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Come L’Oro, Mai Come Loro! Di L. Basso

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#1 paola

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    Kapa

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Inviato 09 dicembre 2014 - 08:42

Come l’oro, mai come loro!

 

keep-calm-and-ci-pensa-pirlo.png

 

di L. Basso

 

Sgombriamo subito il campo da tutti i possibili equivoci: io sono il primo che ha fatto sussultare i vicini con un urlo che aveva ben poco di umano quando, agli ultimissimi ticchettii della lancetta del cronometro dell'arbitro, Andrea Pirlo da Brescia azzeccava il tiro che mandava in paradiso la Vecchia Signora e all'inferno i "cugini" granata.
Chiunque tifi una qualsiasi squadra sa quant'è bello agguantare una vittoria quando ormai non ci speri quasi più, quando sei stato a tanto così da buscarle, e invece -BAM!- parte quel tiraccio che è 50% abilità balistica e 50% disperazione, e tutto cambia in mezzo secondo.

Per la prima volta, da anni, il derby è stato davvero una brutta gatta da pelare. A posteriori, parlando con dei "cugini", penso di poter dire che l'errore imperdonabile è stato di Ventura. Con la Juve in 10, e con Ogbonna che da sempre patisce gli attaccanti più rapidi, sono convinto che se avesse messo in campo un uomo veloce come Martinez ce la saremmo vista brutta. Invece lui ha optato per Larrondo, più potente ma molto più lento. Poi va bene così, io sono solo un amministratore di condominio e lui un allenatore professionista, ed avrà avuto le sue ragioni. Anzi, da gobbo dico "meglio così due volte!".

Da quella stessa sera sono iniziati gli inevitabili sfottò da una sponda all'altra del fiume Eridano; si sa, il calcio è anche quello: si ride, si scherza e si fanno battute.
Qualche volta la battuta è anche a livello "ufficiale", anche se non tutti, tra i dirigenti, hanno reali capacità da fine umorista. Sono lontani i tempi del decimetro regalato da Boniperti al Presidente della Roma Viola, che si lamentava sui centimetri del famoso fuorigioco sul "Gò dde Turone", o delle battute velenose dell'Avvocato.
Purtroppo i Ferrero, i Cairo, i Lotito sono di un'altra estrazione e vogliono far ridere tifosi di un altro livello; le battute da caserma sono quello che chiede la "ggente" e loro gliele danno.
Ma non è di questo che voglio parlare oggi.

Dopo il derby ho saputo che quella scarpa "benedetta" è stata inserita nel Museo all'interno dello Juventus Stadium in una teca dedicata.
Non solo: l'altra mattina ho visto (e condiviso, lo ammetto) su Facebook il video "keep calm". Sono il primo a dire che è carino, e poi, per la classica legge secondo la quale la realtà supera la fantasia, Andrea "is not impressed" Pirlo è la persona più adatta al mondo per la parte: apparentemente senza un sorriso, senza un'emozione... "calma, calma!!"
Ma a questo punto mi viene un dubbio.


Per anni, tantissimi anni, l'abbiamo menata ai cugini (e a mezzo campionato, ok) che il derby, per noi, è "solo una partita" mentre loro accetterebbero di andare anche in serie C, se però potessero vincere "quella" partita.
Forse definirla "solo una partita" è riduttivo, ok, specie per chi come me vive a Torino. Chi vive fianco a fianco con i "cugini" ogni giorno non può fare finta di niente.
Ma non dobbiamo scordare che la nostra Juve è quella che da sempre giocava i "derby d'Europa".
I nostri avversari, da sempre, si chiamano Real Madrid, Manchester United, Barcelona, Bayern Monaco. Non dobbiamo scordarcelo.

Abbiamo vinto, ok. Abbiamo fatto un pochino i "cazzari": ci sta ed era giusto farlo. Fa tutto parte del gioco del calcio, è quella punta di pepe che rende il piatto più gustoso.
Ma non dobbiamo diventare mai come "loro".
Non ci deve bastare, perchè alla fine della fiera sono sempre e solo tre punti.

I prossimi che usciranno a calcare l'erba di quel campo saranno i "colchoneros" di Madrid, e non saranno "solo tre punti" in palio: ci giocheremo il lasciapassare per tornare tra le grandi d'Europa. Piccola tra le grandi, ma saremo comunque lì, se ci crediamo.
Se soprattutto ci ricordiamo che quelle sono le nostre sfide.
Perchè ad essere "i più bravi del giardinetto", alla fine ci si abitua. E ci si illude che sia una cosa bella.

Basta festeggiare. Basta brindare. Basta scherzare.
Adesso c'è da fare maledettamente, fottutissimamente sul serio.
Per tornare nell'oro d'Europa.
Per non diventare come loro.

 







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