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Fenomenologia Del Perdente, Di M. Lancieri

higuain napoli inter arbitri benitez mazzarri sarri

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17 risposte a questa discussione

#1 paola

paola

    Kapa

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Inviato 06 aprile 2016 - 07:51

Fenomenologia del perdente

 

higuain(0).jpg

 

di M. Lancieri

 

Chi ha qualche anno sulle spalle forse ricorderà Alan Ford, lo splendido fumetto di Magnus e Bunker, in cui un gruppo scalcagnato di agenti segreti se la vedeva con personaggi paradossali. Nel numero 45,Piano concerto al centimetropolitan, un gruppo di orchestrali falliti discuteva sull'opportunità di salire su un palco ad esibirsi, decidendo infine di rinunciare, per non perdere anche l'alibi di non avere mai avuto l'occasione di dimostrare quel che valevano.

La filosofia del perdente è proprio questa: prima ancora di entrare in campo, si è già creato l'alibi. La ragione dei propri insuccessi non è mai da cercare nei propri limiti tecnici, nel proprio scarso impegno o semplicemente nel fatto che c'è qualcuno più bravo che partecipa alla medesima competizione. Il motivo è sempre il sistema, che non l'ha lasciato vincere.

Accadeva alla Roma degli anni '80, i cui sostenitori arrivarono a manipolare la moviola (per stessa ammissione di Carlo Sassi), così da creare il caso Turone, che molti tuttora dipingono come la regina delle ingiustizie nei loro confronti. Accadeva più tardi all'Inter, che piagnucolava su un contatto tra Iuliano e Ronaldo, trasformandolo nel motivo per cui persero lo scudetto, dimenticando però che al momento di quell'episodio la loro squadra era dietro in classifica e sotto di un gol, ma soprattutto trascurando di sottolineare che giocarono l'intera stagione successiva schierando un giocatore munito di passaporto falso, reperito dagli stessi dirigenti nerazzurri, senza subire di fatto alcuna conseguenza sportiva. Accade ancora oggi agli stessi interisti, che hanno cambiato proprietario, ma non abitudini, e che riescono ad incolpare la Juve anche quando le prendono dal Toro (ecco il nuovo mantra: i granata sono stati compensati a San Siro per le ingiustizie patite nel derby).

Ma i nuovi eroi dell'alibi preventivo sono a Napoli. Passano gli allenatori, ma l'abitudine resta: prima fu Mazzarri ad inondarci di lacrime, poi toccò a Benitez motivare i propri insuccessi con la differenza di fatturati (salvo poi farsi esonerare anche dal Real Madrid, dove il fatturato non è esattamente da terzo mondo), ora è il turno di Sarri, che ogni due per tre tira fuori il calendario degli anticipi e dei posticipi, trascurando il piccolo particolare che l'ultima volta in cui Juve e Napoli hanno giocato contemporaneamente sono stati proprio i partenopei a perdere punti. Il fatto che personalità tanto diverse poi reagiscano alle sconfitte in modo simile può provare solo una cosa: più che gli allenatori, è proprio l'ambiente a creare i presupposti per certe sceneggiate.

Viene il dubbio che, più o meno inconsciamente, Higuain non vedesse l'ora di farsi cacciare fuori, quando la partita ad Udine si è complicata. Già, perché Gonzalo è un ottimo giocatore, ma anche uno che nei momenti difficili fallisce sempre l'appuntamento. Insomma, uno splendido perdente. Come ogni perdente che si rispetti, anche Higuain ha bisogno di alibi: l'arbitro ce l'ha con me, il sistema non ci lascia vincere, i poteri forti ci bloccano. E il tifoso, che difficilmente è lucido nelle proprie valutazioni, non può fare altro che allinearsi al suo eroe, perché è sempre più semplice incolpare altri, piuttosto che riconoscere i propri fallimenti. 

Il problema, a lungo termine, è che a forza di nascondere anche a sé stessi le proprie mancanze, diventa impossibile crescere e di conseguenza vincere. Per questo l'Inter non vince niente da oltre trent'anni, fatta eccezione per la parentesi farsopolara, e per questo il Napoli non è da meno. Piuttosto,da tifoso juventino mi preoccupa la Roma, che con l'avvento di Pallotta e Spalletti, dopo l'era del violinista, sembra avere imboccato una strada diversa (che infatti non piace ai fan dei perdenti come Sconcerti): quella della ricerca ossessiva dei propri demeriti, anche quando si vince. Esattamente come fa una squadra che ha già vinto 33 scudetti e che, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare dopo i primi due mesi di questa stagione, è in seria lotta per aggiungerne un altro.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=4682

 

:lode:



#2 SHOVELHEAD

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Inviato 06 aprile 2016 - 08:13

A metà tra Husserl e Monsieur de Lapalisse: un GRANDE articolo. Da incorniciare. 



#3 Diego

Diego

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Inviato 06 aprile 2016 - 08:23

Bellissimo editoriale :)



#4 Combi73

Combi73

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Inviato 06 aprile 2016 - 08:43

Perfetto.

 

Condivido il discorso sull'ambiente. E' quello che ti trasforma vedi gli ultimi casi di Garcia e Sarri, letteralmente trasformati dalle piazze.

 

Evidenzierei agli antijuventini che in Europa NOI ci comportiamo sempre da signori, accettando i verdetti dei campi (al max qualche minima protesta che poi finisce li), anche quando fanno male: ricordiamoci le finali di C.L. con il Borussia e con il Real in cui errori arbitrali ci hanno danneggiato pesantemente , ma così è il calcio, se avessimo giocato meglio avremmo vinto, vedasi anche le due partite con il bayern di quest'anno (non oso pensare se fossero successe ai ciucci). Errori pesantissimi, ma noi schiumiamo di rabbia con Allegri non con gli arbitri perchè se vinci 2-0 a 20 minuti dalla fine sarà pure colpa nostra.

 

Ricordo sempre agli antijuventini che dicono che la juve in Europa non vince perchè non paga gli arbitri come in italia, che abbiamo vinto 3 Uefa, 1 coppa coppe , 2 c.l. 2 supercoppe  e 2 intercontinentali, + 6 finali di c.l. perse (che vuol dire che comunque te la sei giocata fino in fondo). Certo non siamo il Milan ma molte società vorrebbero avere il nostro palmares. Che poi noi in C.L. in finale ci viene l'embolo è un'altra cosa ed un problema nostra di cui non diamo colpa agli arbitri.



#5 karabosca

karabosca

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Inviato 06 aprile 2016 - 08:49

Molte societa' vorrebbero avere il nostro palmeres? Direi che ci sono forse 10 societa' al mondo che hanno fatto meglio di noi. Tutte le altre stanno dietro.



#6 Geppo68

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:09

Noi siamo la Juve.

Siamo diversi.

 

Poi può capitare che un dirigente si faccia tirare per la giacchetta dai giornalisti (!) e a caldo esprima commenti sull'arbitro, magari dopo essere stati eliminati da una importante competizione europea, ma la cosa finisce subito li, e noi siamo i primi a criticarlo.

 

A me sarebbe piaciuto che lunedì mattina la Società di Corso Galfer avesse preso posizione sul comportamento di Zaza: una settimana di sospensione e devoluzione del relativo stipendio in beneficenza. Reintegro del giocatore lunedì prossimo, dopo la partita di San Siro. Praticamente una giornata di squalifica comminata direttamente dalla stessa Società.

Pensaste come avremmo messo in difficoltà sia il giudice sportivo che certi giornalisti...

 

Chissà cosa sarebbero stati capaci di inventare per accusare comunque la Juve...



#7 karabosca

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:13

Noi siamo la Juve.

Siamo diversi.

 

Poi può capitare che un dirigente si faccia tirare per la giacchetta dai giornalisti (!) e a caldo esprima commenti sull'arbitro, magari dopo essere stati eliminati da una importante competizione europea, ma la cosa finisce subito li, e noi siamo i primi a criticarlo.

 

A me sarebbe piaciuto che lunedì mattina la Società di Corso Galfer avesse preso posizione sul comportamento di Zaza: una settimana di sospensione e devoluzione del relativo stipendio in beneficenza. Reintegro del giocatore lunedì prossimo, dopo la partita di San Siro. Praticamente una giornata di squalifica comminata direttamente dalla stessa Società.

Pensaste come avremmo messo in difficoltà sia il giudice sportivo che certi giornalisti...

 

Chissà cosa sarebbero stati capaci di inventare per accusare comunque la Juve...

Tanto contro il milan non penso veda il campo, per cui e' gia fatto :)



#8 Geppo68

Geppo68

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:26

Tanto contro il milan non penso veda il campo, per cui e' gia fatto :)

 

Perché dici questo... Al nalupe manca il pepita ed a noi Zazà.

Pari e patta!

;P



#9 vilostra

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:30

Condivido anche le virgole.

 

Giustamente sottolineato che è l'ambiente che fa la differenza, che  aumenta a dismisura ambizioni che rimangono solo sogni perchè non supportati da rose  all'altezza. Bastano due vittorie consecutive per alimentare speranze ed una sequela di  risultati negativi, come successo ai vesuviani, per addebitare le loro defaillance agli altri, arbitri, avversari(quando non nemici), al palazzo, da cui la Juve è lontanissima anzi avversata. Mai una autocritica e se arrivano a dire che ad Udine hanno giocato male, e quindi perso, non si può giustificare l'atteggiamento insofferente, a dire poco, del loro idolo, un professionista. Strano perchè fino allo scontro diretto era il campionato più bello del mondo, ora è falsato. Non c'è equità di giudizi ma solo becera partigianeria.



#10 Roccone

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:41

 Filosofia del perdente

 

Credo sia un libello clandestino

letto ed applicato dagli integralisti (Vincere? mancoperilcazzo)

dell'alibi preventivo e dell'autoassoluzione

della maggioranza delle società calcistiche italiote 

distribuito clandestinamente dal gruppo Rcs e dalle redazioni Mediaset, Rai, Sky

un po' come; nel vecchio West, c'erano i venditori della "pozione miracolosa" ......

Trai più noti strilloni; Cannavò, Zeman, il ratto minimo, Sconcerti, la mamma di luca cordero di Montezemolo etc........

 

 

 

P.S. Grande Marco! rulez:



#11 BiancoeNero

BiancoeNero

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Inviato 06 aprile 2016 - 09:53

Bellissimo articolo, complimenti marcolanc!! ok:

 

Anche la stampa dovrebbe aiutare ( e si proprio aiutare...) a non alimentare e sostenere le voci dei soliti sospetti!!

sciarpa: sciarpa:



#12 Il gol di Cannavaro

Il gol di Cannavaro

    'sta ferita ancora sanguina!

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Inviato 06 aprile 2016 - 10:10

Grande Marco!

Concetti condivisibilissimi, che per estensione possono spiegare il declino del calcio italiano rispetto al ranking UEFA: piuttosto che migliorarsi si è provveduto a creare una farsa che ha cancellato un competitor e azzoppato un altro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tra l'altro, il competitor cancellato non ha perso le proprie abitudini ed è tornado ad eccellere.

Ottimo il riferimento ad Alan Ford (i primi 75 numeri inarrivabili, quelli di Magnus). ok:



#13 Geppo68

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Inviato 06 aprile 2016 - 10:24

Grande Marco!

Concetti condivisibilissimi, che per estensione possono spiegare il declino del calcio italiano rispetto al ranking UEFA: piuttosto che migliorarsi si è provveduto a creare una farsa che ha cancellato un competitor e azzoppato un altro e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Tra l'altro, il competitor cancellato non ha perso le proprie abitudini ed è tornado ad eccellere.

Ottimo il riferimento ad Alan Ford (i primi 75 numeri inarrivabili, quelli di Magnus). ok:

 

:lode:  :lode:  :lode:

 

Anche Piffarerio non era male, ma Magnus era un vero Maestro!

 

Per tornare in topic: anch'io l'ho scritto più volte, a medio termine, la Farsa ha fatto più male a chi l'ha organizzata ed ai loro compagni di merende.



#14 nicola 79

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Inviato 06 aprile 2016 - 10:25

Fenomenologia del perdente

 

higuain(0).jpg

 

di M. Lancieri

 

Chi ha qualche anno sulle spalle forse ricorderà Alan Ford, lo splendido fumetto di Magnus e Bunker, in cui un gruppo scalcagnato di agenti segreti se la vedeva con personaggi paradossali. Nel numero 45,Piano concerto al centimetropolitan, un gruppo di orchestrali falliti discuteva sull'opportunità di salire su un palco ad esibirsi, decidendo infine di rinunciare, per non perdere anche l'alibi di non avere mai avuto l'occasione di dimostrare quel che valevano.

La filosofia del perdente è proprio questa: prima ancora di entrare in campo, si è già creato l'alibi. La ragione dei propri insuccessi non è mai da cercare nei propri limiti tecnici, nel proprio scarso impegno o semplicemente nel fatto che c'è qualcuno più bravo che partecipa alla medesima competizione. Il motivo è sempre il sistema, che non l'ha lasciato vincere.

Accadeva alla Roma degli anni '80, i cui sostenitori arrivarono a manipolare la moviola (per stessa ammissione di Carlo Sassi), così da creare il caso Turone, che molti tuttora dipingono come la regina delle ingiustizie nei loro confronti. Accadeva più tardi all'Inter, che piagnucolava su un contatto tra Iuliano e Ronaldo, trasformandolo nel motivo per cui persero lo scudetto, dimenticando però che al momento di quell'episodio la loro squadra era dietro in classifica e sotto di un gol, ma soprattutto trascurando di sottolineare che giocarono l'intera stagione successiva schierando un giocatore munito di passaporto falso, reperito dagli stessi dirigenti nerazzurri, senza subire di fatto alcuna conseguenza sportiva. Accade ancora oggi agli stessi interisti, che hanno cambiato proprietario, ma non abitudini, e che riescono ad incolpare la Juve anche quando le prendono dal Toro (ecco il nuovo mantra: i granata sono stati compensati a San Siro per le ingiustizie patite nel derby).

Ma i nuovi eroi dell'alibi preventivo sono a Napoli. Passano gli allenatori, ma l'abitudine resta: prima fu Mazzarri ad inondarci di lacrime, poi toccò a Benitez motivare i propri insuccessi con la differenza di fatturati (salvo poi farsi esonerare anche dal Real Madrid, dove il fatturato non è esattamente da terzo mondo), ora è il turno di Sarri, che ogni due per tre tira fuori il calendario degli anticipi e dei posticipi, trascurando il piccolo particolare che l'ultima volta in cui Juve e Napoli hanno giocato contemporaneamente sono stati proprio i partenopei a perdere punti. Il fatto che personalità tanto diverse poi reagiscano alle sconfitte in modo simile può provare solo una cosa: più che gli allenatori, è proprio l'ambiente a creare i presupposti per certe sceneggiate.

Viene il dubbio che, più o meno inconsciamente, Higuain non vedesse l'ora di farsi cacciare fuori, quando la partita ad Udine si è complicata. Già, perché Gonzalo è un ottimo giocatore, ma anche uno che nei momenti difficili fallisce sempre l'appuntamento. Insomma, uno splendido perdente. Come ogni perdente che si rispetti, anche Higuain ha bisogno di alibi: l'arbitro ce l'ha con me, il sistema non ci lascia vincere, i poteri forti ci bloccano. E il tifoso, che difficilmente è lucido nelle proprie valutazioni, non può fare altro che allinearsi al suo eroe, perché è sempre più semplice incolpare altri, piuttosto che riconoscere i propri fallimenti. 

Il problema, a lungo termine, è che a forza di nascondere anche a sé stessi le proprie mancanze, diventa impossibile crescere e di conseguenza vincere. Per questo l'Inter non vince niente da oltre trent'anni, fatta eccezione per la parentesi farsopolara, e per questo il Napoli non è da meno. Piuttosto,da tifoso juventino mi preoccupa la Roma, che con l'avvento di Pallotta e Spalletti, dopo l'era del violinista, sembra avere imboccato una strada diversa (che infatti non piace ai fan dei perdenti come Sconcerti): quella della ricerca ossessiva dei propri demeriti, anche quando si vince. Esattamente come fa una squadra che ha già vinto 33 scudetti e che, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare dopo i primi due mesi di questa stagione, è in seria lotta per aggiungerne un altro.

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=4682

 

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#15 ziopalm

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Inviato 06 aprile 2016 - 13:27

Fenomenologia del perdente

 

higuain(0).jpg

 

di M. Lancieri

 

Chi ha qualche anno sulle spalle forse ricorderà Alan Ford, lo splendido fumetto di Magnus e Bunker, in cui un gruppo scalcagnato di agenti segreti se la vedeva con personaggi paradossali. Nel numero 45,Piano concerto al centimetropolitan, un gruppo di orchestrali falliti discuteva sull'opportunità di salire su un palco ad esibirsi, decidendo infine di rinunciare, per non perdere anche l'alibi di non avere mai avuto l'occasione di dimostrare quel che valevano.

La filosofia del perdente è proprio questa: prima ancora di entrare in campo, si è già creato l'alibi. La ragione dei propri insuccessi non è mai da cercare nei propri limiti tecnici, nel proprio scarso impegno o semplicemente nel fatto che c'è qualcuno più bravo che partecipa alla medesima competizione. Il motivo è sempre il sistema, che non l'ha lasciato vincere.

Accadeva alla Roma degli anni '80, i cui sostenitori arrivarono a manipolare la moviola (per stessa ammissione di Carlo Sassi), così da creare il caso Turone, che molti tuttora dipingono come la regina delle ingiustizie nei loro confronti. Accadeva più tardi all'Inter, che piagnucolava su un contatto tra Iuliano e Ronaldo, trasformandolo nel motivo per cui persero lo scudetto, dimenticando però che al momento di quell'episodio la loro squadra era dietro in classifica e sotto di un gol, ma soprattutto trascurando di sottolineare che giocarono l'intera stagione successiva schierando un giocatore munito di passaporto falso, reperito dagli stessi dirigenti nerazzurri, senza subire di fatto alcuna conseguenza sportiva. Accade ancora oggi agli stessi interisti, che hanno cambiato proprietario, ma non abitudini, e che riescono ad incolpare la Juve anche quando le prendono dal Toro (ecco il nuovo mantra: i granata sono stati compensati a San Siro per le ingiustizie patite nel derby).

Ma i nuovi eroi dell'alibi preventivo sono a Napoli. Passano gli allenatori, ma l'abitudine resta: prima fu Mazzarri ad inondarci di lacrime, poi toccò a Benitez motivare i propri insuccessi con la differenza di fatturati (salvo poi farsi esonerare anche dal Real Madrid, dove il fatturato non è esattamente da terzo mondo), ora è il turno di Sarri, che ogni due per tre tira fuori il calendario degli anticipi e dei posticipi, trascurando il piccolo particolare che l'ultima volta in cui Juve e Napoli hanno giocato contemporaneamente sono stati proprio i partenopei a perdere punti. Il fatto che personalità tanto diverse poi reagiscano alle sconfitte in modo simile può provare solo una cosa: più che gli allenatori, è proprio l'ambiente a creare i presupposti per certe sceneggiate.

Viene il dubbio che, più o meno inconsciamente, Higuain non vedesse l'ora di farsi cacciare fuori, quando la partita ad Udine si è complicata. Già, perché Gonzalo è un ottimo giocatore, ma anche uno che nei momenti difficili fallisce sempre l'appuntamento. Insomma, uno splendido perdente. Come ogni perdente che si rispetti, anche Higuain ha bisogno di alibi: l'arbitro ce l'ha con me, il sistema non ci lascia vincere, i poteri forti ci bloccano. E il tifoso, che difficilmente è lucido nelle proprie valutazioni, non può fare altro che allinearsi al suo eroe, perché è sempre più semplice incolpare altri, piuttosto che riconoscere i propri fallimenti. 

Il problema, a lungo termine, è che a forza di nascondere anche a sé stessi le proprie mancanze, diventa impossibile crescere e di conseguenza vincere. Per questo l'Inter non vince niente da oltre trent'anni, fatta eccezione per la parentesi farsopolara, e per questo il Napoli non è da meno. Piuttosto,da tifoso juventino mi preoccupa la Roma, che con l'avvento di Pallotta e Spalletti, dopo l'era del violinista, sembra avere imboccato una strada diversa (che infatti non piace ai fan dei perdenti come Sconcerti): quella della ricerca ossessiva dei propri demeriti, anche quando si vince. Esattamente come fa una squadra che ha già vinto 33 scudetti e che, contrariamente a quanto ci si poteva aspettare dopo i primi due mesi di questa stagione, è in seria lotta per aggiungerne un altro.

 

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davvero complimenti per un pezzo che fotografa esattamente la situazione del calcio italico... concordo col concetto che l'ambiente contagi anche il più sano però secondo me ci deve essere anche una predisposizione all'alibi: lippi, che ha allenato sia a napoli che a prescrittonia, non andava in tv a parlare di arbitri o fatturati o diarrea.....  







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