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Caos Calcio. Da Saviano Agli UltrÓ

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#1 paola

paola

    Kapa

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Inviato 06 maggio 2014 - 14:46

Caos calcio. Da Saviano agli ultrà

 

 

di G. Fiorito

 

Secondo il presidente della Repubblica non si tratta coi facinorosi. A detta del presidente del Consiglio i presidenti dei club non devono trattare con gli ultrà. Per il presidente del Milan ed ex primo ministro, anche se i suoi ultrà si dice siano piuttosto esigenti, non sono tutti delinquenti. Saviano, il giornalista e scrittore di Gomorra, attribuisce gravi colpe al presidente della FIGC, che non sa che pesci pigliare (Link) .

 

Sovente mi vedo attribuire etichette da “ultrà da tastiera” e “talebana”. Qualcosa che ha a che vedere con un integralismo nettamente agli antipodi della “curva”. Ma calciopoli non è servita solo a mandare la Juve in B. Quel fatto che ha coinvolto 14.000.000 milioni di italiani ha cambiato per sempre il mondo del calcio ed è diventato, come saprebbe spiegare Tolstoj meglio di me, una delle tante concause che hanno condotto a un mutamento irreversibile di quell’intero ecosistema. La Juve riemersa dalla serie cadetta cercava clienti per bocca di Cobolli Gigli. Li trovò con uno slogan che invitava i suoi tifosi a tesserarsi sul forum ufficiale, Juventus Member, per usufruire di sconti e vantaggi: “La Juve sei tu”. “La Juve siamo noi” è lo slogan preferito dagli ultrà. “Io sono della Juve” è il mio.

 

Facendo un passo indietro, il punto di mediazione tra le tesi rese dai rappresentanti delle istituzioni e della stampa, una volta elevata al loro rango (o essersi abbassati al suo, che fa lo stesso) una carogna, siccome viviamo immersi nella cultura spiccia della sensazione, intesa come immagine o frase ad effetto, battuta o tweettata, è stato il dito medio di Fassino ai granata. Gesto da ultrà, che racconterebbe la povertà culturale della nostra classe politica, nemmeno tanto furba in quest’epoca del grande fratello perennemente in agguato.

Tra gli spari incrociati delle accuse e le bordate dell’incombente campagna elettorale, tutti i voti fanno brodo e l’occasione è troppo ghiotta per non arruffianarsi qualche consenso in più, lucrando ancora su un paese talmente allo sbando da consentire in meno di una settimana che alcuni servitori dello stato prima applaudano gli assassini di un ragazzino inerme e poi trasformino un pregiudicato daspato e graziato in un vip internazionale.

 

Il termine “trattativa” è fortemente evocativo e per questo piace all’informazione. Ma si fa bene ad associare "Genny ‘a carogna" agli assassini di Falcone e Borsellino e agli autori della strage di via dei Georgofili, che cercarono persino, per fortuna senza riuscirci, di far saltare in aria un’auto imbottita di tritolo a due passi dall’Olimpico di Roma? Napolitano dovrebbe saperlo meglio di noi. Tuttavia, prima delle stragi di Capaci e via D’Amelio, era venuto il caso Moro e dinanzi a quel cadavere in posizione fetale tutti ci eravamo affrettati a rimpiangere di non aver trattato coi suoi assassini.

 

A prescindere dalle polemiche di parte, che giudico sterili, su chi sia il suo editore e quale sia la sua parte politica, Saviano scrive che t’incolla alla pagina e che sembra un romanzo. Da due giorni ha deciso di fare la guerra ad Abete. Non lo sa che è un incompetente dichiarato? Si è accorto solo adesso che tutto ciò che sa fare è scansarsi, per tenersi pronto a rilasciare la solita intervista quando gioca la nazionale, nascondendosi dietro le imprese dei nostri calciatori, pronto a salire sul carro dei vincitori se saranno bravi in Brasile (Link)

 

Saviano si stupisce. Ma il film noi l’abbiamo già visto. Nel 2006 è andata così. Con la casacca della Juve tutti ladri. Con quella azzurra tutti eroi. La Federazione e i politici di allora avevano una tale esigenza di pulizia e di etica, che gli è bastato trovare in Moggi il mostro da gettare in pasto agli avvoltoi dell’informazione, che non hanno perso l’occasione per farlo divorare al pubblico. Ora il calcio si ritrova a fare i conti non solo con gli ultrà, ma con il fair play finanziario e il ranking che cala.

 

A pochi minuti dalla fine di Juventus Atalanta lo speaker dello Juventus Stadium ha chiesto ai tifosi di rimanere seduti al loro posto per rendere possibile l’omaggio che i calciatori bianconeri volevano rendere da vincitori del 32° scudetto, senza che nessuno si scomodasse ad avvicinare nessun capo ultrà per domandargli alcunché. A parte chiedersi se l’Olimpico sia dotato di un impianto acustico per le comunicazioni ai tifosi, ciascuno dovrebbe chiarire a se stesso quanto gli piacerebbe stare seduto in curva a prendere ordini dalla carogna di turno. E le autorità, di bocca larga quando intendono riportare le famiglie allo stadio, dovrebbero ricordarsi come sono stati trattati i bambini che avevano preso il posto in curva degli ultrà della Juve.

 

"Même si vous vous en foutez!
Chacun de vous est concerné".

(Da un canto degli studenti parigini del maggio '68 ripreso da F. De André nella sua “Canzone del maggio”) (Link)

 

http://www.giulemanidallajuve.com/newsite/articoli_dettaglio.asp?id=3621

 

 

 



#2 Red75

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Inviato 06 maggio 2014 - 15:02

grandissimo pezzo!!!!!!!!!!!

 

 

complimenti!



#3 la juventina

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Inviato 06 maggio 2014 - 15:08

siccome l'argomento è assai delicato e mi corre l'obbligo di mantenere soprattutto nel rispetto del lettore un articolo in un numero ragionevole di caratteri, desidero precisare che la molla che mi ha fatto scattare il bisogno di scriverlo è stato il tono diffuso di ipocrisia alla base dei ragionamenti e imbonimenti di tutti coloro che in questo paese tendono a fare di qualunque problema un modo per trainare carri e salire su quelli dei vincitori. se perde il calcio perdono tutti. la passione di tutti. la quarta o quinta voce dell'economia nazionale. grazie a tutti.



grandissimo pezzo!!!!!!!!!!!

 

 

complimenti!

onorata.



#4 vilostra

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Inviato 06 maggio 2014 - 15:41

Che tristezza! Questo è quanto ho provato sabato sera.E' stato un coacervo di fatti, menzogne, smentite,dubbi,aggressività,impotenza che l'Italia ha presentato al mondo. Non ci abbiamo certamente fatto una bella figura ma riflette appieno lo stato confusionale che sta attraversando questa nazione in cui poi tutti si sentono titolati ad esprimere giudizi, fare analisi psisosociologiche e naturalmente politiche a partire da Saviano  sul quale personalmente stenderei un pietoso velo. 

 

I fatti di cronica giudiziari sono accaduti lungo via di Ponte Milvio, a poca distanza dallo stadio ma fuori di esso. Subito si è cercato di minimizzarli   asserendo che  era estraneo al calcio, dimenticando che le bugie hanno le gambe corte, allora perchè andare a colloquiare col capo ultras dei partenopei, figura ben nota agli uomini delle forze dell'ordine? Se quest'ultime non getterei addosso la croce perchè la responsabilità penale è personale e ci sono stati dei condannati a sentenza definitiva che magari non hanno accettato, così come noi non accettiamo la sentenza di farsopoli, e quegli applausi sono stati certamente fuori luogo ma non dimentichiamo l'opera di delegittimazione che è stata compiuta nei loro confronti  non solo dai media ed alcuni politici ma anche e soprattutto da figure istituzionali che poi si servono di loro facendo, erroneamente, di tutta l'erba un fascio. Le urine, gli escrementi, le biglie, le pietre, le sprangate e gli agguati vengono riservati spesso  agli operatori di polizia senza che nessuno dei predetti moralizzatori si scandalizzi più di tanto, cerchiamo anche di guardare l'altra faccia della medaglia.

 

Non tutti i poliziotti sono da biasimare così come non tutti i tifosi sono da condannare e se certi fatti avvengono è perchè in Italia non v'è certezza sul nulla. Non si possono obbligare tranquilli tifosi a fare code di ore al prefiltraggio, ai tornelli, schedarli e poi permettere ad impuniti, pregiudicati già daspati di entrare in uno stadio senza biglietto o Tdt, portare bombe carta al seguito, dare loro la patente di interlocutore sulla praticabilità di disputare una gara di calcio. Certa gente, anche se da fastidio alle società perchè magari le ricattano non deve avvicinarsi ad un impianto sportivo, nelle ore delle gare va tenuta a casa propria, soggetta a controlli e se non ci sta deve, ripeto deve, andare in galera. Non esistendo certezza della pena, perchè le leggi ci sono per certe violazioni, ognuno ritiene di poter fare e disfare a piacimento diventando magari capo degli ultras arrogandosi poteri di influenza sui consimili  così come tanti pennivendoli fanno con altrettanti  tifosi da bar dello sport.

 

Abbiamo già sviscerato quel mondo qualche mese fa in questo Forum dopo i fatti di Salernitana-Nocerina e le squalifiche delle curve dello Stadium, le multe per i cori di ragazzini, in tanti  hanno detto e scritto. Di concreto cosa è stato fatto? Nulla  e nulla si farà sino al prossimo fatto vergognoso. Non è solo questione di incompetenza e di incompetenti, manca la volontà perchè alla fine anche i tifosi votano ed è meglio non urtare la loro suscettibilità altrimenti non assisteremmo a certe scene.



#5 paola

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Inviato 06 maggio 2014 - 15:51

Oggi tutti parlano della "violenza" solo per raccogliere consensi. In realtà molti di quelli che parlano, con le loro mancanze (ricoprono dei ruoli ben retribuiti, hanno anche delle resposabilità), non hanno fatto altro che alimentarla e permettere a chiunque di fomentarla...Fra qualche giorno se lo dimenticheranno... e torneranno a parlare di altro, magari cavalcando l'onda. E il problema rimarrà irrisolto.

 

Nel nostro piccolo abbiamo stigmatizzato ogni episosio, anche quando è stato necessario andare contro la nostra tifoseria...



#6 paola

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Inviato 06 maggio 2014 - 20:43

scarica barile...

 

 

Abete,federazione non garantisce ordine
Accettiamo le decisioni ma diamo allo Stato 1 mld di euro

 

(ANSA) - ROMA, 6 MAG - 'Una federazione sportiva non è in grado di garantire l'ordine pubblico, non ha né questo ruolo né gli strumenti'. Lo ha detto il presidente della Figc Giancarlo Abete in merito alla proposta del Governo di far pagare la sicurezza negli stadi ai club di calcio. 'Noi siamo prima di tutto cittadini e poi abbiamo un ruolo nel sistema sportivo - ha aggiunto il n. 1 Figc al termine della Giunta Coni -. Accettiamo le decisioni ma noi diamo allo Stato 1 mld di euro".

 

Tuttojuve



#7 paola

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Inviato 07 maggio 2014 - 06:46

E' una vergogna!

 

Vi sveliamo l’accordo
Il capitano all’ultrà:
«Ci metto la faccia»
«E allora giocate...»
In un verbale della Procura Federale le parole
tra il leader del Napoli e il boss della curva:
«Col tifoso morto non saremmo scesi in campo»

 

Il capitano e Genny ‘a carogna. C’è una carta
che scotta, un verbale che contiene tutte le frasi
pronunciate da Marek Hamsik e Gennaro De
Tommaso: a stilarlo è stato un collaboratore della
Procura Federale
(la Figc ne aveva inviati tre,
tra cui una donna) dopo aver seguito da vicino il
colloquio. Un lavoro certosino che ha richiesto
tempo: erano le 3 della notte tra sabato e domenica
quando sono state messe le firme alla relazione.
Il passo successivo è stata inviarla a Stefano
Palazzi (il loro capo) e al giudice sportivo
Gianpaolo Tosel. Non solo, la Digos ha ovviamente
preteso una copia del verbale e nei prossimi
giorni potrebbe girarla al pm che si sta occupando
del ferimento dei tre napoletani. Ma quella
carta non è al momento tanto importante per
le indagini giudiziarie, lo è invece molto per spiegare
come mai un calciatore di A sia stato «costretto
» a parlare con i propri tifosi. «Non c’è stata
nessuna trattativa con gli ultrà», è stato detto
più volte dalle istituzioni. Ecco, il verbale dimostrerebbe
il contrario e farebbe capire come quella
mossa sia stata pianificata per garantire non
tanto lo svolgimento della partita, ma soprattutto
l’ordine pubblico che sarebbe diventato incontrollabile
in caso di cancellazione della finale.

Riavvolgiamo il nastro e torniamo a sabato sera.

Su il sipario La guerriglia del pomeriggio ha
lasciato feriti, paura e un clima irreale. In tribuna
d’onore il presidente del Senato (Pietro Grasso)
e il premier (Matteo Renzi) sono attoniti. La partita
è a rischio, i giocatori si guardano intorno,
mentre il settore occupato dai tifosi napoletani
inizia a far piovere in campo petardi e fumogeni
(un vigile del fuoco finisce in ospedale). Che cosa
sta accadendo? La parte più estrema della tifoseria
azzurra ha emesso la propria sentenza: la
finale non si deve giocare.
Per rispetto di un loro
compagno morto fuori dalla stadio. Perché il ferimento
di Ciro Esposito nel passaparola è diventato
un omicidio perpetrato dai supporter rivali
(quella della Fiorentina). La paura della Questura
è un film già visto nel marzo 2004 quando gli
ultrà ordinarono e ottennero il rinvio di un derbv
Roma-Lazio sulle basi di notizie false (un bambino
travolto e ucciso dalla polizia). A nulla allora
era servito far diffondere dallo speaker smentite
e rassicurazioni. Dieci anni dopo la situazione è
più complicata: gli incidenti fuori dallo stadio ci
sono stati, ma non c’è nessun morto. Una sospensione
alle 9 di sera significherebbe dare credito
alle voci ingigantite con conseguenze inimmaginabile
per l’ordine pubblico. Resta il problema
più difficile da affrontare: chi convince gli ultrà a
rientrare dal loro proposito? Sotto pressione non
ci sono solo le forze dell’ordine, anche i dirigenti
del Napoli e la squadra azzurra sono in difficoltà.
I giocatori chiedono spiegazioni, vogliono sapere
se davvero è morto un loro tifoso. In questo
caso si rifiuterebbero di disputare la sfida, non se
la sentirebbero, temendo anche eventuali reazioni
degli ultrà. La Digos rassicura tutti: «Non è
stato ucciso nessuno, bisogna giocare altrimenti
c’è il rischio di nuovi scontri. L’ordine pubblico lo
gestiamo noi: questa è la decisione». La squadra
tentenna, c’è sempre l’ostacolo dei tifosi che sanno
una verità diversa.
A quel punto qualcuno
propone di portare i calciatori sotto la curva. La
società del Napoli non si oppone e dà il via libera.
«Ci va il capitano», si decide. Impossibile per
Hamsik dribblare la richiesta. La delegazione è
composta dalle forze dell’ordine, un dirigente
azzurro, l’ispettore Figc e altri non identificati.
Gli occhi dei 70 mila tifosi arrivati all’Olimpico
per assistere all’ultimo atto della Coppa Italia, all’ora
in cui l’arbitro Orsato avrebbe dovuto dare il
via alla partita, sono catturati da un altro «spettacolo
». Va in scena una tragicommedia. Protagonisti:
il giocatore che rappresenta il Napoli
(Hamsik) e il boss dei Mastiffs che parla per tutta
la tifoseria (Gennaro De Tommaso).
Il colloquio Hamsik si avvicina al capo ultrà, sa
bene che cosa deve dire. Usa parole misurate, tipo:
«Con un tifoso morto non avremmo mai giocato,
ma ci hanno assicurato che le cose non
stanno così». Genny ‘a carogna non si fida, indica
«gli sbirri» e lo mette in guardia da eventuali
menzogne. Il capitano dimostra sangue freddo,

gli fa capire che ci sta «mettendo la faccia». Insomma,
la trattativa è bella che avviata. Da una
parte gli ultrà sono convinti che un loro compagno
sia stato ucciso e quindi fanno pressioni sulla
squadra perché si rifiuti di scendere in campo.
Dall’altra il capitano si assume delle «responsabilità
»: comunica alla curva che «sì, c’è un ferito,
ma non per un agguato tra tifoserie». Cancellare
la finale, fa capire lo slovacco, aprirebbe a scenari
drammatici. De Tommaso si convince, alza il
pollice medio, poi sussurra una frase sibillina
che più o meno suona così: «Allora okay, ci metto
la faccia anche io. Tanto tutti sappiamo chi siamo
e dove siamo».
E’ il via libera. Hamsik porta il
risultato a casa. L’arbitro Orsato può far iniziare
il match.

Multa e squalifiche Oggi, insieme al comunicato
sul campionato, il Giudice sportivo Gianpaolo
Tosel prenderà i provvedimenti relativi alla finale
di Coppa Italia. La relazione dei collaboratori
della Procura federale è arrivata anche sul suo
tavolo. Dal tenore del verbale dipenderanno le
successive sanzioni: sicura l’ammenda alla società
del Napoli, ma è probabile (visto anche il pompiere
ferito) che sia chiuso un settore.
Non ci saranno,
sicuramente, sanzioni per Hamsik a causa
del colloquio con Gennaro De Tommaso. Il capitano
è stato portato da Genny ‘a carogna per
evitare problemi maggiori. Per una notte il fantasista
si è trasformato in portiere.

 

pravda:

 

forse gli chiudono un settore.... d'altra parte cosa sarà mai successo?



OGGI CONFERENZA STAMPA DELLA CURVA
Niente magliette
«pro Speziale»
I tifosi si tutelano


Una giornata frenetica quella di ieri a Napoli,
tra riunioni ultrà e comunicati della Questura.
Napoli-Cagliari è iniziata molto prima
delle 21 o forse Fiorentina-Napoli di sabato sera
all’Olimpico non è ancora finita. Quanto accaduto
a Roma imponeva una riflessione ai tanti
gruppi che compongono la curva A. Bisognava
capire come comportarsi al San Paolo e dunque
di buon mattino è stato convocato un direttivo
per decidere quali iniziative intraprendere. Fortissimo
il vincolo di solidarietà e silenzio che lega
i tifosi, ma lunedì era trapelata la volontà di
stampare 30.000 magliette uguali a quella indossata
dall’ormai celebre Genny ‘a Carogna all’Olimpico
con la scritta «Speziale libero».
Comunicato e Daspo Durissima la risposta della
Questura, che ieri all’ora di pranzo annunciava:
«Eventuali esposizioni all’interno dello stadio
di cartelli, striscioni, stendardi, emblemi,
magliette, materiale stampato dai contenuti offensivi
o che incitano alla violenza, darà luogo
all’ordine di non avvio o di sospensione dell’incontro
Napoli-Cagliari, oltre a determinare
l’adozione di Daspo nei confronti di singoli responsabili
».
In realtà, però, gli ultrà avevano già
deciso di non indossare quelle magliette proprio
per tutelarsi da eventuali provvedimenti in un
momento già delicato. Quando però sono arrivati
i Daspo per Gennaro De Tommaso (5 anni)
e Massimiliano Mantice (3), figura di spicco della
Curva B, i gruppi organizzati si sono di nuovo
riuniti, e hanno deciso di essere comunque al loro
posto sulle tribune. Oggi i tifosi dovrebbero
tenere una conferenza stampa per spiegare le loro
ragioni con la famiglia di Ciro Esposito.
L’appuntamento
è in galleria Principe Umberto.

 

pravda:

 

vediamo il seguito....



L’ATTACCO DI DIEGO DELLA VALLE
«Come Fiorentina non avremmo
mandato Pasqual dagli ultrà»

Diego Della Valle all’attacco dopo i fatti di
sabato sera. «Ho trovato giusto che le istituzioni
siano rimaste sedute in tribuna – ha detto il
patron della Fiorentina – ma ora devono muoversi
con velocità. Non credo che Renzi abbia bisogno
di consigli. I piccoli gruppi che cercano di
trasformare il mondo del calcio in corride li
isolerei dappertutto. Darei alle istituzioni dieci
giorni per dimostrarci cosa potranno fare per
evitare che queste cose accadano ancora: è
talmente grave quello che è successo e
l’immagine che è arrivata all’estero del nostro
Paese che serve fare qualcosa di serio e utile,
piuttosto in fretta». Ancora Della Valle: «Abbiamo
sempre detto che la società rispetta tutti, e che
è la società che decide e non si fa mettere paletti
da nessuno. Come Fiorentina non avremmo
lasciato andare Pasqual a parlare con Genny a’
carogna. Abbiamo sempre chiarito che la società
va per la sua strada e decide da sola, non ci
facciamo mettere i piedi in testa da nessuno».

 

pravda:



«La questura a Roma
ha fatto un ottimo lavoro
Parlando con gli ultrà
ha evitato il peggio»

=Carlo Fidanza è europarlamentare di
Fratelli d’Italia-An e frequenta sin da ragazzo
la curva dell’Inter. E’ un politico da sempre
sensibile alle problematiche del tifo. Lo
scorso inverno ha fatto visita ai laziali
arrestati in Polonia.
1 Sabato scorso all’Olimpico di Roma, Genny ‘a
carogna, capo ultrà del Napoli, ha trattato con
la questura. Come è possibile?
«La mia lettura è che non c’è stato un arretramento
da parte dello Stato di fronte agli ultrà. Pochi sanno,
ad esempio, che la Digos ha una sezione dedicata
alle tifoserie che dialoga con le frange estreme del
tifo per prevenire problemi. La stessa procedura per
chi organizza le manifestazioni di piazza. In quel
momento, in un contesto esplosivo, con informazioni
frammentarie, è stato opportuno parlare con i
tifosi per tranquillizzarli. La trattativa è un finto
problema. Anzi, la questura ha evitato il peggio con
due risultati: si è giocato e, soprattutto, il dopo gara
è stato tranquillo. La parte inaccettabile sono stati i
lanci di petardi verso gli steward. La maglietta su
Speziale apre un altro capitolo. Comprendo il dolore
della vedova Raciti. Rimane la libertà di criticare
una sentenza, anche se sarebbe meglio farlo in
un’aula di giustizia, non in uno stadio»
2 Si parla di Daspo a vita. E’ giusto?
«Il limite del provvedimento è che viene emesso
dalla questura e non da un giudice. Io sarei propenso
a daspare chi fa reati da stadio ma per periodi
così lunghi serve una sentenza di condanna».
3 E la proposta di sciogliere il tifo organizzato?
«È inaccettabile generalizzare perché la responsabilità
penale è personale e, alla fine, stiamo sempre
parlando di minoranze di violenti in movimenti di
migliaia di persone».

 

pravda:



#8 j102704 gobbo 1949

j102704 gobbo 1949

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Inviato 07 maggio 2014 - 08:38

Pagine e pagine sulle violenze di sabato, ma non un sospiro sullo striscione esposto dalla nostra curva "onore ai caduti di Superga"



#9 paola

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Inviato 07 maggio 2014 - 08:56

Pagine e pagine sulle violenze di sabato, ma non un sospiro sullo striscione esposto dalla nostra curva "onore ai caduti di Superga"

 

eppure hanno dato spazio all'altro... perchè la curva ne ha esposti due



#10 Montero 82

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Inviato 07 maggio 2014 - 14:01

Alla fine diranno che a sparare è stato uno Juventino, tutto lo stato ("esse" stra-minuscola!) lo invoca!!!  :caffe2:

 

Tosel starà già pensando di mandarci le ruspe allo Stadium, si starà :345f: ...sfogliando il libercolo della pravda: ...celebrativo del "23° scudetto bianconero"...(ma non era quello del '95?!?)  rolleyes:



#11 paola

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Inviato 07 maggio 2014 - 16:03

poveri noi...

 

Genny 'a carogna minacciato di morte: lettera con proiettile a "Il Mattino" Busta recapitata alla sede del quotidiano di Napoli: anche il club, la Federcalcio e la Rai nel mirino. L'attendibilità del testo è al vaglio degli investigatori

Una busta con all'interno un proiettile è stata recapitata alla sede del quotidiano di Napoli "Il Mattino". Nella missiva sono contenute minacce di morte all'indirizzo del capo ultrà del Napoli Gennaro De Tommaso, noto come Genny 'a carogna.

la lettera — Ecco il testo integrale accompagnato dalla foto del capo-ultrà a cavalcioni sulla grata: "Vogliamo far pervenire al camorrista che appare in foto, Gennaro De Tommaso, il presente avvertimento, un risposta a quella scritta sul petto che auspica la liberazione del mafioso Speziale, assassino dell'ispettore Raciti. Stai attento, avanzo di galera. Hai le ore contate. Penserai che sia una semplice minaccia. Aspetta e vedrai. Morte agli ultras!!! Carogna, attento a te, ai tuoi familiari e a tutti quei coglioni che sono alle tue spalle!!! Anche voi della Società Calcio Napoli non siete esenti da responsabilità, così come i mass media che pubblicano solo ciò che fa loro comodo. Questa farsa è stata organizzata con l'assenso della federazione calcio e con la collaborazione dell'operatore tv della Rai. Vi seguiremo nei vostri spostamenti ed al momento opportuno colpiremo!! Che il tifoso napoletano ferito a Roma muoia a presto!! Non dorma tranquillo nemmeno il cronista Tv. Ogni promessa è un debito".
indagini — Sul posto è intervenuta la polizia scientifica. L'attendibilità del testo è al vaglio degli investigatori. "La stranezza - ha dichiarato il giornalista Giuseppe Grimaldi a tuttonapoli.net - è che il francobollo non porta nessuna affrancatura e quindi non è rintracciabile geograficamente da dove è partita".

 

pravda:

 

:facepalm: :facepalm: :facepalm:



Lo zio di Ciro Esposito accusa: “Soccorsi in ritardo e c’erano 2 pistole” Enzo, zio del tifoso del Napoli che lotta tra la vita e la morte: “L’ambulanza è arrivata dopo un’ora. E perché non c’erano poliziotti? Il Questore di Roma si dovrebbe dimettere”. E su Genny ‘a carogna: “L’ho ringraziato di persona” . De Laurentiis: "Colpito dalla grande dignità della signora Antonella Leardi"
Enzo Esposito è lo zio di Ciro, il ragazzo che sta lottando tra la vita e la morte dopo la sparatoria di sabato pomeriggio, a poche ore dalla finale di coppa Italia. Ha la faccia provata, ma la voce ferma. I suoi amici hanno organizzato per lui una conferenza stampa per spiegare cosa è realmente accaduto a Roma ed Enzo Esposito ci va giù duro: “La macchina del fango è già in moto, noi vogliamo giustizia. Per questo abbiamo organizzato una manifestazione sabato a piazza Dante”. Intanto, le condizioni di Ciro migliorano: “Stamattina all’alba ci hanno dato notizie positive, ma non è ancora fuori pericolo. A me interessa la sua salute, ma anche tutelarne la dignità”. Lo zio riprende: “Le ricostruzioni ufficiali sono false. Il Questore di Roma dovrebbe dimettersi o essere dimissionato perché non è possibile che in una zona sensibile come quella dove sono avvenuti gli scontri non ci fossero poliziotti, ambulanze e vie di fuga. I soccorsi per mio nipote sono arrivati dopo oltre un’ora”.
 
VUOLE VEDERE DIEGO :facepalm:  — Il papà Giovanni all'uscita dalla rianimazione spiega che "Ciro ha aperto gli occhi e ha risposto con cenno della testa. L'ho visto, mi ha riconosciuto. Sembra stia meglio, spero che migliori ogni giorno di piu. Gli ho chiesto se vuole vedere Maradona - ha aggiunto il papà - e lui mi ha fatto cenno di sì con la testa".

 

testimoni cercasi — La famiglia di Ciro Esposito ha attivato un indirizzo-email per ricevere filmati e testimonianze sull’accaduto (cirosiamonoi@libero.it). “Secondo un testimone che resterà anonimo perché è tra coloro che hanno picchiato De Sanctis, le pistole sulla scena erano due - continua lo zio di Ciro -, quella che poi si è inceppata ha sparato a mio nipote, l’altra probabilmente a Gennaro Fioretti (ferito al pari di Alfonso Esposito ndr). Loro tre sono scesi dalle auto per soccorrere un pullman che era stato oggetto del raid di De Sanctis ed altri romanisti. I primi a soccorrere mio nipote sono stati Genny ‘a carogna e Massimiliano Mantice, proprio i due tifosi che ora sono sottoposti a Daspo. Li ho ringraziati di persona per quanto hanno fatto per Ciro”. Amara la chiosa finale: “Ci ha chiamato il sindaco, ma non lo ha fatto il Napoli se non nella persona del suo medico sociale Alfonso De Nicola. Ci saremmo aspettati una telefonata da parte del club per un tifoso ferito gravemente”. :facepalm:
parla de laurentiis — Nel pomeriggio arriva anche un gesto di attenzione e vicinanza da parte del presidente del club partenopeo, Aurelio De Laurentiis, che in una nota pubblicata sul sito del club si pronuncia sui fatti di Roma, spiegando che "in questi giorni non ho avuto voglia né di commentare né di divulgare un'analisi delle varie responsabilità. Ma una cosa mi ha colpito e non mi ha lasciato indifferente. La grande dignità della signora Antonella Leardi. Le sue parole di amore per il prossimo e di perdono mi hanno profondamente colpito. A lei vanno il mio rispetto, la mia devozione e il mio totale affetto".

 

pravda:



#12 marcolanc

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Inviato 07 maggio 2014 - 16:08

il francobollo non porta nessuna affrancatura
 
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???

#13 GiustiziaEVeritÓ

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Inviato 07 maggio 2014 - 16:12

???

"il francobollo non porta nessuna affrancatura" penso si possa intendere "non porta alcun annullo"; forse è stato recapitato a mano...



#14 vilostra

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Inviato 07 maggio 2014 - 16:13

???

 

Non ci far caso, tipica topica del giornalaccio rosa.



#15 marcolanc

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Inviato 07 maggio 2014 - 16:15

"il francobollo non porta nessuna affrancatura" penso si possa intendere "non porta alcun annullo"; forse è stato recapitato a mano...

Non si capisce se volevano scrivere che la busta non porta affrancatura oppure se il francobollo non è stato timbrato... Che la busta sia stata portata a mano mi pare improbabile: troppo rischioso... Anche se sinceramente mi pare scritta da uno fuori di testa.





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