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Riaperto Il Caso Pantani

pantani doping

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104 risposte a questa discussione

#1 paola

paola

    Kapa

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Inviato 11 settembre 2014 - 06:59

51szkk.jpg



#2 paola

paola

    Kapa

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Inviato 14 ottobre 2014 - 06:48

Pantani e il video che mostra le sue ferite
Girato dalla polizia scientifica al ritrovamento del corpo di Marco: perché quei tagli sul filmato?

 

Sarà che siamo abituati alla
gelida efficienza delle serie tv forensi
americane, mentre queste
immagini sono tremolanti e disordinate.
Sarà che quel corpo
martoriato riverso sul pavimento
non è un attore o un manichino.
Ma Marco Pantani. Sarà per
questo che si esce sconvolti dalla
visione del video girato dalla polizia
scientifica nella stanza D5
del Residence Le Rose a Rimini,
la sera del 14 febbraio 2004. 51
minuti registrati nell’arco di tre
ore, con salti temporali e d’inquadratura
che sorprendono il
professor Francesco Donato, docente
di Tecniche investigative
applicate all’Università di Bologna:
«Per avere valore — spiega
Donato — un video girato sulla
scena di un crimine deve essere
un continuo d’inquadratura. Il
video è stato tagliato? E perché?
». Se lo chiede anche la parte
civile che ha chiesto una perizia.
Il filmato mostra, oltre al sangue
e alle ferite sul corpo di Pantani,
inspiegabilmente minimizzate
dal perito del tribunale, anche
le debolezze della tesi che ha
orientato l’inchiesta fin da subito:
morte da overdose. Il corpo di
Pantani è costretto in uno spazio
microscopio tra letto e parete,
dove è quasi impossibile sia precipitato
in seguito a un malore.
Le striature allungate di sangue
attorno al volto mostrano segni
di trascinamento. La cintura dei
jeans disegna un’ampia, innaturale
asola sul lato destro del corpo,
suggerendo in maniera immediata
che questa sia servita
per trascinarlo.
Poi l’obbiettivo si sofferma sul
Rolex bloccato sulle 5 meno 5,
sul medico legale che indica della
polvere bianca sul collo di una
bottiglia, mai periziata. Nella
stanza, al contrario di medico e
operatore, girano senza indumenti
di protezione cinque investigatori.
E si sentono almeno
due volte in sottofondo rumori
di posate che cadono sul pavimento.
E ci sono, ripresi in maniera
incoerente, i dettagli di quel «caos
ordinato» su cui punta forte
Antonio De Rensis, l’avvocato
della famiglia Pantani: si possono
divellere uno specchio da un
muro o un lavandino da terra,
rovesciandoli sul pavimento,
senza minimamente danneggiarli
e, stando ai vicini di stanza,
senza il minimo rumore?
«Quando un investigatore entra
in una scena del crimine — spiega
il professor Donato — dovrebbe
osservare e filmare con
curiosità ed obiettività, sgombrando
la mente da idee preconcette
per individuare il maggior
numero di elementi utili sia alla
ricostruzione dell’evento, sia all’identificazione
del suo autore.
Altrimenti si rischiano errori
enormi». Frammentario e incoerente,
il filmato oggi resta prezioso:
tra i testimoni che stanno
sfilando questi giorni in Procura
a Rimini c’è chi — mai ascoltato
prima — forse è in grado di dare
una motivazione a quel caos fornendo
una chiave decisiva alla
nuova inchiesta.

Marco Bonarrigo

 

Il filmato
Il video
Il filmato girato
dalla polizia
scientifica, la
sera del 14
febbraio 2004
quando fu
ritrovato il
corpo senza
vita di Marco
Pantani, dura
51 minuti

Quei tagli
Alcune
Immagini
proverebbero
che in quella
stanza Pantani
sia stato
trascinato

 

Corriere della Sera



#3 paola

paola

    Kapa

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Inviato 17 ottobre 2014 - 08:40

sospetti che si stanno trasfomando in realtà

 

La nuova inchiesta
La Procura di Forlì ha avviato nuove indagini sul ritiro del romagnolo dal Giro ‘99 quando
a Madonna di Campiglio fu trovato col sangue alterato: lì cominciò il crollo del campione

 

Il sospetto: la malavita decise
di sabotare le analisi di Marco
per un giro folle di scommesse
Il ruolo di Vallanzasca invitato
a puntare sul Pirata perdente

 

Marco Pantani fu escluso dal
Giro d’Italia del 1999 perché le
sue analisi furono «alterate».
Qualcuno avrebbe truccato
l’esito degli esami effettuati dopo
la tappa di Madonna di
Campiglio facendo risultare
l’ematocrito troppo alto, segnando
così l’inizio della fine
della carriera del campione di
ciclismo. E della sua vita. È
questa clamorosa ipotesi ad
aver convinto il procuratore di
Forlì Sergio Sottani ad avviare
nuovi accertamenti su quanto
accadde cinque anni prima che
l’atleta fosse trovato morto in
un residence di Rimini. Mentre
i magistrati della cittadina costiera
continuano gli accertamenti
proprio sulle anomale
circostanze del decesso non
escludendo l’omicidio, un altro
inquietante capitolo si apre. E
le conseguenze possono essere
imprevedibili, tenendo conto
che svariati testimoni sono già
stati interrogati e avrebbero
confermato di aver ricevuto minacce
proprio in quei giorni.
Entro breve sarà ascoltato anche
l’ex boss della malavita Renato
Vallanzasca, il primo a
ipotizzare che dietro quella storia
potesse esserci un giro di
scommesse clandestine.
Si torna dunque al 2008
quando Tonina Belletti, la madre
di Pantani, racconta in televisione
una nuova verità su
quanto accadde prima della
squalifica. Svela che Vittorio
Savini — capo della tifoseria
del Pirata — le aveva detto di
aver «ricevuto telefonate da
persone che minacciavano di
sparare a Marco pur di fermarlo
durante il Giro, gli dissero
che non sarebbe mai arrivato a
Milano». Spiega che l’uomo
«non ha mai fatto i nomi per
paura che gli dessero fuoco all’officina
». Savini viene convocato
dai carabinieri e conferma
la circostanza, aggiungendo un
dettaglio: «Il giorno dopo la
squalifica un uomo mi disse
che “tutto sommato era stato
meglio così, altrimenti Pantani
sarebbe finito male”».
Qualche mese prima era stato
Vallanzasca a insinuare il
dubbio di un complotto. In una
lettera spedita dal carcere alla
signora Pantani aveva scritto:
«Quattro o cinque giorni prima
che fermassero Madonna di Campiglio, mi avvicinò
un amico, anche se forse lo
dovrei definire solo un conoscente,
che mi disse: “Renato,
so che sei un bravo ragazzo e
che sei in galera da un sacco di
tempo. Per questo mi sento di
farti un favore”. Ero in vero un
po’ sconcertato ma lo lasciai
parlare. “‘Hai qualche milione
da buttare? Se sì, puntalo sul
vincitore del Giro! Non so chi
vincerà, ma sicuramente non
sarà Pantani”». La tesi del malavitoso
è che le scommesse
clandestine sulla vittoria finale
del Pirata erano talmente tante
da poter «sbancare» chi le gestiva.
E poiché si trattava della
criminalità, era stato più facile
eliminare il campione dalla
competizione. Esattamente la
tesi che viene esplorata adesso
dalla Procura di Forlì. Il magistrato
ha ascoltato la mamma
che, assistita dall’avvocato Antonio
De Rensis, ha ottenuto la
riapertura dell’indagine sulla
morte. Poi ha convocato medici
e personaggi dell’entourage
del Pirata che avrebbero confermato
le «anomalie» di quel
giorno. Una riguarda l’affermazione
del medico incaricato del
controllo che avrebbe insistito
con Pantani di guardare la provetta
«perché dopo non voglio
contestazioni».
Poi c’è l’andamento «strano»
dei valori dell’ematocrito. A
sottolinearlo è stato Roberto
Rempi, medico della Mercatone
Uno: «La sera del 4 giugno
Pantani si misurò in hotel
l’ematocrito. Aveva 48 e piastrine
normali. Il test del 5 segna
invece 51,9 con piastrine sballate.
Marco viene squalificato ma
va a Imola per un nuovo test:
l’ematocrito è di nuovo a 48 con
piastrine normali». L’ipotesi
dello staff è che la provetta sia
stata riscaldata per alterare i valori
e fermare la corsa di Pantani.
Per sempre.

 

Corriere della Sera



Prima e dopo il controllo chiave, i valori erano in regola

 

Alle 7 e 15 di sabato 5 giugno
1999 tre persone bussano alla
stanza 27 dell’Hotel Touring di
Madonna di Campiglio. Mario
Spinelli, Michelangelo Partenope
e Eugenio Sala, medici
del Sant’Anna di Como, cercano
Marco Pantani, a cui mancano
solo due tappe per vincere il
secondo Giro d’Italia. I medici
non sono li per un test antidoping
ma per un «controllo sulla
salute», istituito dalla federazione
ciclistica internazionale
per limitare il ricorso all’eritropoietina,
per cui non esistono
ancora controlli legalmente validi.
La procedura prevede uno
stop di 15 giorni per chi ha un
ematocrito superiore al 50 per
cento. Al prelievo assistono il
medico sociale Rempi, il direttore
sportivo Martinelli e
l’ispettore federale Coccioni. Il
dottor Partenope inserisce i 5
cc di sangue della maglia rosa
nella provetta numero 11.140.
Poi la porta via e la elabora con
un analizzatore Beckman Coulter
8 in un altro albergo. Uno
strumento ospedaliero di precisione,
non la centrifuga portatile
usata dai medici sociali,
quella che, la sera prima,
avrebbe tranquillizzato il Pirata
e il team con un valore del 47
per cento. La strisciata di controllo
lascia interdetti i medici.
L’ematocrito di Pantani è al 52
per cento. Il Coulter viene tarato
più volte: il risultato non
cambia.
Come da procedura, i medici
tolgono un punto al dato strumentale,
formalizzano il 51 per
cento e la sospensione di 15
giorni per motivi di salute. La
notizia viene portata al corridore
da Martinelli. Pantani per
la rabbia distrugge uno specchio
della stanza con un pugno.
La sua discesa dalle scale
dell’Hotel Touring, a capo chino,
scortato dai carabinieri, è
una delle immagini simbolo
degli anni più neri del ciclismo.
Sulla strada del ritorno,
Pantani e Martinelli si fermano
all’Ospedale di Imola. Due test
di controllo, risultato 47,6 e
48,1 per cento. Il Pirata adesso è
in regola. Ma il suo Giro e la sua
carriera sono al capolinea.
Marco Bonarrigo

 

Corriere della Sera



#4 Manuju

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    Gaetano Scirea unico grande vero juventino. LA LEGGENDA

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Inviato 17 ottobre 2014 - 11:09

Vigliacchi........dovete pagare.....



#5 Edgar 74

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Inviato 17 ottobre 2014 - 17:01

Tutte cose che già si sapevano allora, nel 1999. Tutti le sapevano, anche quelli candidamente rosei che lo scaricarono (e che organizzavano/organizzano il Giro...). Spero che per la memoria di Marco e per l'amor di verità venga fuori tutto e su tutti, vivi o morti che siano alla data odierna. E spero che ciò avvenga in futuro anche per la Farsa.



#6 Cirdan

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Inviato 17 ottobre 2014 - 18:08

Tutte cose che già si sapevano allora, nel 1999. Tutti le sapevano, anche quelli candidamente rosei che lo scaricarono (e che organizzavano/organizzano il Giro...). Spero che per la memoria di Marco e per l'amor di verità venga fuori tutto e su tutti, vivi o morti che siano alla data odierna. E spero che ciò avvenga in futuro anche per la Farsa.

L'acqua calda, per i giornalai, è sempre una manna.



#7 Edgar 74

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Inviato 17 ottobre 2014 - 18:26

L'acqua calda, per i giornalai, è sempre una manna.

 

Leggere la gazzetta, poi, che ci fa su "l'inchiesta" è semplicemente ributtante...



#8 andreaogl

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Inviato 18 ottobre 2014 - 00:30

Amavo il ciclismo e amavo Marco. Quello che gli successe mi fece disinnamorare al punto che ormai il ciclismo non lo guardo più da anni.

#9 Milena

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Inviato 18 ottobre 2014 - 13:23

Quando qualcuno vince troppo e soprattutto onestamente da fastidio a chi rimane indietro. Pantani è stato ucciso dopo essere stato ingiustamente infangato e minacciato.

Purtroppo per me è inevitabile un parallelismo tra Pantani e la Juve del 2006 (e anche quella di oggi). 



#10 Ziopino33

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    Comandante Che GueSarri

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Inviato 18 ottobre 2014 - 18:25

Spero che l'anima di Candido Cannavò (se esiste l'anima) sia in qualche girone dell'inferno (se esiste l'inferno).....

#11 gustavo

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Inviato 19 ottobre 2014 - 05:56

A piangere sulla sua bara c'era :D LCDM .

 

http://www.laprovinc...ita_1084666_11/

 

Ringrazio chi trascrive l'articolo completo . Il mio compito è : :D  " Cane da tartufi " .



#12 TRILLY

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    Moggi e Giraudo, questa la mia biade

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Inviato 19 ottobre 2014 - 07:05

Tre comaschi nel caso Pantani
«Marco non parlava, ecco la nostra verità»


18 ottobre 2014
Tre comaschi nel caso Pantani «Marco non parlava, ecco la nostra verità»

Quindici anni dopo, una nuova inchiesta sul sangue di Marco Pantani. Quel sangue che i medici del Sant’Anna prelevarono alle sette del mattino dal braccio del “Pirata”, nella sua camera d’albergo, per poi analizzarlo. Siamo a Madonna di Campiglio ed è il 5 giugno 1999, mancano due tappe alla conclusione del Giro d’Italia. Il test effettuato dagli esperti dell’ospedale comasco rivela che i valori di ematocrito sono troppo alti, superano il tetto massimo. E così per Pantani scatta la sospensione immediata dalla corsa: l’inizio della fine.
Adesso la procura di Forlì torna ad accendere i riflettori su quanto accadde quel giorno, complici nuove rivelazioni. Spunta addirittura la camorra, che avrebbe alterato le analisi di Pantani per far soldi con un giro di scommesse clandestine. Tesi accreditata dal “bel René”, al secolo Renato Vallanzasca, che in passato parlò - e oggi torna a farlo - di un detenuto che proprio durante il Giro del ’99, in carcere gli consigliò di scommettere sul vincitore della corsa e disse: «Sicuramente non sarà Pantani».
Ieri i medici comaschi protagonisti - loro malgrado - della vicenda hanno accettato di raccontarci cosa avvenne, esattamente, il 5 giugno di quindici anni fa. Non prima di aver definito «un incubo» la notizia della nuova indagine. Finirono già in quella aperta dalla procura di Trento e ne uscirono a testa alta, speravano di essersi lasciati alle spalle quella storiaccia con annesse accuse e veleni. Ma non è così. Due dei professionisti che si occuparono del test sul sangue lavorano ancora al Sant’Anna: Eugenio Sala guida la la struttura di Microbiologia, il collega Michelarcangelo Partenope è il responsabile dell’Ematologia. Il terzo, Mario Spinelli, è in pensione. «Innanzitutto non si trattava di esami antidoping ma di controlli a tutela della salute degli atleti, stabiliti dall’Unione ciclistica - spiegano Sala e Partenope - Quella mattina entrammo nella stanza di Pantani e prelevammo 2,7 cc di sangue. La provetta venne messa nella borsa che si usava per i campioni, come stabilivano le regole. Mente chi dice che fu trasportata nella tasca della giacca, è una cosa che non faremmo nemmeno per la provetta di un familiare».
«Ricordo che Marco mi chiese di non applicargli al braccio il laccio che si usa durante il prelievo - nota Partenope - ma per il resto non disse una sola parola. Gli abbiamo chiesto l’autografo e lo conserviamo gelosamente, per noi era una festa, invece è diventato un incubo che dura da 15 anni...».
«Lo strumento usato per l’analisi del campione era quello richiesto dall’Unione ciclistica, un analizzatore che esegue l’esame “emocromocitometrico”. La sera prima il test fatto da Pantani dava un esito diverso? Lui utilizzò una microcentrifuga: misura l’ematocrito ma può essere in parte diverso. Portammo il referto finale con l’esito al direttore sportivo Giuseppe Martinelli e al medico sociale Roberto Rempi, il valore era al di sopra del consentito e le norme imponevano lo stop all’atleta».
Gli specialisti non erano certo alla prima esperienza: «Abbiamo fatto analisi al Giro, al Tour de France, alla Vuelta, ai campionati mondiali, tutto in virtù di una convenzione tra l’Unione ciclistica e il Sant’Anna. Non solo, nel ’99 la nostra equipe aveva già fatto l’esame a Pantani alla partenza, ad Agrigento, poi una seconda volta a metà del Giro».
Per ora i tre non sono stati convocati dai magistrati di Forlì, ma temono che accadrà. «Già all’epoca, il pomeriggio stesso i carabinieri mandati dalla procura di Trento arrivarono in elicottero al vecchio Sant’Anna e sequestrarono l’apparecchio che avevamo utilizzato. Siamo stati indagati per truffa aggravata, poi la perizia fatta a Parma confermò la bontà e la correttezza del nostro lavoro. Venne eseguito anche il test del Dna e dimostrò che quel sangue era davvero di Pantani».
«Quel periodo - aggiungono - è stato molto duro, vedere che a distanza di quindici anni si torna a mettere in discussione l’operato di professionisti lascia grande amarezza. Speravamo di non dover rivivere certe situazioni»

Michele Sada

#13 AndreaJuve84

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Inviato 20 ottobre 2014 - 18:37

rabbrividisco, ma l'ho sempre sospettato purtroppo.



#14 paola

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Inviato 21 ottobre 2014 - 15:23

PANTANI. Travaglio: Ma quale complotto, era già dopato nel ’95

 

Dell'inchiesta forlivese Travaglio scrive «...Sarà molto difficile dimostrare una congiura così gigantesca, che dovrebbe coinvolgere decine di persone, nessuna delle quali avrebbe aperto bocca per 15 anni. Anche perché i medici che effettuarono quel controllo sono tutti vivi, e sono fior di esperti e professori del ramo: Michelangelo Partenope, ora dirigente di Ematologia dell’ospedale Sant’Anna di Como, e i suoi collaboratori Eugenio Sala e Mario Spinelli. I quali hanno già ricordato alcuni dettagli di quel test: nella stanza del prelievo, all’Hotel Touring di Madonna di Campiglio, c’erano ben 7 testimoni; la fiala fu portata nella camera d’albergo del medico-capo e subito analizzata insieme a quelle del secondo classificato, Paolo Savoldelli, e di altri 8 corridori davanti ad altri 4 testimoni; l’ematocrito di Pantani risultò “fuori norma”, a un livello di 51,8. La macchina fu ri-tarata per un secondo esame: ancora fuori norma. Furono subito convocati Pantani, il direttore sportivo e il medico della sua squadra, la Mercatone Uno. Pantani non andò, il ds e il dottore invece sì: e assistettero ad altri due controlli, sempre con lo stesso esito. Il campione e il materiale analitico furono subito sequestrati dalla Guardia di Finanza che li sottopose a perizia per conto della Procura di Trento: perizia che, al processo, confermò l’assoluta regolarità delle analisi...».

E chiosa ulteriormente: «In ogni caso, anche nell'eventualità che l'inchiesta accerti un interessse della malavita a penalizzare Pantani al Giro d'Italia, o addirittura una alterazione delle provette nel test del 5 giugno, ben difficilmente riuscirebbe a dimostrare che il Pirata era "pulito". Cioè estraneo al doping... Non fu quella l'unica volta in cui Pantani fu beccato con un ematocrito abnorme che, insieme ad altri valori ematici coerenti, non si spiega se non con un abuso di Eritropoietina in dosi da cavallo».

E qui Travaglio attinge ai documenti dell'inchiesta di Guariniello, partita dall'incidente subìto da Pantani alla Milano-Torino 1995 e culminata nel processo tenutosi a Forlì nel 2000 che si concluse in primo grado con la condanna a tre mesi di Pantani per frode sportiva e in appello nel 2001 con l'assoluzione: «i giudici - scrive Travaglio - ritennero che la frode sportiva fosse imputabile solo ai dirigenti e ai medici che "dopano” l'atleta e non "all'autodoping" di quest'ultimo, che in Italia è punibile solo dal 2000: dunque nel 1995, "il fatto non era previsto dalla legge come reato"».

Travaglio riporta poi con dovizia di parrticolari le conclusioni della consulenza tecnica affidata ai professori Gianmartino Benzi dell'Univeristà di Pavia e Adriana Ceci dell'Univeristà di Genova, che smontarono punto per punto le tesi della difesa e conclusero che «... "globuli rossi, emoglobina e ferritinemia sono assolutamente anomali sia per una persona normale, sia per un atleta di alto livello, sia per lo stesso Pantani" con la sua media di 45%. Anche l'overdose di ferro era un altro "elemento coerente": la spia di un trattamento ripetuto per compensare gli effetti dell'Epo, che aumenta l'emoglobina, ma necessità di robuste quantità di quella sostanza minerale».

E sul famoso crollo dell'ematocrito di Pantani in occasione del ricovero aggiunge: ...«il 22 ottobre (al quarto giorno di ricovero) era sceso a 20, e il giorno 25 era precipitato a 16. Il valore era talmente preoccupante che Cartasegna (primario ortopedico del CTO di Torino, nda) domandò ai due medici sociali se Pantani avesse fatto uso di Epo. I due "tergiversarono, non diessero né sì, né no. La stessa domanda pose anche a Pantani. E anche lui "non disse né sì né no". Il 25 ottobre gli fu praticata una trasfusione di due sacche ematiche e "dal giorno dopo migliorò". Anche perché "qualcuno", quasi a compensare una sorta di astinenza da Epo, gliene somministrò una dose di nascosto dai medici del Cto».

http://www.tuttobici...&cod=73405&tp=n



#15 Edgar 74

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Inviato 21 ottobre 2014 - 17:18

Marco Pantani non è mai stato trovato positivo ad un solo controllo antidoping. Spero vivamente che la famiglia adisca le vie legali verso questo essere.







Anche taggato con pantani, doping

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