l’unica via per mettere nuovamente in discussione ciò che accadde quella sporca estate. E forse ora è troppo tardi anche per quello.

 

Il tema dimissioni per me infatti è un tema vecchio ormai. L’attualità mi tocca fino ad un certo punto. Egli, con le sue interpretazioni farlocche, ha fatto addirittura da tappo alla reale sollevazione del problema. Ha sviato l’attenzione del tifosotto sempliciotto da bar su altre questioni ed altri obbiettivi. A corredo di ciò, bisogna anche entrare nella dimensione mentale per cui tutte le volte che nei prossimi anni, decenni, secoli, o che ne so,  potenzialmente gli interessi del gruppo che detiene il pacchetto di maggioranza azionaria del club, saranno molto opposti a quelli della Juventus stessa, potrebbero verificarsi degli scossoni così forti da incrinare la storia del club, sportiva e non. Ciò non vuol dire che sia facile che si ripeta il 2006 (speriamo che la lezione sia bastata ai signorotti viziatelli e snob della Torino bene), ma che magari vengano prese decisioni che possano essere deleterie per il club, è decisamente possibile.

 

Per ciò che riguarda la giustizia sportiva, la Juve continuerà a subire qualunque tipo di angheria, senza che nessuno a Torino batta ciglio. Idem vale per le bugie quotidiane che ci vengono buttate addosso condite con gli immancabili insulti di stagione.

 

Detto ciò tiriamo le somme in sintesi, al fine di provare a trarre delle possibili prospettive sul futuro.

Per ciò che riguarda la parte sportiva, è stata grandissima e forse irripetibile la striscia vincente che ci ha visti sollevare trofei per 10 anni. Ma per ciò che riguarda l’Europa la situazione non sembra essere affatto rosea, non solo per le vicende contingenti delle ultime settimane, non solo per la qualità della rosa, ma anche e soprattutto per una “costituzionale” mancanza di mentalità. Mentalità che manca sia alla proprietà, sia al club e ai suoi dirigenti, sia allo staff e ai giocatori (escluso CR7). E forse, senza offesa per nessuno, anche alla maggior parte dei tifosi. Il ciclo è finito, ora bisogna cominciarne un altro il più velocemente possibile. E’ arrivato il tempo di fare l’inventario insomma.

 

Per ciò che riguarda la parte economica, anche qui le prospettive non sono buone, come già detto. L’idea della Superlega era sicuramente un modo per cambiare passo, ma è stata gestita malissimo da tutti punti di vista, e non era neanche molto democratica come invece lo sport dovrebbe essere. Ad oggi siamo arrivati ad uno stop di crescita economica. Quanto meno temporaneamente. Vedremo se si riuscirà a ripartire, come, quando e quanto. La parte finanziaria ad oggi è quella che spaventa di più, perché per forza di cose condiziona anche tutto il resto, il mercato soprattutto. Se ci saranno grosse cessioni il nuovo ciclo sportivo potrebbe ripartire molto più lentamente. 

 

In buona sostanza il decennio e il periodo di Agnelli è finito, va considerato concluso. Quanto meno come primo decennio. Se egli continuerà a sedere sulla poltrona del Presidente, come sembra, si dovrà ugualmente cominciare a contare cronologicamente, e di conseguenza valutare, un nuovo periodo. Gli va dato atto con la dovuta onestà intellettuale di tante cose buone e di tante cose pessime. Tanti risultati ottenuti, contro tutto e tutti, tanti risultati neanche cercati e voluti, nonché pasticci di ogni genere.

La scelta riguardo a quale dei due piatti della bilancia pesa di più, la lasciamo ad ogni lettore, perché questa è il frutto dell’albero della filosofia che ogni persona si porta dentro. Ognuno ha le sue idee, le sue priorità, le sue certezze, le sue paure, le sue ambizioni, le sue delusioni, i suoi gusti, le sue necessità, ecc, e in base a queste valuta se il percorso di Agnelli alla Juve è finito oppure no, e se le cose negative superano quelle positive oppure il contrario.

 

Uso però questo spazio web concessomi gentilmente, e approfitto ancora della pazienza del lettore nel leggere questo lungo papello rateizzato, per confessare in pubblico una mia sensazione, che sta a cavallo tra la paura e la tristezza, tra la sconfitta morale/spirituale e la rabbia, tra la rassegnazione e la stanchezza.

Riporto quanto scritto in citazione all’inizio di questa pagina web.     

"Là dove il presente incontra il passato, è difficile essere più di quello che abbiamo visto”

Faccio mia questa frase per un attimo, perché non appena l’ho sentita in quella canzone pubblicata postuma dell’artista inglese citato, mi ha procurato una sensazione di profonda tristezza. Avendo egli avuto una vita molto problematica, emotivamente tormentata, negli ultimi decenni pre mortem, autodistruttività e tentativo di suicidio compresi nel prezzo, l’ho letta come una sorta di disperata confessione semi-suicida. Una sorta di punto di arrivo finale, una totale mancanza di stimoli alla vita (ovviamente letta anche nel contesto del resto del testo del brano, che paradossalmente in alcuni tratti sembra avere un tono quasi ottimistico). Esiste un massimo che si può ottenere in ogni cosa, e quando lo hai raggiunto di meglio non puoi fare. Se ti va bene puoi ripeterti, e non è nemmeno detto che ci si riesca e che sia facile ottenere questo risultato. Ma di più non puoi più fare. Ho letto quelle parole concettualmente in questa prospettiva. E così questo concetto limitante ha cominciato a girarmi nella testa, come una possibilità che potenzialmente si può concretizzare all’improvviso nella vita di chiunque e in qualunque situazione. E nel pensare al significato di un’idea così triste, ma anche così reale, mi è venuta in mente anche la Juventus con tutti i suoi successi e i suoi limiti di questi anni. E allora nel provare a tracciare delle prospettive, ho capito quanto i limiti, sia storico culturali, sia di conteso, sia di struttura e filosofia societaria, siano la zavorra che renderà molto difficile ottenere di più di quello che si è visto finora. Non vuol essere questo un modo per demoralizzare nessuno, si tratta solo di un pensiero come un altro, che nulla toglie alla possibilità di un nuovo ciclo vincente, che anche se fosse solo della metà confrontato al precedente, sarebbe ugualmente un grande risultato. Ma è giusto rimanere coi piedi per terra. Parliamoci chiaro, sarà molto difficile vincere altri 15 scudetti di fila e magari 4 UCL per migliorare sensibilmente quanto abbiamo visto negli ultimi 10 anni. E sarà anche difficile, forse impossibile (volutamente impossibile), riottenere i due scudetti rubati e la colpevolizzazione e punizione doverosa dei veri colpevoli di quanto accadde nel 2006. E questa consapevolezza, chiedo venia, mi rattrista parecchio.

 

Raggiunto l’apice, il proprio specifico apice, è molto difficile salire ancora, ed è molto più facile peggiorare. Tutto qui. Dal canto mio, non avendo nessun potere per disporre diversamente i futuri avvenimenti, lascio che il destino, qualunque esso sia, si compia.

 

Forse tutti noi però, come innamorati della Juventus, invece di demoralizzarci per le prospettive di miglioramento molto difficili da ottenere, dovremmo provare a guardare il tutto cambiando prospettiva. Dovremmo volere in noi stessi prima, e nella Juve poi, un cambio di mentalità totale, e non dovremmo legare sempre tutto ai soli risultati e ai soliti schemi mentali a cui siamo abituati. Se è pur vero che non si possono allargare le stanze di una casa, forse si può almeno dare il bianco e si possono spostare i mobili per creare nuovi colori e nuovi spazi. Anche se sempre in bianco e nero. Ho come la sensazione che lì stia tutto il succo della sfida che ogni tifoso deve ancora affrontare, e non tanto nei singoli risultati del momento. Una nuova definizione di chi siamo e di cosa vogliamo davvero. Questo deve essere il motivo per essere e restare vivi. 

Vivi e Juventini. 

 

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Lo stop del J-Project di Agnelli - vol. 6

 

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#45 Antipatico

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Inviato 29 giugno 2021 - 09:54

 

Forse tutti noi però, come innamorati della Juventus, invece di demoralizzarci per le prospettive di miglioramento molto difficili da ottenere, dovremmo provare a guardare il tutto cambiando prospettiva. Dovremmo volere in noi stessi prima, e nella Juve poi, un cambio di mentalità totale, e non dovremmo legare sempre tutto ai soli risultati e ai soliti schemi mentali a cui siamo abituati. Se è pur vero che non si possono allargare le stanze di una casa, forse si può almeno dare il bianco e si possono spostare i mobili per creare nuovi colori e nuovi spazi. Anche se sempre in bianco e nero. Ho come la sensazione che lì stia tutto il succo della sfida che ogni tifoso deve ancora affrontare, e non tanto nei singoli risultati del momento. Una nuova definizione di chi siamo e di cosa vogliamo davvero. Questo deve essere il motivo per essere e restare vivi. 

Vivi e Juventini. 

clap:  Belle - e assolutamente condivisibili - le tue considerazioni conclusive. Trovo tuttavia difficile cambiare prospettive, soprattutto per il tifoso, che inevitabilmente tende sempre a voler rivivere e riassaporare le stesse emozioni che ha provato da bambino. E queste sono legate ai risultati, alle vittorie, più che alle sconfitte, che generano sofferenza. Anche se - o soprattutto se - condite dal bel gioco e da tanti bei campioni. Ecco perché il tifoso juventino (parlo anche per me) tenderà sempre a preferire il campionato ad una Coppa, il corto muso al gioco all'olandese: perché storicamente minori sono le possibilità di provare una cocente delusione.

 

Il cambio di mentalità, o di prospettiva, dovrebbe così partire dall'alto, dalla Società. Il progetto Superlega - così come l'acquisto di CR7 - sembrava potesse andare in questa direzione, ma è percepibile il fatto che la vera, unica motivazione è stata quella puramente economica. Dal punto di vista sportivo, nulla è cambiato: la Coppa, l'Europa, non sono ancora obiettivi realmente sentiti, inseguiti. 

 

Le mancate dimissioni di AA, l'aver rigettato prima Sarri e poi Pirlo, il ritorno trionfale di Allegri, la riconferma di tante vecchie bandiere, stanno a dimostrare che il nostro presente, ancora una volta, si concreta in un eterno ritorno al passato. Qui - tra orizzonti volutamente autolimitati - tutti riscoprono nuovamente antiche certezze: chi ce lo fa fare, di cambiare?






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