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Auguri A Michael Laudrup, Di S. Bianchi


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15 risposte a questa discussione

#1 paola

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    Kapa

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Inviato 17 giugno 2019 - 06:28

Auguri a Michael Laudrup

 

Michael-Laudrup.jpg

 

di S. Bianchi

 

La raccomandazione è di quelle che non si possono trascurare. E’ duplice e viene dalla Danimarca, da John Hansen, alla Juve a cavallo degli anni quaranta e cinquanta, due scudetti di cui uno da capocannoniere e da Mario Astorri, un solo campionato alla Juve poi, a fine carriera allenatore in Danimarca. I due consigliano a Giampiero Boniperti, ex compagno di squadra e amico, un ragazzino biondo di belle speranze. Si chiama Laudrup, è nato il 15 giugno 1964 nella periferia di Copenhagen e suo padre Finn era stato suo tempo una bandiera del calcio danese. Nel 1983, bruciando la concorrenza di Barcellona e Liverpool, Boniperti porta a Torino questo diciannovenne talentuoso. In un periodo in cui la Federazione ammetteva il tesseramento di due soli stranieri, la maglia della Juventus gli era preclusa dai mostri sacri Platini e Boniek e così, con un errore che mortificherà per due anni la sua carriera, è mandato in prestito biennale alla Lazio. Quella squadra non versa in buone condizioni e sono due anni di difensivismo ad oltranza, con ripetuti cambi di allenatore e in cui il talento di “Michelino”, o “Miki”, come lo chiamano quasi tutti, in sostanza è inutile: il suo sopraffino controllo di palla, la sua visione di gioco sono mortificati in una situazione in cui l’uso del randello è più auspicato di quello del fioretto.

A fine prestito, Boniperti gli fa posto in squadra cedendo Boniek alla Roma: finalmente l’enorme talento di Laudrup, finora noto in una ristretta cerchia di esperti, è rivelato al mondo. Laudrup era un tuttocampista “vero”, ben prima che Allegri coniasse il neologismo per giustificarsi nel rovinare la vita calcistica di Dybala: poteva essere regista di centrocampo, ala destra o sinistra, ma era come seconda punta o trequartista che dava il meglio di sé. Le sue caratteristiche erano la progressione fulminea, passaggi illuminanti, al millimetro, tenere il pallone incollato al piede durante micidiali finte di corpo con cui saltava l’uomo con disarmante facilità e un gran tiro con entrambi i piedi. Forse aiutato dalla permanenza nel purgatorio laziale dove certamente è stato costretto ad affinare le sue capacità difensive, recuperava anche palloni con tackles decisi. Quello che faceva impazzire i tifosi era quando scartava l’avversario spostando velocemente la palla da un piede all’altro, sia da fermo sia in corsa e lasciandoselo dietro, indispettito per non aver più “visto” il pallone. Era la “croqueta”, che non è roba fritta da mangiare, ma la finta, resa famosa da Iniesta, che però, probabilmente dovrebbe pagare le royalties al nostro Michele Laudrup, forse il primo a utilizzarla su larga scala.

Detto questo, perché, dopo sole quattro stagioni, dall’1985 al 1989, in cui aveva vinto con la Juventus la Coppa Intercontinentale nel 1985 e lo scudetto 1986, fu ceduto al Barcellona? Platini era solito tranciare giudizi talvolta un po’ corrosivi, sempre alla ricerca della battuta di spirito, ma uno dei motivi della cessione fu perché era «il miglior giocatore del mondo, in allenamento», a evidenziare, certo esagerando, una certa resistenza a caricarsi la squadra sulle spalle nel momento del bisogno, e a essere il “Principe di Danimarca” quando la gara era in discesa. In altre parole, con i numeri per diventare uno dei migliori calciatori di tutti i tempi, forse aveva qualche limite caratteriale. Se questa è la prima concausa della cessione, l’altra era il fine-ciclo della Juventus, sancito dall’abbandono del calcio giocato da parte di Platini e dall’arrivo alla guida della squadra di Marchesi, un allenatore difensivista che non sa che farsene di un giocatore come Laudrup. Quanto invece potesse essere utile il biondino a una squadra di calcio, fu ribadito dal nostro in cinque anni al Barcellona e due anni al Real Madrid, dove il danese ha conquistato cinque volte la Liga, una Coppa e due Supercoppe di Spagna, una Coppa dei Campioni e una Supercoppa UEFA. Non basta: dopo un “anno sabbatico” in Giappone, nel Vissel Kobe, all’Ajax, nell’ultima stagione agonistica, vince campionato e coppa nazionale. Laudrup è la dimostrazione di quanto, talvolta possono essere miopi e ingiustificate certe decisioni prese nel calcio.

Ha difeso i colori della Nazionale ai Mondiali di Messico e Francia e agli Europei 1984, 1988 e 1996, giocando centoquattro volte, segnando trentasette reti, numeri che sarebbero potuto essere incrementati se il CT danese non lo avesse escluso per motivi incomprensibili dai convocati per il campionato europeo di “Svezia 1992”, che la Danimarca conquistò partendo come ripescata. Proprio in Nazionale inizia la carriera di allenatore, come secondo di Morten Olsen, poi, in undici anni di professione al Brondby, Getafe, Spartak Mosca, Mallorca, Al-Rayyan, vince la Coppa di Lega con lo Swansea City e la Qatar Stars League con l’Al-Duhail.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5687

 



#2 gaspare70

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Inviato 17 giugno 2019 - 10:01

Mi faceva impazzire Michelino..classe cristallina. .Se non fosse stato per la sua paura o poco coraggio. .Oggi parleremo di un autentico fuoriclasse.

#3 vivamontero

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Inviato 17 giugno 2019 - 10:28

Bellissimo ricordo, grazie dell'articolo.
Non vorrei sporcare l'ottimo scritto aprendo una polemica ma è splendido ed efficacissimo anche il passo: " ben prima che Allegri coniasse il neologismo per giustificarsi nel rovinare la vita calcistica di Dybala".
Una riga e detto tutto.

#4 gustavo

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Inviato 17 giugno 2019 - 10:53

Michelino mi ricorda
il tempo in cui gli arbitri concedevano
al Milan di Sacchi di menare a piu non posso .

Memorabile una partita a San Siro
dove a Costacurta e Maldini mancavano bastonate
e poi gli era stato concesso di tutto .

#5 aguidot

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Inviato 17 giugno 2019 - 12:43

Bellissimo ricordo, grazie dell'articolo.
Non vorrei sporcare l'ottimo scritto aprendo una polemica ma è splendido ed efficacissimo anche il passo: " ben prima che Allegri coniasse il neologismo per giustificarsi nel rovinare la vita calcistica di Dybala".
Una riga e detto tutto.

Vuoi mettere? Riuscire a parlar male di Allegri, anche narrando di fatti di 30 anni fa  asd:

 

Scherzo, eh, complimenti per l'articolo.

Stravedevo per Michelino, peccato che le Roi ci aveva visto giusto...



#6 BiancoeNero

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Inviato 17 giugno 2019 - 12:56

Grazie a Stefano innanzitutto per il gradito ricordo di un campione juventino!

Auguri Michelino

#7 Edgar 74

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Inviato 17 giugno 2019 - 14:36

Come ricorda bene Stefano Platini ebbe a dire di Laudrup: "in allenamento è il giocatore più forte del mondo. Poi c'è la partita..." Non mi fece mai impazzire, colpa anche degli ultimi tre anni passati in una Juve modesta e crepuscolare. Però sapeva giocare al pallone...

 

 

Poi ai rigori tirò una loffa inguardabile...



#8 vivamontero

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Inviato 17 giugno 2019 - 14:50

Come ricorda bene Stefano Platini ebbe a dire di Laudrup: "in allenamento è il giocatore più forte del mondo. Poi c'è la partita..." Non mi fece mai impazzire, colpa anche degli ultimi tre anni passati in una Juve modesta e crepuscolare. Però sapeva giocare al pallone...
 

 
Poi ai rigori tirò una loffa inguardabile...


...con Bettega al commento che anticipava :" Parte troppo lontano, parte troppo lontano".

#9 gala

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Inviato 17 giugno 2019 - 14:55

un giocatore assettico che mai mi ha emozionato, pur se, come dice Franco, sapeva giocare a calcio.

na mozzarella danese, per intenderci



#10 Antipatico

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Inviato 17 giugno 2019 - 15:00

Penso che tra Dybala e Laudrup ci sia molta affinità, e non solo per (de)merito degli allenatori ... 



#11 BiancoeNero

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Inviato 17 giugno 2019 - 15:41

Come ricorda bene Stefano Platini ebbe a dire di Laudrup: "in allenamento è il giocatore più forte del mondo. Poi c'è la partita..." Non mi fece mai impazzire, colpa anche degli ultimi tre anni passati in una Juve modesta e crepuscolare. Però sapeva giocare al pallone...
 

 
Poi ai rigori tirò una loffa inguardabile...

Il gol è di Platini: guardate che palla gli ridà di prima, incredibile!
Poi lui è bravissimo a fare tutto davanti al pirtiere, ma in pratica Michel lo mette di zucca in porta!
Meraviglioso tutto questo, che antologia e poesia del calcio!
L.Avvocato e Boniperti avevano gusto fine e sopraffino!
Grande Juventus quella lì...! :sciarpa:

#12 Edgar 74

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Inviato 17 giugno 2019 - 15:42

Il gol è di Platini: guardate che palla gli ridà di prima, incredibile!
Poi lui è bravissimo a fare tutto davanti al pirtiere, ma in pratica Michel lo mette di zucca in porta!
Meraviglioso tutto questo, che antologia e poesia del calcio!
L.Avvocato e Boniperti avevano gusto fine e sopraffino!
Grande Juventus quella lì...! : sciarpa:

Un assist impensabile. Come se avesse avuto gli occhi nella telecamera e non sul campo.



#13 luke65

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Inviato 17 giugno 2019 - 16:35

restera' nella storia quella notte in licenza da naja

quel suono assordante la telecronaca di bettega

assieme ad un telecronista di cui non mi ricordo il nome

sempre a rincorrere il risultato

con un borghi imprendibile

un pioli che entra per un infortunato

il rigore su aldone dopo un lancio spaziale di michel

 

poi un quadro dipinto dal pittore francese e un gol annullato

con successiva protesta storica e poi ancora sotto di un gol

quando manca poco alla vittoria dell'argentinos

michel e michel o miki si guardano ed inventano un triangolo

che nemmeno pitagora

e' poesia lo scambio io te la do tu me la ridai

ma miki perde l'equilibrio sembra cadere esce il portiere

la porta e' uno spicchio piccolissimo ma tacchino freddo

cosi' fu soprannominato alla lazio

si e' staccato un posto tra gli immortali e' gol 2 a 2

il resto lo fanno le mani di tacconi

ma miki e' nella leggenda

 

juventus_argentinos_1985_laudrup_mod.jpg



#14 Edgar 74

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Inviato 17 giugno 2019 - 16:42

restera' nella storia quella notte in licenza da naja

quel suono assordante la telecronaca di bettega

assieme ad un telecronista di cui non mi ricordo il nome

sempre a rincorrere il risultato

con un borghi imprendibile

un pioli che entra per un infortunato

il rigore su aldone dopo un lancio spaziale di michel

 

poi un quadro dipinto dal pittore francese e un gol annullato

con successiva protesta storica e poi ancora sotto di un gol

quando manca poco alla vittoria dell'argentinos

michel e michel o miki si guardano ed inventano un triangolo

che nemmeno pitagora

e' poesia lo scambio io te la do tu me la ridai

ma miki perde l'equilibrio sembra cadere esce il portiere

la porta e' uno spicchio piccolissimo ma tacchino freddo

cosi' fu soprannominato alla lazio

si e' staccato un posto tra gli immortali e' gol 2 a 2

il resto lo fanno le mani di tacconi

ma miki e' nella leggenda

 

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Giuseppe Albertini. Una grande voce.



#15 SHOVELHEAD

SHOVELHEAD

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Inviato 17 giugno 2019 - 17:16

Michelino mi ricorda
il tempo in cui gli arbitri concedevano
al Milan di Sacchi di menare a piu non posso .

Memorabile una partita a San Siro
dove a Costacurta e Maldini mancavano bastonate
e poi gli era stato concesso di tutto .

Dalla parte del Milan la Federazione aveva allo studio di non inviare più il segnalinee, tanto c'era Baresi: alzava il braccio e l'arbitro, immancabilmente, accordava il fuorigioco.



Come ricorda bene Stefano Platini ebbe a dire di Laudrup: "in allenamento è il giocatore più forte del mondo. Poi c'è la partita..." Non mi fece mai impazzire, colpa anche degli ultimi tre anni passati in una Juve modesta e crepuscolare. Però sapeva giocare al pallone...

 

 

Poi ai rigori tirò una loffa inguardabile...

Il gol: grandissimo. Ma la palla servita da Platini, com'era? MAMMAMIA!!!!!



restera' nella storia quella notte in licenza da naja

quel suono assordante la telecronaca di bettega

assieme ad un telecronista di cui non mi ricordo il nome

sempre a rincorrere il risultato

con un borghi imprendibile

un pioli che entra per un infortunato

il rigore su aldone dopo un lancio spaziale di michel

 

poi un quadro dipinto dal pittore francese e un gol annullato

con successiva protesta storica e poi ancora sotto di un gol

quando manca poco alla vittoria dell'argentinos

michel e michel o miki si guardano ed inventano un triangolo

che nemmeno pitagora

e' poesia lo scambio io te la do tu me la ridai

ma miki perde l'equilibrio sembra cadere esce il portiere

la porta e' uno spicchio piccolissimo ma tacchino freddo

cosi' fu soprannominato alla lazio

si e' staccato un posto tra gli immortali e' gol 2 a 2

il resto lo fanno le mani di tacconi

ma miki e' nella leggenda

 

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Abbiamo un poeta tra di noi!!!!






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