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Un Uomo... Libero, Di S. Bianchi

sandro salvadore

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13 risposte a questa discussione

#1 paola

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    Kapa

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Inviato 29 novembre 2019 - 08:03

Un uomo... libero

 

salvadore.jpg

 

di S. Bianchi

 

Ottant’anni fa, il 29 novembre 1939, nasceva a Milano Sandro Salvadore, un grande juventino. Cresciuto calcisticamente nel Milan di Viani e Rocco, arriva alla Juve nell’estate del 1962: un ottimo affare per i colori bianconeri, poiché in dodici stagioni disputa quattrocentocinquanta gare, segna diciassette reti (ed è espulso solo quattro volte). Arriva in bianconero al tramonto della principesca Juventus del trio “di campo” Boniperti, Charles e Sivori, e la traghetta all’inizio di un altro periodo di successi, quello del “trio dirigenziale” costituito da Boniperti, Picchi e Allodi: da Sivori a Bettega. Una vita agonistica in bianconero, con la conquista della Coppa Italia 1965 e degli Scudetti 1967, 1972, 1973, estesa anche all’azzurro della Nazionale, con trentasei maglie che gli consentono la partecipazione ai Mondiali di Cile e Inghilterra, e la vittoria dell’Europeo del 1968.

Mentre iniziava quel percorso che lo avrebbe trasformato in un bianconero inossidabile, ebbe modo di esprimere la propria insoddisfazione per il trasferimento da Milano a Torino. Come vedremo poi, oltre al gran fisico, aveva un bel temperamento anche fuori dal campo, oltre a una bella lingua. Sentite la risposta a Viani, che qualche tempo dopo il suo trasferimento, spiegò perché, avendo Maldini e Salvadore come liberi, aveva dato via Salvadore (in cambio dell’acciaccato Bruno Mora, n.d.r.). Dice Viani: “Avevo due paia di pantaloni, Salvadore e Maldini: ne abbiamo dato via uno per una giacca, Mora. Ora abbiamo un vestito completo”. La risposta di Salvadore, sempre a mezzo stampa, arriva puntuale il giorno dopo: “Il discorso funzionerebbe, però si è tenuto i pantaloni vecchi. Poteva tenersi quelli nuovi, da abbinare alla giacca nuova: così sì, che avrebbe avuto un bel vestito!” .

Diviene rapidamente una colonna portante della squadra, punto di riferimento per i compagni, esempio di serietà e dedizione alla causa. Nessun problema personale all’arrivo: Amaral faceva giocare la Juventus a zona, con Castano e Salvadore in linea, ma con l’arrivo di Heriberto Herrera, Salvadore doveva giocare in marcatura, con Castano libero. Era una decisione per certi versi comprensibile: a Castano, che giocava senza menischi, era destinata una posizione più conservativa, per rispetto di quei ginocchi malandati che aveva dedicato alla Juventus, mentre Salvadore era “sacrificato” sull’uomo. Nello stesso periodo, Salvadore era libero titolare in Nazionale e pensava di aver titolo per giocare in quel ruolo anche nella propria squadra di club: dopo qualche lamentela, lo “spiega più energicamente” al proprio allenatore, che per tutta risposta lo sbatte tra le riserve. La situazione si risolverà nel 1969/70, nell’ultima stagione bianconera del malandato, grande Castano, dal quale erediterà il ruolo in campo e la fascia da capitano.

Sivori ha “attaccato” a Salvadore il vezzo di giocare con i calzettoni calati alle caviglie, anche lui “alla cacaiola”, come diceva Brera, ovviamente senza parastinchi, allora non obbligatori. A prima vista, come Sivori, poteva apparire un profeta del buonismo, ma non era proprio così. Intendiamoci, non picchiava mai per cattiveria, o più precisamente non era mai cattivo... per primo. Mai un infortunio muscolare per questo eclettico difensore, campione di affidabilità, dallo stile essenziale, con le capacità per giocare da terzino, stopper o libero. Grande nell’anticipo e astuto nell’appoggiarsi all’avversario facendosi forza della propria mole, è insuperabile nel tackle, dal quale spesso esce apparentemente sbilanciato, evocando l’applauso perché, oltre a restare in piedi, passa in bello stile la palla al compagno meglio piazzato o si propone per una triangolazione. Irreprensibile di testa, maestro nell’usare i gomiti al limite del regolamento, ed anche oltre, ma senza farsene accorgere dall’arbitro, spesso si sgancia palla al piede o si va a proporre per il passaggio nella metà campo avversaria, magari per concludere a rete. Ovvio, vista la statura, la mole, l’elevazione e il colpo di testa potente, trovarlo in agguato quando la Juventus sta battendo un calcio d’angolo.

Dicevo della sua maestria con i gomiti: ci fu una volta, però, che qualcuno li allargò prima di lui. Il 18 novembre 1962, al suo primo Juventus – Milan da bianconero (finale: uno a zero, rete di Sivori) Altafini, per difendere il pallone lo colpisce a un occhio, e il giorno dopo il “povero” Salvadore andò a sposarsi con un bel po’ di fondotinta per nascondere l’occhio nero. Lo chiamano “Billy”, un soprannome che in pratica si è scelto da solo, e che nella versione integrale sarebbe “Old Billy”. Sandro lo scrive a penna sulla linguetta delle scarpe da gioco, al tempo quasi tutte uguali, per riconoscerle all’istante quando il magazziniere le scarica nello spogliatoio. E’ una scritta che deriva dall’ammirazione di Sandro verso Billy Wright, mitico centromediano della nazionale inglese, vero condottiero che riunisce l’eleganza del gentleman alla durezza del fabbro, uno dei pochi calciatori ad avere la propria statua davanti a uno stadio (del Wolverhampton). Ecco perché i compagni iniziano a chiamarlo "Billy".

Quando questo campione di tanti fatti e poche parole lascia il calcio giocato, è sostituito nel ruolo e nel carisma da un altro campione che molto gli somiglia, un altro eccelso interprete del ruolo di libero che risponde al nome di Gaetano Scirea. Salvadore inizialmente resta alla Juventus, occupandosi delle squadre giovanili, poi prova ad allenare in provincia, ma infine si dedica, con l’usuale entusiasmo, alla sua nuova attività di viticultore. È morto abbastanza giovane, a sessantasette anni, quest’omone schivo che, quando giocava, sulle figurine Panini era raffigurato sempre serissimo. Un cipiglio che abbandonava solo dopo aver segnato una rete, o nell’uscire dal campo dopo una vittoria. Da bambino, quell’omone dal viso severo, mi dava l’impressione di un uomo serio e riservato, una persona di cui fidarsi. Riservato è rimasto anche dopo aver lasciato il calcio. Certo, quell’ottantina di chilometri tra Castiglione d’Asti e Torino non gli impediva di andare spesso a vedere la sua Juventus, cui era rimasto legatissimo, e se qualche giornalista della carta stampata ogni tanto lo andava a trovare, mai più un'apparizione in televisione: non sentiva più la necessità di quella gloria di cui aveva pur goduto. Quella gloria che non ricercava più, qualora l’avesse mai cercata veramente, gli è stata ricordata nel 2010, con quel referendum tra tifosi che, riconoscendo il suo valore di uomo e campione, l’hanno inserito tra le cinquanta Stelle Bianconere effigiate nella Walk of Fame del nostro Stadium.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5840

 



#2 gildo75

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:11

Intanto Stefano fa da promemoria anche alla Juventus, che sul proprio profilo Twitter ricorda la ricorrenza della nascita di Salvadore. :ok:



#3 Edgar 74

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:12

Un bellissimo ricordo. Veramente notevole.  :lode:



#4 cirillo

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:17

Come si vede che sono vecchio, io li ricordo tutti, Lui, Nicolé, Sivori, Charles, Stacchini, ecc.

RIP. in pace.



#5 Edgar 74

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:18

Sandro Salvadore è un giocatore che mi ha sempre incuriosito; avrei sempre voluto saperne di più, in quanto in tanti fra i "vecchi" tifosi bianconeri lo ritenevano nel ruolo secondo solo a Scirea fra tutti coloro che hanno indossato La Casacca. Per tanto ringrazio Stefano per questo articolo che ho letto tutto d'un fiato e gli chiedo se, secondo lui, nell'ipotetica classifica dei migliori liberi juventini di tutti i tempi Salvadore si possa veramente inserire al secondo posto dietro Scirea o se pensa che i vari Montero, Bonucci, oppure Thuram e Cannavaro, che erano centrali, ma sicuramente non liberi classicamente intesi, potessero essere considerati migliori di Salvadore. Ovviamente per me, ma credo per tutti, nessuno di loro può eguagliare Scirea, indiscutibilmente il migliore.



#6 cirillo

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:27

@Edgard 74, al di la della classe di ogni singolo giocatore è da vedere il contesto e il modo di gioco, io credo che un giocatore dei tempi andati parlo degli anni 50, 60, 70, con il modo di giocare di oggi farebbe fatica.



#7 Edgar 74

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Inviato 29 novembre 2019 - 11:30

@Edgard 74, al di la della classe di ogni singolo giocatore è da vedere il contesto e il modo di gioco, io credo che un giocatore dei tempi andati parlo degli anni 50, 60, 70, con il modo di giocare di oggi farebbe fatica.

Certo, è evidente. Mi rendo conto che tali classifiche siano poco più che un puro esercizio ludico, affascinante perché è anche esercizio di memoria storica, ma è pure un modo per tentare di paragonare giocatori ed epoche tanto differenti. Una base di confronto oggettiva potrebbe essere quella di verificare come tali giocatori riuscissero a confrontarsi con gli attaccanti delle rispettive epoche.



#8 gala

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    IL FU GALA.. ...DALLA SIGNORA ALLA PROVINCIA

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Inviato 29 novembre 2019 - 14:17

Grazie ai racconti di Stefano, grazie alla sua passione, e' doveroso ripetere che sembra di star seduti a bordo campo o in tribuna, tornare indietro nel tempo e aver la possibilita' di  conoscere momenti di grande Juve del passato.

Un narratore eccezionale



#9 vivamontero

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Inviato 29 novembre 2019 - 20:43

Vladimiro è orgoglioso ogni volta che shove scrive qualcosa per i suoi fratelli gobbi!
Grazie!!

#10 Manuju

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    Gaetano Scirea unico grande vero juventino. LA LEGGENDA

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Inviato 29 novembre 2019 - 21:03

Adoro Stefano veramente è eccezionale. Tanti juventini invece di perdere tempo dietro alle cazzate di Tuttosport La Gazzetta dello sport e il Corriere dello sport dovrebbero venire qui a leggere niwntepopodimeno che Stefanone nostro.

Cone dicono qui... Chapeau Stefano.

#11 luke65

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Inviato 01 dicembre 2019 - 07:55

io propendo magari a torto che quelli del passato

fossero piu' forti perche' oggi c'e' piu' di tutto

chissa se pensavano mai che in un contrasto potessero finire la carriera

cosa oggi remota

e che freddo e che campi

e che palloni

niente mental coach o psicologo

 

poi ovvio i fuoriclasse sono fuoriclasse

ma le palle di quelli la' non credo le abbiano quelli di oggi



#12 SHOVELHEAD

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Inviato 01 dicembre 2019 - 10:09

Sandro Salvadore è un giocatore che mi ha sempre incuriosito; avrei sempre voluto saperne di più, in quanto in tanti fra i "vecchi" tifosi bianconeri lo ritenevano nel ruolo secondo solo a Scirea fra tutti coloro che hanno indossato La Casacca. Per tanto ringrazio Stefano per questo articolo che ho letto tutto d'un fiato e gli chiedo se, secondo lui, nell'ipotetica classifica dei migliori liberi juventini di tutti i tempi Salvadore si possa veramente inserire al secondo posto dietro Scirea o se pensa che i vari Montero, Bonucci, oppure Thuram e Cannavaro, che erano centrali, ma sicuramente non liberi classicamente intesi, potessero essere considerati migliori di Salvadore. Ovviamente per me, ma credo per tutti, nessuno di loro può eguagliare Scirea, indiscutibilmente il migliore.

Una volta tanto, la domanda sul “chi è meglio tra” due giocatori che hanno giocato in tempi diversi è parzialmente lecita, visto che il paragone è tra due campioni che hanno giocato come libero in due squadre temporalmente contigue. Con le limitazioni dovute alla mia giovane età e alla scarsa copertura televisiva del calcio ai tempi di Salvadore, un po’ di cose posso dirle. Bravi nella fase di ripartenza e in proiezione offensiva, con Scirea migliore nella fase propositiva, Salvadore più efficace come finalizzatore sui nostri calci d’angolo. Entrambi eccellenti nella fase difensiva, con Salvadore che la metteva più sul fisico ed aveva un modo di entrare falloso più evidente, come se volesse essere sicuro che, utilizzando la scorrettezza per arrestare l’avversario, l’avversario si fermasse davvero; Scirea era più elegante: quando doveva ricorrere al fallo, lo  faceva in maniera più “fine”, come a dire “Scusate, ragazzi, non potevo farne a meno”. A Gaetano non ho mai visto fare falli cattivi, Salvadore, ogni tanto, quando s’era accesa la rissa con qualcuno, non ci pensava due volte, ed entrava duro. Ricordo sempre una volta che Anastasi subì un brutto intervento, non sanzionato dall’arbitro: Sandro e Capello (buono, anche lui!) attesero che l’avversario fosse in possesso di palla e lo presero in mezzo con un intervento “a panino”, spalla contro spalla, che mi sembra di sentire ancora lo scricchiolio delle costole del malcapitato. Scirea non l’ho mai visto battibecco con l’arbitro o con un avversario,Salvatore sì, e almeno una volta (a Napoli, quando Sivori si beccò le sei giornate di squalifica) le cronache riferiscono di una scazzottata con un azzurro.

Detto questo, due grandi liberi nei risultati, ma due diverse correnti di pensiero calcistico, con Scirea migliore, a mio giudizio. Migliore anche di quelli che hai citato in seguito... e di tutti quelli che non hai citato. 



Adoro Stefano veramente è eccezionale. Tanti juventini invece di perdere tempo dietro alle cazzate di Tuttosport La Gazzetta dello sport e il Corriere dello sport dovrebbero venire qui a leggere niwntepopodimeno che Stefanone nostro.

Cone dicono qui... Chapeau Stefano.

Grazie, e non solo a te, per i complimenti, un bell’incentivo per un piacevole lavoro di connessione tra ricordi e vecchi testi.



#13 BiancoeNero

BiancoeNero

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Inviato 01 dicembre 2019 - 19:03

Io credo che il vice di Scirea per uno juventino vero sia Francesco Morini, sebbene avesse il ruolo di Stopper, quello classico intendo, alla Brio per capirci! Ma se si cita una coppia centrale per eccellenza, si citano i nomi di Scirea e di Francesco Morini. Circa 250 presenze e dieci anni di Juve ad altissimo livello.

#14 luke65

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Inviato 02 dicembre 2019 - 07:27

Io credo che il vice di Scirea per uno juventino vero sia Francesco Morini, sebbene avesse il ruolo di Stopper, quello classico intendo, alla Brio per capirci! Ma se si cita una coppia centrale per eccellenza, si citano i nomi di Scirea e di Francesco Morini. Circa 250 presenze e dieci anni di Juve ad altissimo livello.

 

sandro salvadore ha una carriera in nazionale super e segnava

morini era soprannominato il pirata perche' piratava il pallone

ma non era eccelso di piede

10 presenze in nazionale perche' evidentemente non era un mostro

 

sandro salvadore valeva 10         morini valeva un 7 come brio






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