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Bisogna Saper Perdere - Di S. Bianchi

interisti perdenti

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16 risposte a questa discussione

#1 gildo75

gildo75

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Inviato 13 dicembre 2019 - 16:23

Bisogna saper perdere
InvernizziLoBello.jpg

 

di S. Bianchi
Nel 1967, Posner, Charlton, Shepstone e “Shel” Shapiro, insomma, i “Rokes” cantavano “Bisogna saper perdere”. Anche se probabilmente non è vero, la loro canzone può essere stata ispirata dalle vicende interiste, alla scarsa propensione dei nerazzurri a perdere senza protestare, accampare scuse o accusare qualcuno.

Non vale la pena ricordare le annose proteste morattiane (e l’attività spionistica) che portarono a Farsopoli, ma ben prima dell’avvento dei Rokes ci fu un fatto clamoroso nel campionato 1960/61. Mancano sette gare alla fine del campionato e il 16 aprile un’Inter staccata in classifica arriva a Torino: bene o male si tratta del Derby d’Italia e il Comunale è strapieno, così pieno che gli spettatori si siedono fino ai margini del campo di gioco. L’eccesso di pubblico è stato determinato dal cedimento dei cancelli sotto la spinta di diecimila tifosi senza biglietto, che riempiono all’inverosimile le tribune e infine trovano posto ai bordi del campo. La partita incomincia, nonostante tutto e continua regolarmente, almeno finché l’arbitro Gambarotta, al 31°, non si sa perché, decide di interrompere la gara. Come ebbe a dire lealmente, in tempi successivi Guarneri, lo stopper interista di allora, non c’era stata alcuna percezione di pericolo provenente da quel pubblico festoso assiepato ai margini del campo di gioco. La Federazione però dà partita persa alla Juventus, che ricorre alla CAF: vista l’estrema atipicità dell’invasione di campo e la valenza festosa della stessa, la Commissione decide di far rigiocare la gara. Essendo ormai lo Scudetto comunque in mano ai bianconeri, Moratti padre prende la decisione di far disputare la gara alla squadra De Martino, la Primavera di allora, che il 10 giugno, torna a Milano con il povero Annibale, il portiere, con un grande mal di schiena dovuto al fatto di aver raccolto dal sacco ben nove palloni.

Se quanto detto finora è di dominio pubblico... e forse noto anche ai Rokes di allora, molte meno persone sono informate di un’altra manifestazione di sportività da parte della seconda squadra di Milano. Il Campionato è quello precedente, stagione 1959/60, stesso campo, medesime squadre, e come il solito, la Juventus in classifica è davanti all’Inter, stavolta di un solo punto. In quella domenica 13 dicembre 1959 si disputa l’undicesima di andata, e la squadra di Parola è quasi in formazione tipo, con Lojodice a sostituire l’indisponibile Nicolè, cosicché i nostri in campo sono: Mattrel, Castano, Benito Sarti; Emoli, Cervato, Colombo; Lojodice, Boniperti, Charles, Sivori e Stacchini. L’arbitro, non certamente amico dei nostri colori, come ha dimostrato e dimostrerà spesso e volentieri, è Concetto Lo Bello. La gara è combattuta, ma Lo Bello la gestisce come sempre, col suo modo di fare estremamente autoritario. Al ventottesimo John Charles rompe gli equilibri segnando la rete dell’uno a zero. La partita si fa ancora più nervosa e a una decina di minuti dal termine, un folto gruppo di nerazzurri contesta una decisione dell’arbitro, attorniandolo minacciosamente. I più agitati e protestatari sono Angelillo, Invernizzi e Bolchi: gli interisti sono proprio a tu per tu con il “Fischietto di Siracusa”, la vicinanza fisica è veramente eccessiva e sempre più minacciosa. Lo Bello reagisce facendosi largo con le braccia, sennonché la mano che tiene il fischietto arriva in viso a Invernizzi, che stramazza al suolo, con il fischietto stesso che gli ha leggermente lacerato il labbro. Il colpo è evidentemente involontario e in qualche modo causato dall’assembramento eccessivo intorno all’arbitro, ma visto il risultato, la situazione si fa ancora più tesa, tanto che l’arbitro espelle Bolchi: il minuto è l’ottantaduesimo. La partita riprende sempre più nervosa, e all’ottantacinquesimo, in risposta a un’entrataccia di Cardarelli, Sivori si vendica “camminandogli” sulla schiena: espulsione anche per lui. Nel frattempo Invernizzi, che dopo un po’ di manfrina s’è rialzato e ha ripreso a giocare regolarmente, a pochissimo dal termine, quando tutti attendevano il triplice fischio, stramazza nuovamente a terra.

Nel dopo gara, l’Inter presenta riserva scritta, avversa all’omologazione del risultato della gara, terminata appunto uno a zero per la Juventus. La scusa... ehm, volevo dire, la motivazione? Il colpo inferto fortuitamente dal Signor Lo Bello, avrebbe diminuito la capacità agonistica del giocatore Giovanni Invernizzi. Su tutti gli almanacchi, per la gara Juventus – Inter del 13 dicembre 1959, è riportato l’uno a zero determinato dalla rete di John Charles al ventottesimo del primo tempo. Evidentemente anche il Giudice Sportivo sorrise, al maldestro tentativo nerazzurro di ribaltare il risultato sancito dal campo.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5852

 



#2 ClaD

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Inviato 13 dicembre 2019 - 16:30

Roba da Ratti!!!!



#3 Jen84

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Inviato 13 dicembre 2019 - 16:42

Non lo sapevo. Mi facevano schifo prima, ora mi fanno ancora più schifo.

Sono pasati sessanta anni, accattoni erano, accattoni sono.



#4 gildo75

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Inviato 13 dicembre 2019 - 17:10

Loro ce l'hanno nel DNA. Storicamente vergognosi. 

 

E complimenti a Stefano che ci regala sempre dei racconti molto belli.



#5 vivamontero

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Inviato 13 dicembre 2019 - 17:28

Vergognosi.
Sapevo quella della Primavera, ma questa di Invernizzi ha dell'incredibile.
Grande Shove e grazie!!!

#6 tornadojuve

tornadojuve

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Inviato 13 dicembre 2019 - 17:31

Bisogna saper perdere
InvernizziLoBello.jpg

 

di S. Bianchi
Nel 1967, Posner, Charlton, Shepstone e “Shel” Shapiro, insomma, i “Rokes” cantavano “Bisogna saper perdere”. Anche se probabilmente non è vero, la loro canzone può essere stata ispirata dalle vicende interiste, alla scarsa propensione dei nerazzurri a perdere senza protestare, accampare scuse o accusare qualcuno.

Non vale la pena ricordare le annose proteste morattiane (e l’attività spionistica) che portarono a Farsopoli, ma ben prima dell’avvento dei Rokes ci fu un fatto clamoroso nel campionato 1960/61. Mancano sette gare alla fine del campionato e il 16 aprile un’Inter staccata in classifica arriva a Torino: bene o male si tratta del Derby d’Italia e il Comunale è strapieno, così pieno che gli spettatori si siedono fino ai margini del campo di gioco. L’eccesso di pubblico è stato determinato dal cedimento dei cancelli sotto la spinta di diecimila tifosi senza biglietto, che riempiono all’inverosimile le tribune e infine trovano posto ai bordi del campo. La partita incomincia, nonostante tutto e continua regolarmente, almeno finché l’arbitro Gambarotta, al 31°, non si sa perché, decide di interrompere la gara. Come ebbe a dire lealmente, in tempi successivi Guarneri, lo stopper interista di allora, non c’era stata alcuna percezione di pericolo provenente da quel pubblico festoso assiepato ai margini del campo di gioco. La Federazione però dà partita persa alla Juventus, che ricorre alla CAF: vista l’estrema atipicità dell’invasione di campo e la valenza festosa della stessa, la Commissione decide di far rigiocare la gara. Essendo ormai lo Scudetto comunque in mano ai bianconeri, Moratti padre prende la decisione di far disputare la gara alla squadra De Martino, la Primavera di allora, che il 10 giugno, torna a Milano con il povero Annibale, il portiere, con un grande mal di schiena dovuto al fatto di aver raccolto dal sacco ben nove palloni.

Se quanto detto finora è di dominio pubblico... e forse noto anche ai Rokes di allora, molte meno persone sono informate di un’altra manifestazione di sportività da parte della seconda squadra di Milano. Il Campionato è quello precedente, stagione 1959/60, stesso campo, medesime squadre, e come il solito, la Juventus in classifica è davanti all’Inter, stavolta di un solo punto. In quella domenica 13 dicembre 1959 si disputa l’undicesima di andata, e la squadra di Parola è quasi in formazione tipo, con Lojodice a sostituire l’indisponibile Nicolè, cosicché i nostri in campo sono: Mattrel, Castano, Benito Sarti; Emoli, Cervato, Colombo; Lojodice, Boniperti, Charles, Sivori e Stacchini. L’arbitro, non certamente amico dei nostri colori, come ha dimostrato e dimostrerà spesso e volentieri, è Concetto Lo Bello. La gara è combattuta, ma Lo Bello la gestisce come sempre, col suo modo di fare estremamente autoritario. Al ventottesimo John Charles rompe gli equilibri segnando la rete dell’uno a zero. La partita si fa ancora più nervosa e a una decina di minuti dal termine, un folto gruppo di nerazzurri contesta una decisione dell’arbitro, attorniandolo minacciosamente. I più agitati e protestatari sono Angelillo, Invernizzi e Bolchi: gli interisti sono proprio a tu per tu con il “Fischietto di Siracusa”, la vicinanza fisica è veramente eccessiva e sempre più minacciosa. Lo Bello reagisce facendosi largo con le braccia, sennonché la mano che tiene il fischietto arriva in viso a Invernizzi, che stramazza al suolo, con il fischietto stesso che gli ha leggermente lacerato il labbro. Il colpo è evidentemente involontario e in qualche modo causato dall’assembramento eccessivo intorno all’arbitro, ma visto il risultato, la situazione si fa ancora più tesa, tanto che l’arbitro espelle Bolchi: il minuto è l’ottantaduesimo. La partita riprende sempre più nervosa, e all’ottantacinquesimo, in risposta a un’entrataccia di Cardarelli, Sivori si vendica “camminandogli” sulla schiena: espulsione anche per lui. Nel frattempo Invernizzi, che dopo un po’ di manfrina s’è rialzato e ha ripreso a giocare regolarmente, a pochissimo dal termine, quando tutti attendevano il triplice fischio, stramazza nuovamente a terra.

Nel dopo gara, l’Inter presenta riserva scritta, avversa all’omologazione del risultato della gara, terminata appunto uno a zero per la Juventus. La scusa... ehm, volevo dire, la motivazione? Il colpo inferto fortuitamente dal Signor Lo Bello, avrebbe diminuito la capacità agonistica del giocatore Giovanni Invernizzi. Su tutti gli almanacchi, per la gara Juventus – Inter del 13 dicembre 1959, è riportato l’uno a zero determinato dalla rete di John Charles al ventottesimo del primo tempo. Evidentemente anche il Giudice Sportivo sorrise, al maldestro tentativo nerazzurro di ribaltare il risultato sancito dal campo.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5852

 

Il problema S. BIANCHI che ora non solo non sanno perdere i prescritti ma adesso non sanno perdere neppure il napuli ed è nel campionato presente e già sempre a lamentarsi il de ladrendis o de lamentis.. la VAR ci ha fregato.. gli arbitri sono incapaci, ecc. ecc. capito perché odio che venga qui vicino ad eseguire il ritiro questa squadraccia? wall:  wall:  wall:  Poi però licenzia l'allenatore.. se è colpa dell'arbitro cosa centrano i giocatori e l'allenatore? Bo? Ciao

P.S.: Ricorda la finale di coppa italia che avevano perso contro di noi una volta che i grandi sportivoni di napuletani non si sono presentati per ricevere la medaglia d'argento.. questo dice tutto.. forse dovevamo fare anche noi quando il real madrid ci ha rubatto la coppa con le orecchie.. quel fuorigioco non fischiato chiama vendetta.. anche se non si fa giustamente, saluti


Messaggio modificato da tornadojuve, 13 dicembre 2019 - 17:35


#7 gustavo

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Inviato 13 dicembre 2019 - 18:05

Quando vedo la squadra fine anni 50 sto male .
Con quella potevamo riempire la cantina di CC
invece solo sancicce, legna, barbera e polenta .

Dopo scrivo il resto .

#8 tornadojuve

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Inviato 13 dicembre 2019 - 18:38

Quando vedo la squadra fine anni 50 sto male .
Con quella potevamo riempire la cantina di CC
invece solo sancicce, legna, barbera e polenta .

Dopo scrivo il resto .

GUSTAVO.. GUSTAVO.. non hai la controprova.. anche la JUVE di Atene poteva vincere quella coppa con le orecchie poiché era una squadra fortissima, i mezzi giocatori che facevano parte della JUVE erano quelli della nazionale CAMPIONE DEL MONDO, ma purtroppo è sfuggita dalle nostre mani.. ed era solo al nono minuto del primo tempo che ha segnato Magath.. ahia.. wall:


Messaggio modificato da tornadojuve, 13 dicembre 2019 - 18:39


#9 ^^DiLivio^^

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    daglie de tacco…..ma pure de punta

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Inviato 13 dicembre 2019 - 18:45

I cinesi stanno preparando la trappola pe pantegane. Prima li illudono......................

 

 

 

 

 

 

e poi.....................zacchete..............tutti negli involtini :4225654y:


Messaggio modificato da ^^DiLivio^^, 13 dicembre 2019 - 18:47


#10 gustavo

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Inviato 13 dicembre 2019 - 19:58

Ne hanno sempre fatte di tutti i colori e razze :

 



La partita de la :D rotfl: Coca Cola .



7-1 son riusciti a cancellare pure quello .



#11 Zap Brannigan

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Inviato 13 dicembre 2019 - 20:36

Roba da Ratti!!!!



#12 gala

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    IL FU GALA.. ...DALLA SIGNORA ALLA PROVINCIA

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Inviato 13 dicembre 2019 - 22:03

non mi stancherò mai di ripeterlo, pur di diventare noioso: questi usurpatori di titoli altrui, quando detenevano la maggioranza delle quote dello spezia calcio. si portarono a casa il trofeo della coppa italia di serie c.

il bn paollilo , uomo ombra di dentimarci, all'epoca presidente dello spezia, a fine mandato si porto' a casa la coppa italia; nell'anno del centenario, tutti a cercare uno dei pochissimi trofei vinti dalla societa, ma non si trovava negli archivi, al campo, nei cartoni, negli scaffali, in sede.

Poi il rattino fece outing.. " non sapevo andasse riconsegnato"



#13 gustavo

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Inviato 14 dicembre 2019 - 07:13

Spero che Stefano non si offenderà

se inserisco anche lo scudetto del 1964 :

che da qualsiasi parte lo si guardi e rimiri

resta sempre e comunque vidimato a posteriori

piu di ogni altro quello de : "  :DIl terzo incomodo :D " .

-------------------------------------------------------------------

La storia dello scudetto alle : " asd: Anfetamine asd: " .

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Dedicato ai più giovani : quelli che non lo leggeranno mai la storia su la gazzetta .

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https://www.ultimouo...to-del-bologna/

 

La finale spareggio scudetto a Roma del giugno 1964 :

forse l'unica partita di quegli anni dove i ratti scesero in campo a rolleyes: pane & acqua .

 



#14 tornadojuve

tornadojuve

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Inviato 14 dicembre 2019 - 09:24

non mi stancherò mai di ripeterlo, pur di diventare noioso: questi usurpatori di titoli altrui, quando detenevano la maggioranza delle quote dello spezia calcio. si portarono a casa il trofeo della coppa italia di serie c.

il bn paollilo , uomo ombra di dentimarci, all'epoca presidente dello spezia, a fine mandato si porto' a casa la coppa italia; nell'anno del centenario, tutti a cercare uno dei pochissimi trofei vinti dalla societa, ma non si trovava negli archivi, al campo, nei cartoni, negli scaffali, in sede.

Poi il rattino fece outing.. " non sapevo andasse riconsegnato"

GALA.. GALA.. eh eh siete in ritardo poiché mi sa che se non stiamo attenti ci sarà qualcun altro che si inventerà una nuova farsopoli.. l'aria puzza di napulicchi, sai prima o poi cambia il vento.. ecco perché io in estate NON sopporto che i napulicchi vengono qui troppo vicino vicino in ritiro.. wall: con il loro presidente de lamentis.. e il bello che di solito arriva anche il VESCOVO... io mai sentito che il vescovo di Torino va ha visitare la JUVE in ritiro.. forse mi sono perso la notizia, ciao

P.S: Come fare per inventare una nuova farsopoli? Facile si inventano le leggi e poi si approvano dopo.. come hanno fatto prima, saluti.



#15 Manuju

Manuju

    Gaetano Scirea unico grande vero juventino. LA LEGGENDA

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Inviato 16 dicembre 2019 - 10:34

Ne hanno sempre fatte di tutti i colori e razze :
 
partita de la :D rotfl: Coca Cola .
7-1 son riusciti a cancellare pure quello .

Un albergatore del Gargano all'epoca emigrato in Germania stava guardando la partita, ad un certo punto incontra un amico compaesano che non vedeva da una vita, lo riconosce e si alza per andarlo a salutare, mentre si alza, tocca con il gomito un tedesco seduto accanto a lui ubriaco che interpreta quel gesto come se fosse stato una gomitata datagki per provocarlo.Da lì... I 2 si azzuffano e ne Nas e un parapiglia generale con le conseguenze che tutti conoscete.

Raccontantomi una decina di anni fa da questo albergatore del Gargano ai tempi in cui lavoravo in Sammontana.




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