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Deferimento Per Malag˛? Di E. Loffredo

malag˛ coni federnuoto fin barelli giustizia sportiva

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54 risposte a questa discussione

#1 paola

paola

    Kapa

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Inviato 22 settembre 2014 - 07:52

Deferimento per Malagò?

 

 

MALAGO(0).jpg

 

di E. Loffredo

 

In questi giorni si ipotizza un deferimento per Giovanni Malagò, il presidente della federnuoto infatti ha denunciato alla procura della stessa federazione il presidente del CONI (tesserato FIN). La storia assumerebbe contorni grotteschi se non fosse che denunciare il capo dello sport italiano è una cosa che potrebbe diventare un ulteriore motivo di imbarazzo e sofferenze per lo sport italiano.

Tra Paolo Barelli (presidente FIN) e Giovanni Malagò i rapporti sono tesi e non da poco tempo. È una contrapposizione che nasce nella galassia dei circoli romani e che si è trascinata, inasprendosi, fino a oggi. C'entrano forse anche diverse appartenenze politiche, il presidente FIN è stato parlamentare del PDL mentre Malagò è sempre stato considerato molto vicino alla sinistra veltroniana. I due si ritrovarono a coesistere in occasione dei mondiali di nuoto del 2009 (Malagò presiedeva il comitato promotore, Barelli era già allora presidente FIN). Quei mondiali non furono esenti da inchieste sulla regolarità dei lavori per gli impianti (Malagò fu coinvolto e assolto dal GIP nel luglio 2012). Se serpeggiavano dissidi tra il presidente del circolo Canottieri Aniene (Malagò) e il fratello di quello del circolo Flaminio sporting club (Barelli) è probabile, fatto sta che proprio intorno ai meriti per la riuscita di quel mondiale, e forse anche per collegate questioni di poltrone e potere, si registrarono i primi evidenti attriti tra i due. In più a rinfocolare i dissidi ci si mise anche la questione dei rimborsi/premi spettanti agli atleti dei due circoli, con quelli del circolo Aniene che lamentarono una disparità rispetto proprio a quelli del Flaminio.

Negli ultimi mesi i rapporti tra CONI e FIN hanno rispecchiato quelli tra i relativi presidenti. In un'inchiesta della Procura di Roma - partita su esposto proprio del CONI contro la FIN – il pm aveva chiesto l'archiviazione per Paolo Barelli circa presunte irregolarità nelle fatturazioni per lavori di manutenzione della piscina del Foro italico. Nel commentare la richiesta di archiviazione del pm il segretario generale del Comitato olimpico oltre a prenderne atto affermò «la correttezza della procedura seguita quale atto dovuto nell'esercizio della propria funzione di vigilanza sulle federazioni sportive». Atto talmente dovuto che come riportato dal CorSera il CONI ha presentato un nuovo esposto inducendo il GIP a respingere la richiesta di archiviazione e a chiedere al pm ulteriori indagini.

La guerra nel frattempo è diventata anche mediatica, con la FIN che dal proprio profilo twitter ha fatto notare come per i recenti successi nelle piscine degli europei di nuoto non sia giunta la canonica telefonata di congratulazioni da parte del CONI. Siccome “la guerra è guerra”, il presidente della federnuoto è passato al contrattacco e, come dicevamo in apertura, ha denunciato alla procura federale della FIN il tesserato Malagò per alcune frasi dette durante la giunta del CONI del 4 marzo «È risultato che tali contributi siano stati parzialmente utilizzati dalla Fin (23 fatture dal valore complessivo di 845 mila euro) per i lavori alle piscine del Foro Italico, oggetto dell'accordo con Coni Servizi e le stesse fatture, già presentate al Ministero per attestare il vincolo di destinazione del finanziamento statale, sono state altresì prodotte nell'ambito dell'accordo transattivo sottoscritto tra Fin e Coni Servizi per il rimborso dei lavori sulle piscine del Foro Italico» (Link), un'accusa alla quale evidentemente Barelli non ci sta.

Ora che accade? Il procuratore della federnuoto deferirà davvero Malagò per illecito disciplinare derivate da inosservanza dei «principi di lealtà, di rettitudine e di correttezza morale che devono sempre ispirare i comportamenti delle società affiliate e dei soggetti tesserati» (art. 11 co. 1 del Regolamento di Giustizia FIN)? A questo punto tutto può accadere. Il nocciolo della questione però è diventato un altro: ci si chiede infatti se gli organi di giustizia di una federazione affiliata possono deferire il presidente del CONI, il quale per parte sua quasi si equipara ai politici nell'esercizio delle proprie funzioni, lasciando intendere di godere di una immunità funzionale per l'occasione in cui sono state pronunciate quelle frasi. La Reppubblica al riguardo scrive: «Frase che secondo un'interpretazione non poteva essere utilizzata dalla giustizia sportiva: questo sosteneva stamattina Malagò» (Link). Ma davvero esiste questa immunità per capo dello sport italiano? Non siamo riusciti a rinvenire nulla del genere né nello Statuto del CONI né nel Decreto Legislativo 242 del 2009 (Riordino del Comitato olimpico nazionale italiano). Sarebbe però davvero inusuale vedere il presidente del CONI che, inibito per un anno, contesta l'operato di una sacra giurisdizione domestica.

Al di là di tutto, e per usare una terminologia sportiva, è lecito e leale che Malagò e Barelli si facciano una guerra che sembra personale utilizzando in modo strumentale il comitato olimpico e la federnuoto? Gli organi di giustizia che formalmente sono indipendenti dal CONI e dalla FIN con quale serenità giudicheranno la questione? E nel caso ciascuna delle due giustizie domestiche desse soddisfazione alle ragioni del rispettivo presidente di riferimento, con quale credibilità potranno presentarsi agli occhi degli sportivi italiani?

 

http://www.giulemani...lio.asp?id=3822

 



#2 paola

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Inviato 22 settembre 2014 - 10:36

usano le federazioni e le altre istituzioni sportive a loro uso e consumo... mi sembra più che evidente



#3 gustavo

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Inviato 22 settembre 2014 - 12:49

usano le federazioni e le altre istituzioni sportive a loro uso e consumo... mi sembra più che evidente

 

La soluazione c'è e si chiama :4225654y:  Poltronissimo :

" Via tutti e due : divento presidente del Coni e commissario della Fit " .



#4 paola

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Inviato 23 settembre 2014 - 13:44

Malagò sotto processo, rischia la squalifica

Mercoledì 24 settembre il presidente del Coni, Giovanni Malagò, andrà sotto processo: la Disciplinare della Fin (Federnuoto) lo giudicherà, in quanto tesserato per la stessa Federazione, in base a quello che ha detto il 4 marzo in occasione della Giunta Coni. Malagò è stato sentito il 1 luglio negli uffici della Presidenza del Coni dal viceprocuratore della Federnuoto, l'avvocato professor Alessandro Sammarco (studio Previti). Non dal procuratore, Carlo D'Amelio, che, essendo socio dell'Aniene, per motivi di opportunità ha affidato l'incarico ad uno dei suoi due vice. Malagò ha spiegato che "ogni mio intervento in Giunta Nazionale Coni avviene nella qualità di Presidente del Coni e non nella qualità di tesserato di una Federazione sportiva". Ha prodotto inoltre copia redatta "dal dottor Befera (figlio dell'ex n.1 dell'Agenzia delle Entrate, ndr) nella quale, peraltro, è espressamente indicato l'episodio dell'utilizzazione delle fatture nell'accordo transattivo 2013 tra Fin e Coni Servizi". L'atto di deferimento, datato 6 agosto e notificato a Malagò il 12 agosto, è pesante: nelle 10 pagine il viceprocuratore parla di "dichiarazione... caratterizzata da un'indubbia portata offensiva...". Inoltre, "l'affermazione (di Malagò, ndr) circa il doppio uso delle stesse fatture ai fini d indurre in errore o il Mef o la Coni Servizi o entrambi i soggetti, è idonea a gettare un forte discredito nei confronti della Fin nel suo complesso e nei confronti di tutti coloro che operano in Fin o che comunque agiscono in sua rappresentanza". Non si sa quanto chiederà il "pm" mercoledì di fronte alla Disciplinare (Malagò non si presenterà): ma è certo che, avendo deferito il n.1 dello sport italiano, l'avvocato Sammarco proporrà una condanna (secondo alcune voci superiore addirittura all'anno). Attenzione, comunque: Malagò sarebbe squalificato (inibito) in quanto tesserato della Fin, non potrebbe più fare il presidente dell'Aniene (secondo alcune interpretazioni), ma conserverebbe la carica di presidente del Coni. I gradi di giudizio (sportivo) potrebbero essere addirittura quattro: Disciplinare, Caf, Collegio Garanzia del Coni e Tas di Losanna. In caso di condanna in giudicato, superiore ad un anno, Malagò perderebbe i requisiti (articolo 5, comma 3 dello statuto del Coni) e dovrebbe dimettersi da presidente del Coni? Speriamo di no.

Questa vicenda si trascina da troppo tempo: Barelli, ad esempio, è ancora in ballo davanti alla procura della Repubblica che, entro il 20 dicembre, deve decidere se archiviare (la Coni Servizi si è opposta) o rinviare a giudizio per le doppie fatturazioni (ipotesi di reato, truffa aggravata). Il gip, che si è opposto all'archiviazione chiesta dal pm, ha acquisito atti nuovi e nei giorni scorsi ha interrogato anche "Beferino". Ma anche in caso di processo penale, Barelli non ha alcune intenzione di dimettersi dalla Federnuoto. Si dovrebbe aspettare semmai la conclusione di un eventuale iter processuale (quindi anni ed anni...).

Una soluzione c'è, per il bene dello sport italiano e del nuoto che speriamo ci porti qualche medaglia a Rio: i due "nemici" si parlino, trovino un accordo. Senza mediazioni (inutili). La finiscano con questa vicenda che sta assumendo ormai aspetti grotteschi e che si trascina da troppo tempo. Barelli è disposto al dialogo. E Malagò?

 

http://www.repubblic...ifica-96228656/



#5 vilostra

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    Rancoroso serie C

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Inviato 23 settembre 2014 - 14:13

Malagò rischia la squalifica,re travicello con la spada di Damocle dell'Uefa. Possibile che non si trovi qualcuno illibato? ;P



#6 gildo75

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Inviato 23 settembre 2014 - 17:36

Malagò sotto processo, rischia la squalifica

[...]

Attenzione, comunque: Malagò sarebbe squalificato (inibito) in quanto tesserato della Fin, non potrebbe più fare il presidente dell'Aniene (secondo alcune interpretazioni), ma conserverebbe la carica di presidente del Coni. I gradi di giudizio (sportivo) potrebbero essere addirittura quattro: Disciplinare, Caf, Collegio Garanzia del Coni e Tas di Losanna. In caso di condanna in giudicato, superiore ad un anno, Malagò perderebbe i requisiti (articolo 5, comma 3 dello statuto del Coni) e dovrebbe dimettersi da presidente del Coni? Speriamo di no.

Questa vicenda si trascina da troppo tempo: Barelli, ad esempio, è ancora in ballo davanti alla procura della Repubblica che, entro il 20 dicembre, deve decidere se archiviare (la Coni Servizi si è opposta) o rinviare a giudizio per le doppie fatturazioni (ipotesi di reato, truffa aggravata). Il gip, che si è opposto all'archiviazione chiesta dal pm, ha acquisito atti nuovi e nei giorni scorsi ha interrogato anche "Beferino". Ma anche in caso di processo penale, Barelli non ha alcune intenzione di dimettersi dalla Federnuoto. Si dovrebbe aspettare semmai la conclusione di un eventuale iter processuale (quindi anni ed anni...).

Una soluzione c'è, per il bene dello sport italiano e del nuoto che speriamo ci porti qualche medaglia a Rio: i due "nemici" si parlino, trovino un accordo. Senza mediazioni (inutili). La finiscano con questa vicenda che sta assumendo ormai aspetti grotteschi e che si trascina da troppo tempo. Barelli è disposto al dialogo. E Malagò?

 

http://www.repubblic...ifica-96228656/

 

La parte finale di questo articolo è aberrante in più punti:

1) perché si dovrebbe passare sopra la questione etica di un presidente del CONI inibito da una federazione? Dove vanno a finire i requisiti morali di specchiabilità e correttezza?

2) Malagò in giunta non può dire quello che vuole, avendo un ruolo super-partes dovrebbe anzi essere maggiormente cauto; 

3) Col cavolo che potrebbe restare in carica se lo inibiscono per più di un anno! ( 3. I componenti degli organi del CONI, oltre ai requisiti specifici previsti dal presente Statuto, devono possedere i seguenti requisiti generali: ... c) non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o 

inibizioni sportive definitive complessivamente superiori a un anno, da parte delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva, del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti.)
4) Perché in Italia per non toccare un potente si deve sempre ricorrere a tarallucci e vino ("Barelli e Malagò si parlino...")?
5) Per Malagò quattro gradi di giudizio e per Moggi&Giraudo due...
 
E facciamo finta di non vedere il politicume che gira intorno a questa vicenda e allo sport in generale.


#7 Edgar 74

Edgar 74

    induzioni mentali stimolate da pensieri inversi

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Inviato 23 settembre 2014 - 17:38

 

La parte finale di questo articolo è aberrante in più punti:

1) perché si dovrebbe passare sopra la questione etica di un presidente del CONI inibito da una federazione? Dove vanno a finire i requisiti morali di specchiabilità e correttezza?

2) Malagò in giunta non può dire quello che vuole, avendo un ruolo super-partes dovrebbe anzi essere maggiormente cauto; 

3) Col cavolo che potrebbe restare in carica se lo inibiscono per più di un anno! ( 3. I componenti degli organi del CONI, oltre ai requisiti specifici previsti dal presente Statuto, devono possedere i seguenti requisiti generali: ... c) non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o 

inibizioni sportive definitive complessivamente superiori a un anno, da parte delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva, del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti.)
4) Perché in Italia per non toccare un potente si deve sempre ricorrere a tarallucci e vino ("Barelli e Malagò si parlino...")?
5) Per Malagò quattro gradi di giudizio e per Moggi&Giraudo due...
 
E facciamo finta di non vedere il politicume che gira intorno a questa vicenda e allo sport in generale.

 

 

E' Repubblica. Da quando Silvio non chiava più hanno perso la testa



#8 riccardomazzon

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    Juve

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Inviato 23 settembre 2014 - 17:42

 

 

1) perché si dovrebbe passare sopra la questione etica di un presidente del CONI inibito da una federazione? Dove vanno a finire i requisiti morali di specchiabilità e correttezza?


 

 

Incredibile! :facepalm:

 

 

E' Repubblica. Da quando Silvio non chiava più hanno perso la testa

asd: asdciao:



#9 gildo75

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Inviato 23 settembre 2014 - 17:47

 

E' Repubblica. Da quando Silvio non chiava più hanno perso la testa

Che Silvio non chiavi più è una tua congettura. asdciao:



#10 paola

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Inviato 23 settembre 2014 - 19:48

 

La parte finale di questo articolo è aberrante in più punti:

1) perché si dovrebbe passare sopra la questione etica di un presidente del CONI inibito da una federazione? Dove vanno a finire i requisiti morali di specchiabilità e correttezza?

2) Malagò in giunta non può dire quello che vuole, avendo un ruolo super-partes dovrebbe anzi essere maggiormente cauto; 

3) Col cavolo che potrebbe restare in carica se lo inibiscono per più di un anno! ( 3. I componenti degli organi del CONI, oltre ai requisiti specifici previsti dal presente Statuto, devono possedere i seguenti requisiti generali: ... c) non aver riportato nell’ultimo decennio, salva riabilitazione, squalifiche o 

inibizioni sportive definitive complessivamente superiori a un anno, da parte delle Federazioni sportive nazionali, delle Discipline sportive associate e degli Enti di promozione sportiva, del CONI o di organismi sportivi internazionali riconosciuti.)
4) Perché in Italia per non toccare un potente si deve sempre ricorrere a tarallucci e vino ("Barelli e Malagò si parlino...")?
5) Per Malagò quattro gradi di giudizio e per Moggi&Giraudo due...
 
E facciamo finta di non vedere il politicume che gira intorno a questa vicenda e allo sport in generale.

 

 

sai chi è l'autore dell'articolo?

 

Fulvio Bianchi ...



#11 paola

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Inviato 24 settembre 2014 - 07:03

Coni
Malagò non andrà alla Disciplinare del nuoto
Giovanni Malagò (foto con Barelli) non si presenterà per «precedenti impegni
istituzionali»
oggi alla Disciplinare della Federnuoto per rispondere delle frasi sul
presidente Fin, Paolo Barelli, in Giunta Coni sulla presunta doppia fatturazione.
Malagò è stato deferito come tesserato del club Aniene. In sua vece gli avvocati
Valori e Angeletti, che presenteranno una memoria con gli esiti del parere chiesto
da Malagò al Collegio di Garanzia del Coni. In sintesi: ciò che il presidente dice in
Giunta non è utilizzabile contro di lui.
Intanto il Cda della Coni servizi, dopo il
passaggio di Michele Uva alla Figc ha conferito più poteri al presidente Chimenti.

 

Corsera



#12 paola

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Inviato 25 settembre 2014 - 06:45

Il deferimento
Caso Malagò, decisione rinviata a lunedì 29

La Commissione Disciplinare della Federnuoto si è riunita per esaminare il caso
del n. 1 del Coni, Malagò, deferito in qualità di presidente del Circolo Canottieri
Aniene per le dichiarazioni rese in Giunta con cui imputava alla Fin di Paolo
Barelli una «doppia fatturazione» (e una truffa a danno della Coni Servizi).
Malagò non era presente, i suoi avvocati, Valori e Angeletti, in una memoria
scritta hanno sollevato «eccezioni di nullità, illegittimità e incompetenza in merito
al giudizio che si è intentato nei confronti del presidente del Coni, ritenendolo
assolutamente estraneo». La Commissione ha rinviato la decisione a lunedì 29.

 

Corsera



#13 gildo75

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Inviato 25 settembre 2014 - 08:23

In Italia si rinvia sempre. Che tristezza,



#14 paola

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Inviato 25 settembre 2014 - 08:26

non sanno cosa fare e come riparare ... temporeggiano per prendere tempo :D



#15 Franz_76

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Inviato 29 settembre 2014 - 17:58

Malagô squalificato 16 mesi!







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