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La Lunga Notte Della Juventus, Di A. Pavenello


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9 risposte a questa discussione

#1 paola

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    Kapa

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Inviato 09 agosto 2018 - 07:13

La lunga notte della Juventus

 

106_0.jpg

 

Di A.Pavanello

Tra il 1906 e il 1914 la Juventus visse una crisi che minacciò addirittura di far scomparire il club.
Le cause di tale periodo nero ebbero inizio nel campionato del 1906 (la squadra aveva terminato il girone eliminatorio a pari punti col Milan e il primo spareggio per designare il Campione era terminato sull’1-1. Venne quindi deciso un nuovo spareggio, sul campo “neutro” dell’US Milanese, cosa che provocò il rifiuto della compagine bianconera e la conseguente sconfitta a tavolino), quando si verificò uno scontro in seno alla dirigenza del club: da una parte il Presidente Alfred Dick, che aveva permesso alla Juve di rinforzarsi (e il club bianconero aveva vinto il suo primo Campionato l’anno precedente), dall’altra i fondatori della Juventus.

Uno dei pionieri della Juventus, Corbelli disse, a proposito di tale screzio “Dick si sentiva padrone perché ci aveva trovato il campo al Motovelodromo (diceva) […] che noi italiani festeggiamo le vittorie con cenoni e fino a notte inoltrata […] che dovevamo finirla con le ragazzate […] ci aveva stufati, si votò e fu messo in minoranza […] era una cosa nostra quella Juventus, riempiva le nostre giornate di allegria, Dick era troppo serio”. Dick si dimise, portando con sé diversi calciatori, nolenti o volenti (e poté farlo perché costoro erano i dipendenti dello stabilimento di cui era il proprietario). Con la partenza del suo presidente, la Juventus perse la possibilità di utilizzare il Velodromo Umberto I.
Come scrisse Canfari, un altro dei fondatori della Juventus “[…] perdemmo il campo, la squadra, l’egemonia sportiva, tutto perdemmo fuorché la fede ed il buonumore”.

Privati di supporti economici e logistici, la squadra ritornò a Piazza d’Armi e per sostituire quei titolari che avevano dovuto seguire Dick, furono utilizzati i giocatori della riserva. Sul piano sportivo i problemi si fecero sentire già nel campionato del 1907, dove i bianconeri furono eliminati nel girone dai “cugini” del neonato FC Torino, fondato proprio da Dick e da Schoenbrod (già presidente dell’FC Torinese).
Nel periodo tra il 1908 e nel 1910 i risultati furono piuttosto altalenanti per il club (che nel frattempo era finalmente riuscito a trovare un terreno per allenarsi), ma il peggioramento sul piano sportivo si verificò a partire dalla stagione 1910/11, quando la squadra terminò all’ultimo posto del girone eliminatorio piemontese-ligure-lombardo (all’epoca non esisteva ancora un campionato a girone unico). La stagione successiva ci fu un ulteriore aggravamento delle condizioni: in effetti il club, faticò a reclutare nuovi giocatori e l’esempio di tali difficoltà è riassunto nell’incontro del 14 gennaio 1912, quando di fronte al Milan si presentarono solo 10 giocatori.

L’apice della crisi venne raggiunto nella stagione 1912/13, i problemi di organico e di liquidità perduravano, per cui la Juventus finì ancora una volta all’ultimo posto del girone eliminatorio, con appena 3 punti in 10 giornate e i più pessimisti iniziano a pensare allo scioglimento del club.
Per tentare di raddrizzare tale situazione insostenibile, venne eletto presidente Giuseppe Hess. “Bino” o “Pino”, come era soprannominato, esordì nelle riserve della Juventus già nel 1901 e dopo una stagione passata all’US Milanese (1908/1909), ritornò alla Juventus, per giocare con la squadra dei titolari fino al 1912. Eletto presidente, Hess impose alla società uno stile più manageriale che si rivelò essere la soluzione migliore.

Il cambio di mentalità e un profondo rinnovamento dell’organico diedero i loro frutti già nella stagione 1913/14: la Juventus terminò seconda dietro l’Inter nel girone eliminatorio per poi classificarsi al quarto posto nel girone nazionale.
La lunga notte della Juventus era ormai alle spalle e il club poté guardare al futuro con più ottimismo, ritrovata una definitiva stabilità.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5464

 



#2 SHOVELHEAD

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Inviato 09 agosto 2018 - 11:32

Il sequel del tuo pezzo al 24 agosto, su come evitammo la serie inferiore per un pelo. Complimenti!

#3 Manuju

Manuju

    Antonio Conte va solo ringraziato per l'onore restituito.

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Inviato 09 agosto 2018 - 12:01

Che bello!!!!!c'é anche questo!!!

Grazie Alain.......anzi Merci Alain.



#4 Alain

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Inviato 09 agosto 2018 - 17:46

Grazie a tutti!Seppur nettamente meno glorioso..anche quel periodo fa parte della storia della Juve! E se ne venne fuori solo grazie alla testardaggine e alla tenacità!

Il "grazie" va sopratutto a Giuseppe Hess e a quelli che lo elessero, altrimenti oggi forse la Juve nemmeno esisterebbe...



#5 tornadojuve

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Inviato 09 agosto 2018 - 18:01

La lunga notte della Juventus

 

106_0.jpg

 

Di A.Pavanello

Tra il 1906 e il 1914 la Juventus visse una crisi che minacciò addirittura di far scomparire il club.
Le cause di tale periodo nero ebbero inizio nel campionato del 1906 (la squadra aveva terminato il girone eliminatorio a pari punti col Milan e il primo spareggio per designare il Campione era terminato sull’1-1. Venne quindi deciso un nuovo spareggio, sul campo “neutro” dell’US Milanese, cosa che provocò il rifiuto della compagine bianconera e la conseguente sconfitta a tavolino), quando si verificò uno scontro in seno alla dirigenza del club: da una parte il Presidente Alfred Dick, che aveva permesso alla Juve di rinforzarsi (e il club bianconero aveva vinto il suo primo Campionato l’anno precedente), dall’altra i fondatori della Juventus.

Uno dei pionieri della Juventus, Corbelli disse, a proposito di tale screzio “Dick si sentiva padrone perché ci aveva trovato il campo al Motovelodromo (diceva) […] che noi italiani festeggiamo le vittorie con cenoni e fino a notte inoltrata […] che dovevamo finirla con le ragazzate […] ci aveva stufati, si votò e fu messo in minoranza […] era una cosa nostra quella Juventus, riempiva le nostre giornate di allegria, Dick era troppo serio”. Dick si dimise, portando con sé diversi calciatori, nolenti o volenti (e poté farlo perché costoro erano i dipendenti dello stabilimento di cui era il proprietario). Con la partenza del suo presidente, la Juventus perse la possibilità di utilizzare il Velodromo Umberto I.
Come scrisse Canfari, un altro dei fondatori della Juventus “[…] perdemmo il campo, la squadra, l’egemonia sportiva, tutto perdemmo fuorché la fede ed il buonumore”.

Privati di supporti economici e logistici, la squadra ritornò a Piazza d’Armi e per sostituire quei titolari che avevano dovuto seguire Dick, furono utilizzati i giocatori della riserva. Sul piano sportivo i problemi si fecero sentire già nel campionato del 1907, dove i bianconeri furono eliminati nel girone dai “cugini” del neonato FC Torino, fondato proprio da Dick e da Schoenbrod (già presidente dell’FC Torinese).
Nel periodo tra il 1908 e nel 1910 i risultati furono piuttosto altalenanti per il club (che nel frattempo era finalmente riuscito a trovare un terreno per allenarsi), ma il peggioramento sul piano sportivo si verificò a partire dalla stagione 1910/11, quando la squadra terminò all’ultimo posto del girone eliminatorio piemontese-ligure-lombardo (all’epoca non esisteva ancora un campionato a girone unico). La stagione successiva ci fu un ulteriore aggravamento delle condizioni: in effetti il club, faticò a reclutare nuovi giocatori e l’esempio di tali difficoltà è riassunto nell’incontro del 14 gennaio 1912, quando di fronte al Milan si presentarono solo 10 giocatori.

L’apice della crisi venne raggiunto nella stagione 1912/13, i problemi di organico e di liquidità perduravano, per cui la Juventus finì ancora una volta all’ultimo posto del girone eliminatorio, con appena 3 punti in 10 giornate e i più pessimisti iniziano a pensare allo scioglimento del club.
Per tentare di raddrizzare tale situazione insostenibile, venne eletto presidente Giuseppe Hess. “Bino” o “Pino”, come era soprannominato, esordì nelle riserve della Juventus già nel 1901 e dopo una stagione passata all’US Milanese (1908/1909), ritornò alla Juventus, per giocare con la squadra dei titolari fino al 1912. Eletto presidente, Hess impose alla società uno stile più manageriale che si rivelò essere la soluzione migliore.

Il cambio di mentalità e un profondo rinnovamento dell’organico diedero i loro frutti già nella stagione 1913/14: la Juventus terminò seconda dietro l’Inter nel girone eliminatorio per poi classificarsi al quarto posto nel girone nazionale.
La lunga notte della Juventus era ormai alle spalle e il club poté guardare al futuro con più ottimismo, ritrovata una definitiva stabilità.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=5464

 

Io scusate, non capisco una cosa.. come mai anche i vecchi fondatori dicevano che Dick era troppo serio?

Bè se la serietà era di portare ha vincere la squadra.. preferisco uno serio che un def...te che è allegro e ride sempre.. ci vuole come sempre il giusto equilibrio.. e poi e poi.. nessuno ci ha fatto caso.. anche con MOGGI e GIRAUDO che strano el-kane diceva.. ma sono troppo seri.. non ridono mai.. ma se si vuole lavorare bene e vincere, meglio essere seri, sì deve essere allegri sono quando vinci.. altrimenti meglio sempre essere allegri no anche quando si perde.. ma non credo che in questo siete d'accordo con il sottoscritto.. capito cosa intendo ora perché non capisco questa cosa dell'accusa di essere seri? Ciao



#6 marcolanc

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Inviato 10 agosto 2018 - 04:37

Comunque, i veri dick (anzi, big dick) come dirigenti li abbiamo avuti oltre un secolo dopo...

#7 SHOVELHEAD

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Inviato 10 agosto 2018 - 07:36

Io scusate, non capisco una cosa.. come mai anche i vecchi fondatori dicevano che Dick era troppo serio?

Bè se la serietà era di portare ha vincere la squadra.. preferisco uno serio che un def...te che è allegro e ride sempre.. ci vuole come sempre il giusto equilibrio.. e poi e poi.. nessuno ci ha fatto caso.. anche con MOGGI e GIRAUDO che strano el-kane diceva.. ma sono troppo seri.. non ridono mai.. ma se si vuole lavorare bene e vincere, meglio essere seri, sì deve essere allegri sono quando vinci.. altrimenti meglio sempre essere allegri no anche quando si perde.. ma non credo che in questo siete d'accordo con il sottoscritto.. capito cosa intendo ora perché non capisco questa cosa dell'accusa di essere seri? Ciao

Era un dittatore, prepotente ed accentratore, le cui decisioni erano legge anche se sbagliate. Dimostratosi anche un ricattatore al momento di lasciare la squadra, portandosi dietro giocatori che sarebbero rimasti bianconeri, se solo non avessero lavorato nell'impresa di Dick. I nostri, come scritto tempo fa in altro articolo, si vendicarono al primo derby, pur perso, chiudendolo a chiave in uno stanzino degli spogliatoi. 



#8 Alain

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Inviato 10 agosto 2018 - 09:09

Uno dei motivi dello screzio sembra sia stata la volontà di Dick addirittura di esportare il club all'estero, cambiandone pure il nome.

Non l'ho scritto nell'articolo perché non v'é assoluta certezza sulla cosa.

Ma secondo me, visto come si comportò poi, é probabile che cercasse di appropriarsi di un club che NON aveva fondato.

Non bisogna comunque dimenticare il contesto : all'epoca lo sport era divertimento, ben lungi dalla tensione che si sente oggi per una partita...la Juve dell'epoca era un giovane club dove la goliardia e la spensieratezza dominavano ed è normale fosse così. Ma poi, con il dilagare e la progressiva consolidazione del movimento del calcio, pian piano quest'attitudine di spensieratezza scomparì un po' dappertutto. Forse la Juve fu uno degli ultimi club che dovette abbandonare questo tipo di approccio...

Anche se la vera rottura si verificò anni dopo, con l'instaurazione del professionismo.    



#9 Manuju

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    Antonio Conte va solo ringraziato per l'onore restituito.

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Inviato 10 agosto 2018 - 10:05

Vero!!!!! quello che dice Alain.

All'epoca il calcio non era una "religione" come lo é diventato con il passare del tempo.

Quindi Ok seri come la triade ma non "Dittatori" come Dick......e.................vabbé lasciamo stare.......



#10 tornadojuve

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Inviato 10 agosto 2018 - 18:51

Era un dittatore, prepotente ed accentratore, le cui decisioni erano legge anche se sbagliate. Dimostratosi anche un ricattatore al momento di lasciare la squadra, portandosi dietro giocatori che sarebbero rimasti bianconeri, se solo non avessero lavorato nell'impresa di Dick. I nostri, come scritto tempo fa in altro articolo, si vendicarono al primo derby, pur perso, chiudendolo a chiave in uno stanzino degli spogliatoi. 

Grazie della spiegazione..  però si deve capire che era un altro secolo e che secondo me anche l'allora Federazione ha imbrogliato la JUVE.. ma il presidente Dick all'incontrario di Franzo Steeven e degli el-kane non si è fatto mettere sotto i piedi.. si è ribellato.. ha ritirato giustamente la squadra.. se il regolamento di allora diceva che per ripetere la partita scudetto perché la prima è risultata pari ci vuole campo neutro.. tu federazione non puoi mettere il campo di una squadra di Milano. soprattutto poi in quei tempi che non era facile viaggiare.. comodo no.. la squadra rivale che era anche quella di Milano che faceva la finale con la JUVE si allenava, e avrebbe avuto tutti i tifosi mentre i giocatori della JUVE in viaggio invece di allenarsi e zero tifosi.. non mi sembra giusto questa cosa qui.. e lì ha fatto benissimo Dick, dittatore o no che sia.. anzi sai che ti dico?
Meglio un dittatore che pretende e serio.. anche con MOGGI e GIRAUDO lo dicevano certi giocatori.. non ti ricordi la frase tipica?
Io non prenderò mai nemmeno il caffè con loro, quindi mai farsi mettere sotto i piedi.. come ha fatto qualcuno.. e come vedi anche Dick, era già avanti.. voleva già portare la JUVE all'estero.. già aveva capito che aria tirava contro la JUVE e ancora non eravamo forti e antipatici.. era anticipatore.. sono stati gli altri che forse non lo avevano capito e non lo hanno capito tutt'ora..
E si è visto le conseguenze dopo cento anni.. non chiedevamo noi stessi che el-kane portasse la JUVE all'estero o sbaglio io nell'anno della ingiustizia di calciopoli con il nostro proprietaro stile fondatori.. bisogna essere allegri.. mica duri e seri come quelli lì (MOGGI e GIRAUDO) e allora mi dispiace.. ma come noto aveva proprio ragione il dittatore Dick.., mi sembra infatti che MOGGI guarda caso sia stato condannato per violenza privata contro qualche giocatore o sbaglio?
Così non è anche essere dittatori? Gli dici al giocatore X.. ah sì? Non vuoi essere ceduto in quella squadra che diciamo noi?
Bene.. tu starai qui con noi e non giocherai mai perché stai in tribuna vedrai che ti passa e quando ci sarà il mercato invernale.. vinco io.. non il tuo procuratore di m..a.., è sbagliato? E no ma quando ci vuole.. ci vuole..
Cosa cavolo abbiamo parlato contro el-kane.. se poi vedo in realtà una risposta pro fondatori e pro allegria? Ho visto la JUVE allegra dove andava ha finire.. altro che Cristiano Ronaldo.. la battuta di A.Conte è quello che conta.. ARRIVAVAMO DA DUE SETTIMI POSTI.. voi e la vostra allegria.. questo è quello che penso io.. è un mio pensiero, ciao

Messaggio modificato da tornadojuve, 10 agosto 2018 - 18:56





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