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La Coerenza Non Conta, Di E. Loffredo

boniperti garcia totti settantottini

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2 risposte a questa discussione

#1 paola

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    Kapa

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Inviato 29 gennaio 2015 - 16:04

La coerenza non conta

 

totti_garcia.jpg

 

di E. Loffredo

 

«Vincere è l'unica cosa che conta», questa massima attribuita a Giampiero Boniperti viene ciclicamente strumentalizzata per attaccare la Juventus, le sue vittorie e i suoi tifosi. Il motivo primario e scopo ultimo è quello di affermare "a voi non importa come, vi basta vincere e non vi interessa se ci sono episodi dubbi...". Un'interpretazione evidentemente non autentica. Il vero significato di quella frase risiede altrove: nella ricerca di motivazioni da parte del gruppo per inseguire sempre l'obiettivo massimo e, tra le altre cose, ammettere la vittoria altrui (quando capita) per tornare a mirare al successo senza facili scusanti.

Sul come si vince da una settimana a questa parte da Trigoria ci stanno offrendo uno dei più incredibili campionari di negazionismo mai visti nel calcio. Ultimo in ordine di tempo er pupone che al Corriere dello sport ha dichiarato: «La risposta è più semplice di quanto tu possa pensare: la Roma non ha ricevuto alcun favore contro Sassuolo, Genoa, Udinese e Palermo. Ma a forza di sostenere il contrario si è consolidata una realtà distorta. Tutto qui» (Link). Delle due l'una: o Totti soffre di dissociazione dalla realtà, o prende deliberatamente in giro l'intelligenza dei tifosi, romanisti in primis.

Ma la cantilena era già partita dopo la gara di Coppa Italia tra Roma ed Empoli. La partita era stata stata risolta da due macroscopici errori arbitrali (in buona fede), prima la mancata espulsione di Yanga Mbiwa per fallo da ultimo uomo al limite dell'area e poi a poco più di cinque minuti dal termine dei supplementari da un inesistente rigore concesso ai giallorossi per un fallo inventato di sana pianta.

Nel dopo partita Rudi Garcia sul rigore ha affermato: «Non ho visto le immagini, ho solo ricevuto degli avvisi che mi hanno detto "rigore netto" (anche a questo giro sulla sua panchina c'erano dispositivi per comunicare con l'esterno?)». Ben più prepotente l'intimazione alla stampa del DG Baldissoni: «Il rigore è netto, i giornalisti devono metterlo in evidenza». Sic! (Link). Siamo al ridicolo. Una situazione della quale però sono colpevoli certi giornalisti e il loro servilismo da tifosi.

La dichiarazione più tragicomica tuttavia appartiene sempre all'allenatore che con fastidio ha polemicamente chiesto ai cronisti della RAI: «Ora possiamo parlare di calcio?». Adesso vuole parlare di calcio? Eppure dal 5 ottobre scorso il sergente di Trigoria e la sua truppa non hanno perso una sola occasione per "divagare" su tutto quello che è altro dal campo: errori, complotti, aiutini, sospetti, illazioni e tutta una serie di allusioni variamente assortite. E no, non funziona così, non dovrebbe. Caro Garcia, i romani, quelli antichi, dicevano "cuius commoda eius et incommoda".

L'allenatore giallorosso, a cui a una settimana di distanza è corso in aiuto il suo capitano, ha gettato ogni sorta di sospetto sugli errori che a suo dire avrebbero (ma non hanno) favorito la Juventus, adesso, dopo le partite con Sassuolo, Genoa, Udinese, Lazio, Empoli (e sicuramente ne dimentico qualcuna), vuole svicolare negando l'evidenza, trincerandosi dietro al ritornello "l'arbitro era vicino, ha visto bene, bla bla... ". Non per coerenza, né per dignità, ma per vergogna dovrebbe autoimporsi un più decoroso silenzio.

Ma siamo sicuri che tutto questo scivolerà addosso a tecnico romanista e al suo calciatore più anziano, e saranno anzi pronti a scattare con la solito piglio verbale quando capiterà un errore contro la Roma o a favore di una loro avversaria in classifica. È questo il senso dell'etica e della sportività che hanno mostrato in questi mesi.

Vincere è l'unica cosa conta. Garcia e Astori dopo Roma-Empoli hanno affermato «la qualificazione è l'unica cosa che conta». A tutti quelli che vorrebbero insolentire la Juventus travisando il motto con cui abbiamo aperto questo pezzo sia evidente che in questo caso specifico, e negli altri ricordati dalle parole di Totti, si possono utilizzare tutte le argomentazioni che usano contro la Signora. Perché mentre lì siamo alla manifestazione di un obiettivo agonistico pronunciato nel rispetto del proprio lavoro e degli avversari, qui siamo alla strafottenza espressa con riferimento a un episodi ben determinati: l'importante era passare il turno, e chi se ne frega del rigore regalato!

Ma i tesserati romanisti sono in buona compagnia. Li seguono uno stuolo di giornalisti che hanno perso l'ennesima occasione per dimostrare indipendenza e dignità professionale e personale.

 

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=4056

 



#2 vilostra

vilostra

    Rancoroso serie C

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Inviato 29 gennaio 2015 - 22:56

E quando mai è contata? Lecito cambiare opinione per carità ma fare il salto del fosso senza motivare alcunchè o peggio ancora mistificare, come sono soliti fare, è tipico dei pennivendoli  che hanno piazzato questo paese al 78°posto mondiale in quanto a libertà d'informazione.



#3 Manuju

Manuju

    Gaetano Scirea unico grande vero juventino. LA LEGGENDA

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Inviato 30 gennaio 2015 - 08:58

Dovrebbero scrivere le 19 società di serie A sul colletto delle loro divise questa frase "Infangare le vittorie della Juve è l'unica cosa che conta"







Anche taggato con boniperti, garcia, totti, settantottini

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